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Tumore al Seno

Redazione Paginemediche
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Il Carcinoma mammario è il Tumore più frequente nella donna e la prima causa di morte per tumore. In Italia si registrano 27.000 nuovi casi/anno e si stima che 1 donna su 13 (6.3%) abbia probabilità di ammalarsi di carcinoma mammario nel corso della propria vita.
 

Principali fattori di rischio

L’età.
Raramente il tumore al seno compare nelle donne sotto i 30 anni; la percentuale di donne colpite aumenta intorno al periodo della menopausa e continua a crescere con l’avanzare dell’età. Il rischio aumenta per chi ha dei familiari colpiti da tumore alla mammella: il carcinoma alla Mammella “familiare o ereditario”, che coinvolge principalmente i geni BRCA1 e BRCA2, rappresenta in media il 5% dei casi.

L’alimentazione e l’attività fisica.
Studi clinici epidemiologici hanno evidenziato una serie di fattori di rischio che si associano all’insorgenza del carcinoma della mammella e che possono essere distinti in 4 gruppi: riproduttivi, ormonali, nutrizionali, vari.
Il collegamento tra abitudini alimentari e incidenza della malattia non sembra essere così stretto, tuttavia si è notato che un’alimentazione basata su farine eccessivamente raffinate e su alimenti di origine animale (prevalente in Occidente), favorisce il tumore al seno.
E’ consigliabile seguire una dieta “protettiva” ricca di fibre, legumi, frutta e verdura, ricca di crocifere (cioè cavolo, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, ravanelli, rape, rucola, crescione), povera di grassi e cibi raffinati, arricchita dal consumo di soia, frutti di bosco, noci, frutta secca, semi di lino, di tutti gli alimenti ricchi di sostanze protettive come i fitoestrogeni, con più olio extravergine di oliva rispetto ad altri grassi. Indipendentemente dalla dieta che viene seguita, anche l’obesità e soprattutto la scarsa attività fisica dopo la menopausa, costituiscono fattori di rischio.
Mantenersi in forma a qualunque età riduce comunque il rischio non solo del tumore ma di altre malattie quali ad esempio quelle cardiovascolari.
 

Screening e Diagnosi

Lo screening da diagnosi precoce su donne asintomatiche rappresenta il cardine della prevenzione del carcinoma della mammella.
È importante ricordare che in tutte le fasi della vita l'esame più utile e semplice da eseguire è l'autopalpazione o autoesame del seno che consente di riconoscere eventuali forme anomale da segnalare al proprio medico e che è consigliabile effettuare mensilmente dopo i 20 anni.
Dopo i 25 anni è importante sottoporsi annualmente a una visita clinica. La mammografia in particolare può individuare tumori anche piccoli e può essere eventualmente accompagnata da un'ecografia (esame che utilizza gli ultrasuoni e non le radiazioni) quando l'immagine non è sufficientemente chiarificatrice.
Gli esperti raccomandano dopo i 40 anni di effettuare una mammografia e visita senologica ogni 2 anni. Nei casi in cui vi sia familiarità, ovvero una parente di primo grado con carcinoma mammario, è opportuno sottoporsi alla mammografia una volta all'anno.
 

Sintomi

  • Gonfiore o ispessimento nella mammella o nell'area ascellare rappresentano generalmente il primo segnale di tumore al seno

  • Cambiamenti nell'aspetto del seno: increspature o irritazione della pelle

  • Cambiamenti nella dimensione e forma del seno

  • Alterazioni, ritrazioni, dolore e fragilità del capezzolo o dell'areola

  • Presenza di secrezione

 

Gli esami strumentali

Mammografia: permette di rilevare noduli, microcalcificazioni e consente il rilievo di lesioni anche di pochi millimetri.
Ecografia: è utile come integrazione all'esame clinico e alla mammografia anche nelle donne giovani.
Esame citologico o ago aspirato: è indolore, non necessita di anestesia, ed è in grado di distinguere le lesioni benigne da quelle maligne nel 95% dei casi.
Biopsia: permette una diagnosi quasi sempre certa.
 

La terapia

L'intervento chirurgico è il trattamento più diffuso nel caso di tumore al seno.
Chemioterapia: consiste nella somministrazione di un farmaco o di una combinazione di farmaci (detti antiblastici o citotossici) per alcuni giorni al mese (cicli) per circa 6 mesi. A seconda dello stato di salute della paziente, la chemioterapia può essere effettuata in ospedale, dal proprio medico o anche a casa. I chemioterapici bloccano la crescita di cellule tumorali residue che nonostante l'intervento chirurgico o l'eventuale radioterapia possono essere ancora in circolo.
Radioterapia: consiste nell'uso di radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali. Normalmente viene effettuata dopo interventi chirurgici conservativi per evitare la formazione di un nuovo tumore nella mammella già operata. Viene praticata con sedute quotidiane, che durano pochi minuti, e dura circa 5-6 settimane.
Ormonoterapia: interferisce con gli estrogeni e tiene sotto controllo la proliferazione delle cellule tumorali. La terapia ormonale viene somministrata generalmente per 5 anni, deve iniziare il prima possibile, quando sono disponibili i referti istologici.
Immunoterapia: è un trattamento, talvolta associato alla chemioterapia, che ha l'obiettivo di combattere il tumore attivando i meccanismi di difesa dell'organismo attraverso il sistema immunitario.

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TAG: Tumori
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