Ricerca: emozioni, modello matematico svela 'dialogo' fra cuore e cervello


Ora per la prima volta il nostro gruppo di ricerca ha definito un algoritmo per studiare le attivazioni corticali
Roma, 12 apr. (AdnKronos Salute) - Emozioni forti, che riempiono la mente e fanno battere il cuore. Per la prima volta i ricercatori dell'Università di Pisa hanno messo a punto un modello matematico per decifrare la comunicazione fra Cuore e cervello durante le esperienze emozionali. Gli esiti della ricerca sono stati appena pubblicati su 'Philosophical Transactions of the Royal Society A: Mathematical, Physical & Engineering Sciences'.

"Il sistema nervoso autonomo, in stretta connessione con aree del cervello come la corteccia del cingolo e l'insula, gioca un ruolo fondamentale nell'espressione e regolazione delle emozioni e dello Stress - spiega Gaetano Valenza del Centro di ricerca 'E. Piaggio' dell'ateneo pisano, primo autore dell'articolo - Ora per la prima volta il nostro gruppo di ricerca ha definito un algoritmo per studiare le attivazioni corticali, legate a segnali elettroencefalografici, combinate insieme a quelle del sistema nervoso autonomo, legate all'analisi di segnali cardiovascolari derivati dall'elettrocardiogramma, per lo studio di differenti stati emozionali".

La sperimentazione condotta dal team di bioingegneri - tra i quali Alberto Greco e Antonio Lanatà, coordinati dal Enzo Pasquale Scilingo, insieme a fisici, psicologi, e fisiologi quali Angelo Gemignani, Claudio Gentili, Laura Sebastiani e Danilo Menicucci - ha coinvolto un gruppo di volontari sani ai quali sono state mostrate immagini con valenza emotiva positiva, negativa e neutra, il cui effetto è stato monitorato sottoponendo i soggetti a Elettroencefalogramma ed elettrocardiogramma.
"Dati i limiti computazionali degli algoritmi utilizzati sino ad ora, le precedenti ricerche sono state prevalentemente focalizzate sull'analisi separata delle dinamiche cuore cervello, non tenendo conto delle numerose e complesse vie d'interazione tra i due sistemi - sottolinea Valenza - Le nuove conoscenze scaturite da questo studio sono destinate ad avere notevoli ripercussioni nel campo della psicologia clinica, psichiatria e dei disordini mentali in generale, aprendo le porte a nuove tecniche diagnostiche e prognostiche".

I risultati di questa ricerca sono pubblicati in una serie speciale della Royal Society Inglese, edita insieme a Riccardo Barbieri del Politecnico di Milano e a Nicola Toschi dell'Università di Roma Tor Vergata, dedicata alle recenti scoperte sull'asse cuore-cervello, in cui 9 studi su 16 sono stati condotti da ricercatori Italiani.
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