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04/12/2015

Un indice per misurare il rischio di fegato grasso nei pazienti diabetici

un indice per misurare il rischio di fegato grasso nei pazienti diabetici

Nelle persone diabetiche il rischio di andare incontro al fegato grasso è molto alto

Si stima che l’accumulo di grasso a livello epatico interessi il 45-75% dei diabetici e il 20-30% della popolazione generale. E la steatosi epatica non alcolica nei diabetici aumenta di almeno due volte il rischio di sviluppare un tumore al fegato, di avere problemi cardiovascolari e di sviluppare altri tipi di tumori.


Un indice per creare un registro delle persone a rischio di fegato grasso

Il team di diabetologi dell’Ospedale di Chioggia, in collaborazione con quelli dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova, ha messo a punto un indice capace di calcolare alcuni parametri generali – come BMI, circonferenza addominale, trigliceridi - e metterli in relazione co quelli epatici, come la gamma GT, per fare una misurazione del rischio di steatosi epatica nel paziente diabetico.
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L’indice si chiama Free Faty Liver (FLI) e permetterà di creare un registro delle persone più a rischio permettendo di monitorarle in modo più efficace.

Angelo Boscolo Bariga, dell’ospedale di Chioggia, spiega che se il FLI è superiore a 60 vuol dire che il paziente ha l’85% di probabilità di avere una steatosi epatica, se invece è inferiore a 30 ha l’86% di probabilità di non averla.

Uno studio condotto a Chioggia su pazienti diabetici ha portato ad individuare 300 persone che hanno un’alta probabilità di avere la steatosi epatica e che avevano anche un peggiore controllo glicemico e un aumento del rischio cardiovascolare.

Persone che oggi sono tenute sotto maggiore osservazione.
TAG: Fegato | Diabete | Epatologia | Gastroenterologia | Endocrinologia e malattie del ricambio