Estate: attenzione a disidratazione e coliche renali

estate attenzione a disidratazione e coliche renali
gosalute walter gianno avatarWalter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere

In estate, per via delle temperature alte, il rischio di disidratazione è naturalmente più frequente rispetto alle altre stagioni. Il caldo, infatti, con l'aumento della temperatura del corpo, determina più sudorazione e, quindi, una maggiore perdita di liquidi.

I sintomi della disidratazione

I primi segni di disidratazione comprendono:

  • affaticamento; 
  • sete;
  • labbra e lingua secche; 
  • mancanza di energia; 
  • sensazione di surriscaldamento. 

Nei casi più gravi, però, possono sorgere anche ulteriori problemi:

  • sete estrema;
  • irritabilità;
  • confusione;
  • occhi infossati;
  • mancanza di sudorazione e lacrime;
  • poca o nessuna minzione;
  • bassa pressione sanguigna;
  • battito cardiaco accelerato;
  • febbre.

La disidratazione, inoltre, può provocare crampi da calore (crampi dolorosi dei muscoli addominali, delle braccia e delle gambe), esaurimento da calore (vertigini, nausea, vomito, mal di testa, dolori muscolari e, talvolta, perdita di coscienza) e colpi di calore (nausea, vomito, convulsioni, disorientamento, delirio, mancanza di sudorazione e respiro, perdita di conoscenza, coma).

Specie per chi visita posti esotici, la conseguenza più comune di questa condizione è la cosiddetta diarrea del viaggiatore, causata dall’esposizione ad acqua e cibi contaminati: di norma si risolve in uno o due giorni ma, nei casi peggiori, può pregiudicare l'intera vacanza.

In generale, le persone maggiormente a rischio sono i bambini e i neonati, gli anziani, i malati cronici e chi vive ad alta quota.

Come prevenire la disidratazione

Ecco otto consigli per evitare la disidratazione:

  • Acclimatazione: all’inizio dell’estate o una o due settimane prima, è importante praticare attività fisica così da permettere al corpo di ambientarsi e adattarsi al caldo. Il consiglio è cominciare dapprima con esercizi di breve durata all’aria aperta per, poi, aumentare progressivamente la lunghezza del tempo.
  • Idratazione: bere abbastanza liquidi è fondamentale per prevenire la disidratazione. Ci sono esperti che consigliano di bere dai 6 agli 8 bicchieri d’acqua al giorno. Da sottolineare, però, che non ci si idrata con caffè e tè: anzi, queste bevande possono contribuire alla perdita di liquidi, in quanto hanno effetti diuretici.
  • Evitare gli orari più caldi: soprattutto per chi è solito compiere attività fisica all’aperto, meglio stare alla larga dalla fascia oraria che va dalle 12 alle 16 e preferire la mattina presto o la parte del giorno dal tramonto in poi.
  • Evitare cibi piccanti: questi aumentano la temperatura interna del corpo.
  • Restare in casa: soprattutto quando il caldo si fa sentire maggiormente, evitare l’esposizione diretta al sole e stare in un luogo fresco e asciutto.
  • Indossare abiti non attillati e dalle tonalità chiare. Il consiglio? Pantaloni larghi, preferibilmente di cotone.
  • Praticare yoga: è rilassante e ha la capacità di calmare i nervi così da evitare la sudorazione eccessiva.
  • Non fumare: il fumo della sigaretta provoca la disidratazione delle cellule.

Con cibi leggeri e ricchi di acqua si può combattere il caldo anche a tavola. È il caso di alimenti come il latte e l'acqua di cocco, il sedano, l'anguria, il cetriolo, i kiwi, i peperoni, gli agrumi, le carote e i derivati del latte quali ad esempio lo yogurt.
Sarebbe, inoltre, opportuno ridurre l’apporto di sale da tavola, di bibite gassate, di cibi conservati e ricchi di proteine (carne, formaggi stagionati, salumi). Quest’ultimi, infatti, contengono acido urico e assalto di calcio, elementi che tendono a formare agglomerati che, poi, si trasformano in calcoli. 

Coliche renali in agguato

L’estate è anche una stagione a rischio per chi soffre di coliche renali: l’alta temperatura e la sudorazione eccessiva, infatti, agevolano la formazione di calcoli renali.

I sintomi più comuni delle coliche renali sono:

  • urine di colore anomalo e maleodorante;
  • febbre con o senza brividi;
  • nausea con o senza vomito;
  • dolore su fianco, schiena, addome e inguine.

In questi casi bisogna immediatamente recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

Per sconfiggere questo malanno in poco tempo, come suggerito da una ricerca pubblicata su The Lancet, si consiglia l’uso del diclofenac: si tratta di un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) che riduce il dolore in tempi brevi, con minori effetti colleterali e con una superiore efficacia analgesica.


Per approfondire guarda anche: “Caldo e afa: come evitare il rischio disidratazione“

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