Onde elettromagnetiche al cervello per combattere la dipendenza da cocaina
11 Dicembre 2015
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1 minuto

Onde elettromagnetiche al cervello per combattere la dipendenza da cocaina

Per la prima volta al mondo ricercatori italiani scoprono come contrastare la dipendenza da cocaina.
In questo articolo:

Una nuova tecnica per combattere la dipendenza da cocaina

Per combattere la dipendenza da cocaina è stata sperimentata con successo una nuova tecnica che prevede l'utilizzo di mini scosse elettriche al cervello.
Illustrato sulle pagine dell'European Neuropsychopharmacology il nuovo metodo è stato messo a punto e testato da un gruppo di studiosi italiani e americani.
A firmare la ricerca, insieme ad Antonello Bonci, direttore scientifico del Nida (National Institute on Drug Abuse) e ai ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Padova, è stato anche Luigi Gallimberti, ricercatore presso l'Irccs San Camillo di Venezia che spiega che un regolare trattamento con rTms (Stimolazione magnetica transcranica ripetitiva) ha dimostrato di essere efficace nel combattere la dipendenza da cocaina.


Un metodo utilizzato anche per trattare la depressione

Questo metodo viene già utilizzato per trattare disturbi come la Depressione o alcuni tipi di dolore cronico, questa però è la prima volta che viene testata per trattare la dipendenza da cocaina.
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Complessivamente sono state arruolati nella sperimentazione 32 soggetti dipendenti da cocaina. La metà è stata trattata con la nuova Terapia mentre l'altra metà ha ricevuto farmaci standard per gestire l'astinenza.
Il gruppo sperimentale è stato sottoposto a stimolazione quotidiana per 5 giorni consecutivi, poi una volta alla settimana per 3 settimane. In una seconda fase anche i pazienti del gruppo di controllo, che avevano assunto solo farmaci, sono passati al trattamento con mini scosse.
In totale la sperimentazione è durata 63 giorni, al termine dei quali è emerso che dopo la prima fase il 69% dei partecipanti che era stato sottoposto al trattamento ha avuto una ricaduta, contro il 19% del GRUPPO DI CONTROLLO.

I benefici sembrano perdurare nel tempo ma i ricercatori hanno annunciato che sono previsti altri studi su un campione più ampio di persone per confermare l'efficacia della tecnica.

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