Gli immunodepressi sono soggetti con difese immunitarie indebolite e pertanto sono maggiormente esposti al rischio di infezione. Nell’attuale scenario di pandemia da Covid-19 il loro sistema immunitario potrebbe non attivare le reazioni di difesa al nuovo coronavirus per questo il Ministero della Salute ha diffuso alcuni consigli per salvaguardare la salute dei pazienti immunodepressi.

 

Perché gli immunodepressi devono stare più attenti

Quando il sistema immunitario non funziona bene significa che è “l’esercito” di cellule poste a difesa dell’organismo non sono in grado di proteggerlo dall’attacco di patogeni esterni e quindi sono più a rischio complicazioni. Questo vuol dire che anche un’infezione comune come il raffreddore può progredire velocemente e compromettere la salute del soggetto immunodepresso.

Ci sono diversi livelli di immunodepressione: temporanea dovuta, ad esempio, ad una maggiore suscettibilità della persona alle infezioni, o determinata dalla mancanza di globuli bianchi e/o problemi nella produzione di anticorpi passeggere; oppure essere permanete perché legata a patologie croniche.

In ogni caso, queste persone devono evitare in maniera assoluta l’esposizione alle infezioni, ed in particolare al virus Sars-Cov-2, perché sono soggetti particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità (sviluppo di quadri d'infezione alle basse vie aeree, inclusa la polmonite, rischio di insufficienza respiratoria) che la mortalità, in caso d'infezione da virus respiratori una semplice polmonite può diventare potenzialmente letale.

I consigli per i pazienti con immunità compromessa

Per fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del nuovo coronavirus, il Ministero della Salute ha emanato una circolare contenete alcune raccomandazioni rivolta a:

  • pazienti trapiantati;
  • pazienti con immunodeficienza primitiva o secondaria;
  • pazienti con malattie oncologiche;
  • pazienti sottoposti a trattamenti immunosoppressivi.

Per tutti questi pazienti in generale si consiglia:

  • non sospendere la terapia immunosoppressiva in atto, salvo diversa indicazione del medico curante;
  • monitorare i livelli sierici d'immunoglobuline e praticare terapia sostitutiva in caso di valori di lgG ridotti rispetto ai range di normalità;
  • quando si rendono necessarie visite in ospedale, esami e/o trattamenti fuori dal proprio domicilio, indossare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale e seguire le norme igieniche si sicurezza raccomandate dall’OMS;
  • attivare, ogni qualvolta possibile, visite a distanza con i servizi di telemedicina;
  • evitare visite al proprio domicilio da parte di persone con sintomi respiratori e/o provenienti da aree a rischio;
  • avviare procedure di smart working evitando gli ambienti affollati;
  • stare attenti a non indebolire ulteriormente il sistema immunitario: alleviare quindi lo stress, dormire molto, seguire una dieta sana e fare un po’ di esercizio fisico.

Nello specifico, poi, ai pazienti immunodepressi con malattie neuro-muscolari si raccomanda di prestare ancora più attenzione al contagio da Covid-19 poiché recenti studi hanno evidenziato che il nuovo coronavirus potrebbe attaccare anche il sistema nervoso.

Cosa fare in caso di sintomi da Covid-19?

Qualora un paziente immunodepresso manifestasse sintomi da infezione respiratoria riconducibile al Covid-19 (febbre, tosse, dispnea) deve contattare immediatamente il medico curante.

A seguire verrà sottoposto al tampone e in caso di esito negativo, ma con presenza di sintomi respiratori, sarà avviato a tutte le ulteriori indagini volte alla ricerca della causa e alla terapia più idonea. In caso di tampone positivo il paziente deve essere subito indirizzato ai Centri-Covid per il trattamento d’urgenza.