Paleo Dieta: ecco cosa ne pensano gli esperti

paleo dieta ecco cosa ne pensano gli esperti
Nutrizione e Scienze dell'alimentazione
È una dieta che intende massimizzare la massa magra con l’idea che l’uomo del paleolitico oltre ad essere magro fosse meno suscettibile alle malattie cronico-degenerative. Si basa su assunti speculativi in quanto oltre a non sapere bene cosa mangiasse l’uomo del paleolitico è anche difficile correlare l’insorgenza di patologie croniche con la dieta visto che la spettanza di vita era sicuramente più breve.
 

Le caratteristiche della Paleo Dieta

La caratteristica principale di questo tipo di dieta è quella di emulare il pattern dietetico dell’età della pietra, un ritorno alle origini, con una enfasi nell’evitare alimenti processati, trattati, coltivati con una preferenza nei confronti di frutta, verdura, frutta secca oleosa, semi e bacche carne in grande quantità. Vengono evitati formaggi e frumento, cereali trasformati di qualunque genere, zuccheri. La carne era la selvaggina, carne magra, più’ povera e diversa nella composizione dei grassi, ricca di omega 3 quasi assenti nella carne degli animali allevati a mangime. I tanto oggi demonizzati grassi erano invece importanti componenti della dieta paleolitica. Con l’abbondante consumo di verdura e frutta e l’esclusione di cereali e latticini con questa dieta si introducevano grandi quantità di vitamine e cofattori vitaminici, minerali, antiossidanti; l’abbondante consumo di verdura e frutta e l’esclusione di cereali e latticini, apporta benefici in quanto produce un ambiente alcolico con effetti protettivi per le ossa e la salute in genere (ma carenza di calcio). Sicuramente è una dieta low-carb.
 

Perché la dieta del Paleolitico non convince

È la dieta "da cavernicoli", di chi è convinto che l'uomo non sia molto cambiato dal Paleolitico in poi, di chi è convinto che per avere un’alimentazione sana bisogna tornare a nutrirsi come i nostri antenati cacciatori-raccoglitori. Non considera, però, che l’uomo di oggi è molto diverso dai cavernicoli, piante e animali attuali non sono certo quelli di diecimila anni fa.  Essa ha un significato ambivalente. Dal punto di vista scientifico paleontologico vuole documentare i cambiamenti della dieta umana dovuti ai cambiamenti comportamentali geografici e paleo climatici; dal punto di vista della dieta umana intende riproporre un ipotetico tipo di alimentazione che caratterizzava le popolazioni nel periodo precedente la scoperta dell’agricoltura, diete coinvolgenti regimi alimentari tra i più variati. I fautori di questa alimentazione sottolineano che dalla fine del Paleolitico, circa 10mila anni fa quando si sviluppò l'agricoltura, il genoma umano non si è modificato in maniera sostanziale: a quel tempo, secondo i nostalgici, l'uomo era in sintonia con l'ambiente in cui viveva e non soffriva di malattie cardiovascolari, obesità, tumori. Mangiava solo ciò che riusciva a procurarsi con le sue forze, cacciando prede e raccogliendo semi selvatici, erbe, bacche. Il corpo umano si sarebbe adattato alla vita allora, pertanto per restare sani il nostro regime alimentare non dovrebbe scostarsi da quello dei nostri progenitori. E tutte le malattie attuali? Ed i tumori sempre più frequenti? Altro non sarebbero che  il frutto di un'incompatibilità del nostro organismo con gli alimenti di cui ci nutriamo. Da qui la necessità di evitare tutti i cibi inventati dall'uomo dopo il Paleolitico: latticini, cereali trasformati (dal pane bianco ai prodotti per la colazione), zuccheri, insaccati, per non parlare di patatine e fast food.

Un pregio sembra averla questa dieta: l’eliminazione del cibo spazzatura che di sicuro bene non fa. Nella sua versione integralista non concede neppure latticini ricchi di calcio, legumi che sono un'ottima fonte di proteine, cereali pieni di fibre: un rischio per la salute, secondo parecchi nutrizionisti. Nel paleolitico si sviluppò la tecnologia umana con l’introduzione di strumenti in pietra, seguito dall’utilizzo del fuoco e terminando con l’allevamento e l’agricoltura. La specie umana si è nutrita per altri 2 milioni di anni di caccia e pesca, pertanto sembra alquanto errato considerare che l’uomo possa considerare di mangiare nello stesso modo, sarebbe come annullare i mutamenti genetici e fisiologici subiti dal paleolitico ad oggi.

