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Disturbi e rischi dell'insonnia

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Redazione Paginemediche
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Riconoscere l'insonnia

L'insonnia rappresenta un disturbo che interessa almeno 12 milioni di italiani: inostri ritmi di vita ci spingono a sottovalutare le conseguenze delle molte notti insonni che trascorriamo.

Proviamo con un piccolo esame di coscienza a riflettere insieme sull'entità dei disturbi di cui soffriamo.

Quante volte vi è capitato durante il giorno di accusare uno stato di malessere indistinto, mal di testa, astenia, svogliatezza o addirittura nausea? Oppure, quasi senza accorgervene, di assopirvi o, comunque, di provare oltre misura un’insopportabile sonnolenza che arriva ad interferire pesantemente con il vostro lavoro e le normali attività quotidiane? E ancora, come mai siete diventati tanto irritabili agli occhi dei vostri familiari o dei vostri colleghi di lavoro?
E poi, perché da un po’ di tempo non avete più la memoria di ferro di un tempo?

La prima reazione è “lasciare che passi, sarà lo stress”. Ma vi siete mai chiesti come dormite? Siete proprio sicuri che questi disturbi non siano frutto di una vostra difficoltà ad addormentarvi, di un sonno discontinuo e superficiale, oppure di risvegli precoci che nelle ultime settimane hanno caratterizzato le vostre notti, ma a cui avete dato poca importanza?

Oppure, al contrario, soffrite francamente di insonnia, ne siete consapevoli, ma niente: “Io le medicine non le prendo perché non si sa mai…” e siete disposti a sopportare tutto questo, pur di non assoggettarvi a cure che potrebbero risolvere il vostro problema, ma che, per scarsa informazione o consolidati pregiudizi, preferite evitare.

Bene, ora rilassatevi ed iniziate a leggere queste pagine web, che ci auguriamo riescano a chiarire a voi, insonni più o meno consapevoli, i tanti dubbi e i tanti perché sul fatto che dormire sia importante per la nostra salute e per una buona qualità di vita. E speriamo che non sia proprio questa lettura a farvi prendere sonno!

Tanti disturbi, un solo perché

La conseguenza più immediata dell'insonnia è, ovviamente, il deterioramento della qualità del sonno. Eppure tante altre manifestazioni diurne della mancanza di sonno vanno a completare un quadro che in alcuni casi può diventare allarmante. Vediamo perché.

Da troppo tempo, ormai, vi accorgete di essere stanchi ed irascibili, siete presi da una sensazione di esagerata spossatezza e da continui cambi di umore, scordate più cose del solito, siete divenuti, in generale, più vulnerabili nell'affrontare gli eventi quotidiani, vi sentite più fragili ed insicuri.
All'inizio avete ridimensionato la portata del problema, confidando che fosse un fenomeno transitorio che, con un po' di pazienza e di buona volontà, sarebbe certamente scomparso. Ma non è stato proprio così. E adesso sapete di dover fare i conti con la causa di tutti quei la melesseri: dormite poco e male, in una parola fate parte di quell'esercito di persone (in Italia una su tre) che soffrono di insonnia.

Perché è importante dormire bene

Per apprezzare pienamente quanto sia importante dormire bene per condurre una vita sana ed armonica, è necessario comprendere cosa sia il sonno.

Il sonno è un comportamento quotidiano che appare naturale per chi ne gode, ma che in realtà si svolge secondo regole assai delicate e complesse.
Il passaggio dalla Veglia al sonno si basa su vincoli ben precisi, scanditi dall’alternanza luce-buio e dal bisogno di recuperare durante la notte le energie consumate durante il giorno.
Per ciascuno di noi esiste un momento preciso di addormentamento che non è uguale per tutti gli individui. È intuibile che, anticipando o posticipando in maniera forzata e prolungata il momento critico dell’addormentamento, si possa andare incontro a grossi fastidi. Si pensi ai turnisti, alla gente dello spettacolo che regolarmente si addormenta molto tardi, oppure alle persone anziane, che si addormentano troppo presto e si svegliano nel mezzo della notte o, ancora, a quei giovani che, ritardando oltre misura il momento di coricarsi, faticano molto la mattina dopo a svegliarsi e a mantenere un sufficiente livello di vigilanza durante il giorno.
Ma il problema non finisce qui. Una volta superate queste “porte del sonno”, bisogna esaminare come il nostro cervello si comporta nel regno di Morfeo.

