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01/03/2016

Il 60% dei bambini perde l'udito per cause che si possono prevenire

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Health & News
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Agire ora per proteggere l'udito dei bambini, garantire a tutti in ogni parte del mondo diagnosi precoce ed interventi mirati ed efficaci per ridurre l'impatto che la perdita dell'udito può avere sullo sviluppo linguistico e cognitivo, nonché sociale dei bambini.

Impegni importanti che sono al centro della Giornata Mondiale dell'Udito 2016 organizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità il 3 Marzo di ogni anno e che ha come tema “Perdita dell'udito nell'infanzia. Agire ora, ecco come!”. Obiettivo dichiarato di questa edizione è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di poter prevenire la maggior parte dei casi di perdita dell'udito nei bambini intervenendo sulle cause con azioni di salute pubblica.

La perdita dell'udito ha inevitabili e note ripercussioni sullo sviluppo del bambino. Sappiamo tutti che un bambino che non sente avrà gravi problemi di sviluppo del linguaggio, ma ci sono anche conseguenze sul piano dello sviluppo delle abilità sociali, del comportamento, dell'alfabetizzazione e dell'autostima. Le difficoltà nella comunicazione sono strettamente legate allo stress, alla rabbia, all'aggressività e alla solitudine, al disagio emotivo e psicologico e ad un basso rendimento scolastico che si traduce molto spesso in una vita lavorativa di basso livello.

L'OMS precisa, quindi, che la perdita dell'udito che non viene trattata colpisce lo sviluppo sociale ed economico delle comunità e dei Paesi. 

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La sordità totale o parziale è causata da molteplici fattori e consiste nella perdita dell'udito.

Il 60% dei casi di perdita dell'udito nei bambini con meno di 15 anni può essere prevenuto e questa percentuale schizza al 75% nei Paesi in via di Sviluppo mentre scende al 49% in quelli più ad alto reddito.
La maggior parte dei bambini perde l'udito a causa di un ambiente ad alto rischio di infezioni, con difficile accesso alle vaccinazioni:

  • oltre il 30% dei casi di perdita dell'udito sono riconducibili direttamente a morbillo, parotite, rosolia, meningiti e otiti;
  • il 17% dei casi è causato da una complicanza alla nascita, tra cui basso peso alla nascita prematurità, asfissia neonatale ed ittero. In questo senso migliorare le pratiche di assistenza a mamme e neonati contribuirebbe a ridurre il numero di casi;
  • il 4% dei casi è riconducibile all'assunzione in gravidanza di farmaci ototossici.

E allora l'impegno che bisogna assumere, spiega l'OMS, è finalizzato soprattutto a facilitare l'istruzione e l'inclusione sociale, il benessere psicologico delle persone che hanno perso l'udito, ma anche a migliorare le strategie di prevenzione e diagnosi precoce, a garantire a tutti l'accesso ai nuovi strumenti e alle nuove tecniche di intervento che possono contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone. 

Per approfondire guarda anche “Paraotite”:

TAG: Bambini | Otorinolaringoiatria | Pediatria
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