Il cibo spazzatura potrebbe essere responsabile dell’aumentato numero di casi di allergia alimentare. È questo quanto emerso da una ricerca tutta italiana, condotta dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e presentata lo scorso 8 giugno al 52° meeting annuale della European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (Società Europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica).

Cibo spazzatura e allergie alimentari: cosa rivela lo studio

Per comprendere l’insorgenza delle allergie alimentari nei bambini, lo studio ha preso in esame 61 bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, suddivisi in tre gruppi: quelli con allergie alimentari, quelli con allergie respiratorie e quelli che non presentavano alcun disturbo. È stata rilevata una correlazione significativa tra i livelli sottocutanei di AGE (advanced glycation end products, ovvero il prodotto finale della glicazione avanzata) e il consumo di cibo spazzatura.

Gli AGE sono composti che si formano in seguito alla reazione tra una proteina e lo zucchero e sono già noti per svolgere un ruolo nello sviluppo e nella progressione di diverse malattie a base ossidativa tra cui diabete, aterosclerosi (in cui la placca si accumula all’interno delle arterie) e disturbi neurologici. Gli AGE sono presenti in grandi quantità nel cibo spazzatura; non a caso, dai dati emersi è stato evidenziato che i bambini con allergie alimentari presentavano livelli di AGE sottocutanei più elevati rispetto a bambini con allergie respiratorie o quelli sani.

Gli AGE, l'anello mancante

Le malattie allergiche sono in costante aumento e si assiste sempre più a un progressivo incremento (fino al 10% in alcuni paesi) di allergie e intolleranze alimentari, specialmente tra bambini piccoli. Allo stesso modo, negli ultimi decenni si è registrato un drammatico aumento del consumo di alimenti altamente trasformati (che, come è noto contengono livelli più elevati di AGE).

Roberto Berni Canani, tra gli autori principali della ricerca, ha commentato: “Fino ad ora, le ipotesi e le tipologie esistenti di allergia alimentare non hanno spiegato adeguatamente il drammatico incremento osservato negli ultimi anni, dunque gli AGE possono essere l’anello mancante. Il nostro studio supporta certamente questa ipotesi, adesso dobbiamo effettuare ulteriori ricerche per confermarla. Se questa connessione viene confermata, rafforzerà le ragioni che spingono i governi nazionali a potenziare gli interventi di salute pubblica per limitare il consumo di cibo spazzatura nei bambini”.