Il sonno ha una sua vita, una sua storia, è un’avventura in cui si snodano e si dipanano diverse trame. È plastico, flessibile, ma, soprattutto, per assolvere alla funzione di ristoro dalle fatiche della veglia, il sonno non deve subire troppe aggressioni sia dall’interno del nostro organismo, sia dall’ambiente esterno.
Perché una notte di sonno sia ben riuscita, è importante certamente la sua durata, ma anche la profondità e stabilità del sonno, che lo proteggono da un’eccessiva frammentazione.

Per sapere come sono andate le cose durante una notte di sonno non è sufficiente affidarsi unicamente alle nostre impressioni, ma è necessario registrare le attività cerebrali notturne che, dopo un’attenta lettura, ci consentono di ricostruire la misteriosa struttura del sonno.
Normalmente, ogni notte si alternano fasi di sonno non-REM e fasi di sonno REM. Nel sonno non-REM sono presenti diversi stadi, di sonno leggero e di sonno profondo. Ognuno di questi stadi può essere stabile e riposante, oppure instabile e poco ristoratore. Nelle fasi di sonno instabile si succedono micro-risvegli di breve durata che interrompono il sonno senza, tuttavia, che chi dorme ne abbia coscienza.
Il sonno resta di buona qualità se il numero di micro-risvegli notturni si mantiene entro certi limiti.
Le cose si complicano se i micro-risvegli sono presenti in numero eccessivo. Non crediate, infatti, che durante la notte tutto il nostro organismo pensi solo a riposarsi: è vero, tutte le nostre funzioni sono rallentate e il corpo rilassato, ma alcune parti del cervello sono sveglie come “sentinelle” per proteggere il nostro sonno. Esse agiscono come “radar ricognitore” che verifica continuamente che non ci siano minacce al nostro riposo, segnalando con tanti micro-risvegli tutte le resistenze che incontrano. Si spiega così quella sensazione di stanchezza e spossatezza che tormenta gli insonni durante il giorno, anche quando pensano di aver dormito un buon numero di ore.

Quali rischi si corrono

È sbagliato pensare che il soffrire d’insonnia non sia esente da ripercussioni sullo stato della nostra salute.
Le complicazioni di riscontro più immediato sono le sofferenze e i disagi diurni, in quanto l’insonnia, patologia della notte, fa pagare il suo prezzo durante il giorno. Oltre a stanchezza, sonnolenza e colpi di sonno, la persona che soffre di Insonnia spesso lamenta mancanza di concentrazione, irritabilità, cali di rendimento e diminuita efficienza, che nei casi più gravi costituiscono motivo di rischio alla guida di autoveicoli e per la sicurezza sul lavoro.

L’insonnia non adeguatamente controllata si ripercuote negativamente sulle condizioni generali dell’organismo, aumentando la suscettibilità verso patologie di varia natura quali cefalea, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali, alterazioni cardiocircolatorie.

In ogni caso, l’insonnia peggiora la qualità della nostra vita, deteriora i rapporti interpersonali e può essere causa di assenteismo ricorrente e di dissapori familiari, fino a sfociare in disturbi invalidanti di natura psichiatrica quali l’ansia e la depressione.

Più fiducia nel medico di fiducia

Cosa fare quando questi piccoli suggerimenti non ottengono l'effetto sperato? Chi vi può aiutare? Una sola persona: il vostro medico di fiducia. Ma anche lui ha bisogno di voi: ora che ne sapete di più sull'insonnia, spiegategli esattamente i vostri disturbi e non aspettate che diventino cronici.
Ditegli se fate fatica ad addormentarvi, o se non riuscite a restare addormentati dopo l'inizio del sonno; se scalciate nel letto, o se digrignate i denti; se di notte il vostro respiro si interrompe, se vi alzate per mangiare; se vi svegliate con il bruciore di stomaco o con il mal di testa; se bevete troppi caffè, o se vi sottoponete a ritmi di vita irregolari. Esponetegli i vostri dubbi ed analizzate le possibili cause della vostra insonnia.

Comunque, se dormite poco o male, non fate finta di niente!

Parlatene apertamente con il vostro medico di fiducia che vi aiuterà ad identificare le ragioni del vostro malessere.
Probabilmente ci sono fattori fisici (per esempio, una cattiva igiene del ritmo sonno-veglia, un alterato assetto dell'orologio biologico interno), o istituzionali (ambiente notturno eccessivamente rumoroso, lavoro a turno) alla base dei vostri disturbi, e che possono essere corretti e rimossi.
L'importante è non sottovalutare le conseguenze di un disagio persistente. Qualunque ne sia la causa, un'insonnia trascurata può diventare realmente una faccenda seria, perché è tanto importante 'dormire sano' di notte, quanto 'vivere sano' di giorno.

02/03/2017
28/02/2008
TAG: Medicina generale | Disturbi del sonno | SLEEP - Disturbi del sonno
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