Attualmente per paleo dieta si intende l’introduzione di cibi reperibili prima dello sviluppo delle tecnologie agricole, cibi quanto più vicini allo stato naturale: carne e frattaglie di animali selvatici o allevati allo stato brado senza utilizzo  di gramaglie, pesce, frutti di mare, molluschi, crostacei, frutta e verdura scelta tra quella di stagione, moderata quantità di frutta secca, olio extravergine di oliva, di noci, cocco, avocado, molto importanti il pesce azzurro per le rilevanti quantità di acidi grassi omega3. Le percentuali di macronutrienti, in questo particolare regime alimentare, sono fornite in grandi quantità di proteine dal 20-35% e di i grassi dal 30 al 60%, i carboidrati dal 20-35% delle calorie.
L'accusa, non la sola, a  questa dieta è  quella di fare ingrassare. Il primo attacco, partito da un articolo pubblicato sulle pagine di Scientific American, è stato quello di considerare questa dieta inadatta all'uomo moderno perché specie animali e vegetali di oggi non sono più le stesse rispetto al passato. Noi non siamo affatto gli uomini che eravamo decine di migliaia di anni fa, nel nostro lungo percorso evolutivo abbiamo subito cambiamenti, l'evoluzione di alcuni nostri tratti, correlati al cibo e non solo, non si è fermata all'età della pietra ma è stata molto rapida. La capacità di digerire il latte da adulti è forse l'esempio più famoso: dopo l'avvento della pastorizia e l'inizio della produzione dei latticini è comparsa in molti una mutazione genetica che consente di mantenere "acceso" il gene che codifica per l'enzima lattasi, indispensabile per il metabolismo del latte, anche dopo la primissima infanzia. Anche la microflora intestinale, che interagisce con il cibo che introduciamo, oggi è certamente diversa rispetto a quella che si trovava negli intestini dei cavernicoli.

Infine, le nostre attività sono diverse: nessuno di noi sgobba dall'alba al tramonto per cacciare, raccogliere legna o difendersi da predatori pericolosi, non ha molto senso cibarsi come se fossimo all'età della pietra. Anche se la dieta paleolitica avesse un senso, sarebbe impossibile seguirla davvero perché oltre all'uomo sono cambiate anche le specie animali e vegetali di cui dovremmo nutrirci. Pur guardando l’alimentazione oggi di  tribù rimaste ancorate al passato non riusciamo a  dire esattamente come dovrebbe essere l’attuale paleo dieta ideale, poiché l'alimentazione dei cacciatori-raccoglitori moderni è assai variegata, come lo era quella dei nostri avi. Anche l'idea che la paleo-dieta garantisca salute è un falso, così come suggerito da  recenti ricerche, secondo le quali non è poi vero che emulare gli stili di vita pre-agricoli ci metterebbe al riparo da malattie legate ad nostri stili di vita sbagliati e considerando che l'aspettativa di vita era a dir poco scarsa rispetto a oggi per colpa di infezioni e malattie attualmente perfettamente curabili.

Ana Magdalena Hurtado e Kim Hill, dell'università di Tempe, hanno studiato la dieta e le condizioni di salute di  tribù del Venezuela, arrivando alla conclusione che cibarsi di radici, frutta, miele e animali vari (formichieri, armadilli, tartarughe, iguane selvatiche e lucertole) non fa poi così bene alla salute. Gli indigeni non sono particolarmente sani: bassi, esili, malnutriti e affamati, sono bersaglio di infezioni intestinali varie e i loro figli non superano i quindici anni in un caso su due. Insomma la paleo-dieta sembra solo una  paleo-fantasia, è un'illusione e non garantisce per forza una buona salute. I nostri progenitori erano costretti a mangiare così ma noi no: non è indispensabile privarci di tutto ciò che siamo stati in grado di produrre e cucinare da 10mila anni fa a oggi L’attuale idea di dieta paleolitica è quella di fare piccoli pasti e non abbondanti per ridurre la stimolazione ormonale-insulinica, mangiare carne rossa e bianca anche se quella di oggi è trattata e perde molti valori nutrizionali, carboidrati presi dalla frutta e dalla verdura, evitando pane, pasta, riso, biscotti. Dissociare correttamente gli alimenti, cioè evitare di mischiare proteine diverse tra loro, in modo che ogni alimento possa essere digerito ed assorbito meglio dal corpo, fare attività fisica (non dimentichiamo che l’uomo primitivo non stava mai fermo). La paleodieta è una”filosofia alimentare” non  accettata dalla comunità scientifica contemporanea che la reputa squilibrata, potenzialmente nociva (predispone all’acidosi metabolica-chetosi); abolisce tutti gli alimenti che rientrano nel II, III e IV gruppo fondamentale; non assicura le  razioni raccomandata di vari principi nutrizioni (carboidrati e calcio ). È sconsigliata in caso di allattamento ed elevato rischio osteoporotico, non ha orari. Persi nell’attuale mare delle diete più diverse, dai nomi probabili e meno probabili, rimane sempre  più valido il metodo  tradizionale per restare in salute: mangiare con moderazione e buonsenso evitando o riducendo al massimo solo quello che sappiamo potrebbe essere dannoso, dal fast food ai grassi saturi.
06/10/2016
29/09/2016