In Italia riguarda un milione di persone. È considerata più un problema estetico che una malattia vera e propria. Non fa male al corpo ma può creare disagi psicologici. È la vitiligine, l’alterazione cutanea caratterizzata da macchie bianche sulla pelle. Ad essa è dedicato il 25 giugno, Giornata Mondiale della Vitiligine (World Vitiligo Day).

Giornata Mondiale della Vitiligine 2019

Di vitiligine soffrono circa 100 milioni di persone nel mondo. Tra i casi illustri ci sono Michael Jackson e la modella nera Winnie Harlow che ha contribuito a “sdoganare” la malattia facendo da testimonial, senza tabù, per alcuni dei più grandi marchi di moda. In dermatologia, la vitiligine è nota anche col termine scientifico “Chloasma album”: chi ne è affetto presenta chiazze non pigmentate sulla pelle, ovvero macchie bianche che tendono, in maniera irregolare ma spesso simmetrica, ad aumentare in dimensioni e in numero con la possibilità di confluire le une con le altre.

La vitiligine rientra nell’ambito delle malattie autoimmuni e le sue cause non sono ancora del tutto chiare. La familiarità, comunque, si riscontra nel 25% dei casi. È stata trovata anche una relazione tra vitiligine e altre malattie autoimmuni, tanto che circa il 30% dei pazienti soffre anche di tiroidite autoimmune. Non esiste, al momento, una cura.

The Quality of Life of a Vitiligo Patient” è il tema scelto dagli organizzatori internazionali per l’edizione 2019 della Giornata Mondiale della Vitiligine. L’iniziativa, che si svolge ogni anno dal 2011, unisce vari paesi del mondo con l’obiettivo unico di aumentare la conoscenza delle persone e, soprattutto, combattere il pregiudizio contro la malattia. Gli eventi collegati alla Giornata Mondiale della Vitiligine sparsi nei vari continenti serviranno anche a raccogliere fondi per incentivare la ricerca, che su questa alterazione cutanea deve ancora fare strada.

Vitiligine e vacanze al mare, qualche consiglio 

Non è un caso che la Giornata Mondiale della Vitiligine si celebri in estate, quando in metà del globo terrestre le persone si espongono di più al sole e la sensibilità verso i disturbi della pelle è più alta nell’opinione pubblica. Esporsi ai raggi del sole non fa male ai pazienti con vitiligine più di quanto non faccia male agli altri individui, a differenza di quanto si pensava in passato.

La scienza, negli ultimi anni, ha fornito importanti rassicurazioni a riguardo: le macchie bianche della vitiligine non sono più delicate del resto del corpo. Le persone che le hanno, insomma, possono esporsi al sole con tranquillità, adottando le opportune precauzioni legate alla stagione e al fototipo. L’unica conseguenza visibile è di tipo estetico, nel senso che lo stacco tra parti pigmentate e non sarà più marcato del solito.

C’è chi ricorre a prodotti autoabbronzanti, che mascherano un poco le macchie chiare. Ma se la vitiligine non è vissuta con disagio da parte del paziente, nessun trattamento è necessario per viversi l’estate in serenità.