Inappetenza nell'anziano: come stimolare l'appetito

inappetenza nell anziano come stimolare l appetito
Massimo Canorro
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Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Mangiare non solo per sopravvivere, ma anche per fornire al corpo l’energia che occorre per svolgere, ogni giorno, tutte le funzioni fisiche e intellettuali: camminare, parlare, pensare, ricordare, apprendere (si potrebbe andare avanti all’infinito). Ma quando manca l’appetito, mangiare non è più un piacere e può diventare uno sforzo titanico. Il rischio, nei casi più gravi, è quello di arrivare a un disturbo dell’alimentazione. A maggior ragione quando si parla di inappetenza nell’anziano, che può essere causata da stati di malessere fisico e/o piscologico.

 

Inappetenza, come si manifesta e quali sono le conseguenze

Chiunque può presentare perdita dell’appetito, ma l’inappetenza è un sintomo comune tipico della terza età, molto comune soprattutto in estate. Il disturbo si manifesta con una radicale diminuzione dell’appetito accompagnata, nella maggior parte dei casi, da un senso di repulsione verso il cibo. La prima, inevitabile, conseguenza è un calo di peso che, se prosegue nel tempo, può anche condurre ad un deperimento psicofisico per la mancanza di sostanze nutritive fondamentali.

“Il problema è che spesso l’anziano, soprattutto se vive da solo, può perfino dimenticarsi di mangiare, anche perché magari ha difficoltà a fare la spesa”, spiega Nicola Ferrara, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (S.I.G.G.). Quindi aggiunge: “Ciò significa che tra l’altro mangiano male, poiché consumano prodotti non particolarmente freschi, che magari sono rimasti a lungo in frigorifero, cucinati e conservati in maniera approssimativa”.

E ancora, problemi legati alla masticazione possono provocare una diminuzione del desiderio di mangiare. Riprende Ferrara: “La dentatura spesso imperfetta e la presenza di protesi, che possono provocare infezioni al cavo orale, costringono la persona a mangiare cibi poco invitanti, di frequente frullati oppure molto cotti, che non stimolano il senso dell’appetito”.

L’alimentazione per gli anziani inappetenti

Gli anziani dovrebbero seguire le buone norme di sana alimentazione. È inevitabile che, quando si è avanti con gli anni, si spendono meno energie, la massa magra tende a diminuire e di conseguenza si riduce il fabbisogno di calorie. Gli esperti consigliano di seguire da vicino gli anziani, magari aiutandoli a fare la spesa e rifornendo il frigorifero con scorte di cibi salutari e che siano di loro gusto. E ancora, di sollecitare gli anziani a fare un minimo di attività fisica.

Come sopperire alla mancanza di appetito nelle persone anziane? Ecco una serie di consigli per stimolare l’appetito nelle persone anziane.

  • Fare pasti leggeri e frequenti: almeno tre nell’arco della giornata e non saltare la prima colazione. Aumentare la quantità delle sostanze nutrienti piuttosto che le porzioni.
  • Bere molto: gli anziani, in particolare, devono bere tanto, almeno dieci bicchieri d’acqua semplice al giorno, evitando il consumo di alcolici, superalcolici e di bevande gassate.
  • Mangiare in compagnia: per le persone anziane la prospettiva di mangiare da soli è sufficiente a ridurre l’appetito. È consigliabile organizzare pranzi con la famiglia o con gli amici.
  • Essere consci degli effetti collaterali dei farmaci: in alcuni casi, dopo l’assunzione di farmaci si possono avvertire sapori poco gradevoli. Lavare spesso i denti oppure fare risciacqui prima di ogni pasto può essere di aiuto.

La mancanza di appetito negli anziani non va sottovalutata. Se la persona anziana inizia a rifiutare il cibo, la conseguenza principale è la debilitazione, a cui seguono dimagrimento, mancanza di memoria, disidratazione, debilitazione muscolare e perdita di forze, depressione.

Suggerimenti pratici a parte, il consiglio è quello - soprattutto per chi ne è sprovvisto - di munirsi di tanta pazienza e di un pizzico di dolcezza. Perché la salute degli anziani passa anche (e soprattutto) attraverso l’alimentazione.

Per approfondire guarda anche: “Caldo e afa: come evitare il rischio disidratazione”

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