Grassi saturi: cosa sono e perché fanno male

grassi saturi cosa sono e perche fanno male
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Quando si parla di alimentazione, tutti puntano il dito contro i grassi, descrivendoli genericamente come l'elemento che fa male all'organismo. In realtà, le cose non stanno realmente così. Bisogna, innanzitutto, differenziare i grassi saturi da quelli insaturi. I medici, come vedremo, suggeriscono di evitare sopratutti i primi, mentre quelli insaturi giocano un ruolo importante in una dieta equilibrata.
 

Cosa sono e dove si trovano i grassi saturi

I grassi saturi si differenziano, innanzitutto, dagli insaturi in base a come sono composte le loro molecole. Mentre i grassi saturi sono chimicamente formati da legami singoli, i grassi insaturi sono costituiti da un legame doppio. Questo consente di alla molecola di elgarsi ad un elemento di idrogeno che non consente ulteriori legami.

I grassi saturi sono quelli di origine animale e si trovano nel burro, nello strutto, nel lardo e in altri prodotti simili. Questi sono i più pericolosi per il sistema cardiocircolatorio. Quelli insaturi, invece, si trovano soprattutto nei prodotti di origine vegetale ma anche nel pesce e non sono dannosi per l'organismo.
 

Perché si dice che fanno male

I grassi saturi, contenuti nei prodotti di origine animale, sono difficili da metabolizzare e - se se ne fa un largo uso - possono causare un aumento del colesterolo con la naturale conseguenza di una maggiore predisposizione a malattie cardiovascolari. Laddove possibile, il consiglio è quelli di limitare il più possibile i grassi saturi, sostituendoli con quelli 'buoni'. I grassi insaturi, al contrario, svolgono l'importante funzione di equilibrare il colesterolo cattivo, combattendo le infiammazioni, i trigliceridi e riducendo la pressione sanguigna.
 

Ricerche contrastanti

Per dovere di cronaca, però, è bene sottolineare che negli ultimi anni si sono susseguite non poche ricerche che sembrerebbero scagionare i grassi saturi. Secondo, ad esempio, uno studio pubblicato sul British Medical Journal, nella lista nera andrebbero inseriti solo i grassi trans, ovvero quelli contenuti negli alimenti industriali.

Il consumo di burro et similia, per gli studiosi, non andrebbe, infatti, associato al rischio di ictus, diabete e malattie cardiache. Quali sarebbero dunque gli alimenti da evitare? Tutti quelli costituiti da oli vegetali lavorati con un processo di idrogenazione. Un esempio? Gli snack dolci di origine industriale, i prodotti da forno confezionati e la margarina, che da molti è considerata più leggera del burro.
 

Qualche consiglio

Come limitare allora l'uso dei grassi saturi (stando alle vecchie conoscenze) e di quelli trans (osteggiati dai nuovi studi)? Il consiglio è quello di evitare quanto più possibile i prodotti confezionati da una parte e gli alimenti di origine animale, dall'altra, riducendoli a massimo una porzione o una e mezza al giorno. Per condire i propri piatti è preferibile utilizzare solo olio extra vergine d'oliva, meglio se crudo, che favorisce la digestione ed è una fonte perfetta di acidi grassi 'buoni'. Limitarsi, in ogni caso, è la parola chiave per tutto.
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30/05/2016
30/05/2016
TAG: Dieta | Nutrizione | Alimentazione naturale | Scienza dell'alimentazione | Malattie dell'apparato cardiovascolare
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere