Search

I medici più attivi

Ultimi articoli

05/02/2015

Epatite C: sofosbuvir somministrato solo a 30 pazienti su 50mila. Regioni indietro nell'erogazione del farmaco

Sono solo 30 gli italiani che hanno potuto sottoporsi al trattamento terapeutico contro l'Epatite C con il sofosbuvir, farmaco in grado di debellare definitivamente il virus, dopo che è stato chiuso il programma di 'uso compassionevole' (poco meno di 900 i pazienti che vi sono rientrati).

A rendere noti i numeri poco entusiasmanti sono stati l’Agenzia del farmaco (Aifa) e il Ministero della Salute nell'ambito dell'Osservatorio sui consumi di medicinali (Osmed) in Italia nei primi nove mesi del 2014.

Cosa è successo?

E’ successo che ad oggi solo sei Regioni sono state in grado di erogare il farmaco, tra cui Lombardia ed Emilia Romagna. Ora il Ministero competente ha chiesto alle Regioni di individuare i centri dove somministrare il nuovo farmaco per l'Epatite C accelerando tutto il processo dal momento che – solo in prima battuta - ci sono almeno 50 mila casi di cui occuparsi.

Ricordiamo che nei mesi scorsi Aifa e azienda produttrice di sofosbuvir avevano trovato un accordo sul prezzo di rimborsabilità del medicinale da parte del Servizio sanitario pubblico e lo scorso 5 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale era stata pubblicata la determina Aifa che rendeva possibile la commercializzazione del farmaco in questione. 70mila euro per ciclo di trattamento per quanti avessero voluto comprarlo privatamente; 40mila euro per il Servizio Sanitario Nazionale. Cifra che ha indotto a prevedere nell'ambito della legge di Stabilità, un fondo di 1,5 miliardi di euro “per i farmaci innovativi”. Una cifra comunque insufficiente per trattare i circa 50mila italiani con malattia epatica grave causata dall'Hcv (non tutti, però, colpiti dai ceppi curabili con sofosbuvir) e i 300mila che comunque hanno avuto una Diagnosi certa.

TAG: Farmacologia | Gastroenterologia | Fegato | Malattie infettive | Virus | Medicina interna | Infezioni