Il cervello ozia durante il sonno? Non è così...

Il cervello ozia durante il sonno? Non è così...

Quando si dorme la corteccia motoria è attiva come quando si compiono dei movimenti volontari in stato di veglia. I risultati di una ricerca italiana.
In questo articolo:

Quando si dorme la corteccia motoria è attiva come quando si compiono dei movimenti volontari in stato di veglia. Il cervello, dunque, non ozia nemmeno durante il sonnoLo sostiene una importante ricerca condotta dall'Università dell'Aquila, dall'Ospedale Niguarda di Milano e dal CNR di Genova in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Roma Sapienza.

Lo Studio 

Lo studio è stato pubblicato su Annals of Neurology e porta i nomi di Fabrizio De Carli, Paola Proserpio, ELISA Morrone, Ivana Sartori, Michele Ferrara, Steve Alex Gibbs, Luigi De Gennaro, Giorgio Lo Russo e Lino Nobili, coordinatore dello studio e responsabile del centro di Medicina del Sonno di Niguarda. Alla base vi sarebbero delle ricerche lunghe alcuni anni sull’attività elettrofisiologica delle differenti strutture cerebrali durante il sonno. Una ricerca condotta attraverso la registrazione dell’attività elettrica del cervello, necessaria per la diagnosi e il trattamento di pazienti affetti da epilessia resistente al trattamento con farmaci.

Il parere dell'esperto 

“Ci siamo interrogati – spiega Nobili – sulle caratteristiche dell’attività della corteccia motoria in concomitanza con i movimenti oculari rapidi e abbiamo osservato che, nonostante la paralisi muscolare che caratterizza la fase Rem del sonno (atonia posturale), la corteccia motoria esprime livelli di attività paragonabili a quelli che presenta durante l’esecuzione di un movimento da svegli, come ad esempio muovere una gamba, ma diversi da quelli esibiti nella Veglia a riposo. Questo avviene principalmente durante gli episodi di Rem caratterizzati da intensa attività oculare rapida e in cui più frequentemente si concentra l’attività onirica”.

Un importante passo avanti anche per evitare i comuni traumi notturni "come ad esempio - continua Nobili - cadute dal letto ma anche colpi inferti durante il sonno al proprio partner di letto. Inoltre, si aprono finestre uniche di osservazione dell'attività cerebrale durante il sonno".

Eseguire un movimento e sognare un movimento - in poche parole - implicano in qualche modo lo stesso controllo corticale. E facendo un accenno alla letteratura, risulta errato dunque quanto afferma Mercuzio, buon amico dei Montecchi, in Romeo e Giulietta. Per lui, infatti, vero spirito libero, i sogni non sono “figli di un cervello ozioso”.

“Parafrasando Shakespeare – aggiunge e conclude l’esperto – il cervello durante il sonno è tutt’altro che ozioso e in concomitanza con i sogni potrebbe funzionare, almeno in alcune sue parti, in maniera molto più simile alla veglia rispetto a quanto ritenuto fino ad oggi”.

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