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Dieta mima digiuno: ecco in cosa consiste

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Il suo nome dice già quasi tutto e proprio per questo a molti può far paura. Nelle ultime settimane se ne parla sempre di più, tanto da essere considerata la dieta del momento. La mima digiuno, in realtà, è uno studio iniziato e condotto già da più di un anno dagli esperti dell’University of Southern California, guidati dal dottor Valter Longo, professore di biogerontologia e direttore dell’Istituto sulla longevità. A collaborare anche l'istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano.

Dieta mima digiuno: che cosa prevede

Si tratta di un regime alimentare che promette una vita lunga e una perdita di peso, allontanando la possibilità di ammalarsi di alcune malattie, come i tumori. Il dottor Longo l'ha sperimentata studiando alcuni pazienti affetti da sindrome di Laron, una malattia genetica basata sulla resistenza all’ormone della crescita.

Scendendo nel dettaglio, questa dieta, che si avvicina molto al digiuno ma che in effetti non lo è, si caratterizza per un ridotto contenuto proteico e un mix di carboidrati, grassi e micronutrienti. La dieta consiste in una riduzione dei pasti per 5 giorni, da ripetere ogni 3 o 6 mesi. Per le persone obese o a rischio elevato, la Dmd periodica potrebbe essere consigliata dal medico fino a una volta ogni 2 settimane.

Le regole su cui si basa la dieta mima digiuno

Alla base alcune regole fondamentali. Assolutamente da eliminare sono gli zuccheri e i grassi animali. La mima digiuno si può, infatti, considerare per certi aspetti una dieta vegetariana ma con l'aggiunta di pesce che - a differenza della carne - contiene grassi buoni, come l’Omega-3. Le fonti di proteine saranno ceci, fagioli e altri legumi mentre i grassi comprendono olio, mandorle, noci e nocciole.

Seguita sotto stretto controllo medico e con un kit particolare fornito dagli esperti, la mima digiuno promette di prevenire malattie cardiovascolari, obesità e tumori, regalando fino a 10 anni in più di vita. Longo ha sperimentato la Dmd su se stesso e su altre venti persone e cavie da laboratorio. Su questi soggetti sani è emerso che 3 cicli della dieta mima digiuno somministrata ogni mese hanno ridotto i fattori di rischio e i biomarcatori di invecchiamento e altre malattie senza grossi effetti collaterali avversi. Finiti i giorni di digiuno, inoltre, nonostante non vi fossero particolari richieste da parte dei medici, si è potuto appurare che le "cavie umane" hanno modificato la propria dieta in modo spontaneo.

Non manca, però, l'aspetto più commerciale. Oltre a questo ridotto regine alimentare, Longo ha ideato una società, la ProLon L-Nutra, che sarà a breve anche nel nostro Paese e che vende un vero e proprio kit con tutto ciò che va mangiato nei 5 giorni di dieta. Per chi volesse approfondire, Longo ha anche scritto un libro sulla mima digiuno, La dieta della Longevità, edito da Vallardi.

I benefici della mima digiuno per i pazienti diabetici

Tra le varie condizioni patologiche che potrebbero beneficiare degli effetti positivi della dieta mima digiuno, un’attenzione particolare può essere rivolta al ruolo che questa svolge nel trattamento del diabete. Secondo una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell e condotta su topi da laboratorio e cellule umane, la mima digiuno potrebbe aiutare a combattere anche il diabete.

Nel diabete di tipo 1 e di tipo 2, il pancreas perde le cellule beta che producono insulina, ovvero l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue. Questo particolare regime alimentare, però, sarebbe in grado di riprogrammare le cellule del pancreas, riportandole a uno stadio simile a quello embrionale e riattivando la produzione di insulina.

Sottoposti a cicli alternati di Dmd, i topi impiegati per lo studio del dottor Longo hanno ripristinato la normale produzione di insulina e presentato livelli di glucosio nel sangue più stabili, nonostante uno stadio di malattia avanzato.
Nelle cellule umane, la dieta mima digiuno ha consentito un aumento dell’espressione della proteina Ngn3, addetta allo sviluppo delle cellule pancreatiche, e ha accelerato la produzione di insulina.

Scoperte, queste, che fanno ben sperare in un trattamento efficace per la cura di pazienti diabetici. “Ci auguriamo che un giorno le persone affette da diabete possano essere trattate clinicamente con una Dmd per alcuni giorni al mese, mantenendo una dieta normale per il resto del tempo, e che possano osservare risultati positivi nella capacità di controllare i loro livelli di zucchero nel sangue sia attraverso la produzione di livelli di insulina normali che migliorando la funzione dell’insulina” ha affermato Longo. “Uno dei nostri obiettivi per applicare questa scoperta alla ricerca sul cancro è quello di capire se i cicli di Dmd sono in grado di eliminare le cellule danneggiate da chemioterapia o da nuove terapie oncologiche e stimolare la riprogrammazione per rigenerare i tessuti e gli organi danneggiati”.

Per approfondire guarda anche: “Dieta e nutrizione: pesce e semi vari“

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TAG: Dieta | Nutrizione | Scienza dell'alimentazione | Benessere psicofisico
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