Fibromialgia: sintomi, cause, dieta e terapia

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Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere

La fibromialgia è una malattia che colpisce l'apparato muscolare dei tendini che vengono colpiti da un dolore cronico e da una diminuzione della soglia del dolore. In Italia ne soffrono quasi due milioni di persone, la maggior parte dei pazienti sono donne, e non vi è una terapia universale. Nel 1992 la Fibromialgia è stata riconosciuta dall'OMS come patologia invalidante, tuttavia ancora non sono chiare le cause che scatenano questa malattia. La Fibromialgia si presenta con dolori muscolari diffusi, ma è spesso difficile da diagnosticare poiché si presenta con un quadro sintomatico comune ad altre patologie, e perché non dà luogo a segni riscontrabili clinicamente.

Sintomi di fibromialgia

Dai crampi alle vertigini, passando attraverso i dolori intensi a gambe, ginocchia e persino collo per giungere fino a un sonno disturbato: i sintomi della fibromialgia sono davvero tanti e per questo non facilmente riconoscibili. Per essere certi che si tratti dunque veramente di questa malattia, è necessaria una diagnosi approfondita, che spesso ha bisogno di molto tempo. In un primo momento, infatti, gli esami effettuati per un fastidio generico di stanchezza non consentono di individuare subito la presenza della patologia. La difficoltà consiste anche nel fatto che molti disturbi sono simili a quelli di altre malattie. Basti pensare al formicolio a mani, piedi e braccia o ai dolori ad articolazioni e mandibola.
Sintomi comuni di Fibromialgia sono: 

  • dolore muscolare diffuso;
  • astenia (stanchezza) cronica
  • disturbi del sonno
  • disturbi del sistema nervoso
  • cefalea muscolotensiva
  • emicranie
  • rigidità muscolare
  • colon irritabile
  • parestesie
  • difficoltà di concentrazione
  • perdita dell'orientamento
  • difficoltà di memoria

Cause

Si stima che un caso su tre abbia una natura ereditaria, con una maggiore frequenza tra i consanguinei. In questo caso si tratterebbe di alterazioni genetiche che vanno a modificare i meccanismi che regolano i neurotrasmettitori come dopamina, noradrenalina, serotonina e glutammato. Particolare attenzione bisogna prestare però anche allo stress. Vivere infatti in ansia, sempre preda di situazioni stressanti, può anche essere una delle cause scatenanti. Non è un caso, infatti, che la malattia si sviluppi spesso in chi ha avuto gravi traumi fisici e mentali o subito abusi durante l'età infantile. Pur non essendo una malattia di natura psichiatrica, si presenta con un'alta percentuale in chi soffre di depressione o in chi presenta disturbi del sonno. Ad influire negativamente, su chi già soffre di fibromialgia, sono inoltre fattori climatici e ormonali (con un peggioramento nelle stagioni di passaggio, nel periodo mestruale o in caso di disfunzione della tiroide).

Diagnosi di Fibromialgia

La diagnosi della sindrome fibromialgica si basa sulla presenza di un quadro sintomatologico complesso che non trova spiegazione in nessun quadro clinico alternativo. La diagnosi avviene, dunque, al termine di indagini diagnostiche e si basa sulla presenza di dolore diffuso. Non esistono esami di laboratorio o radiologico specifici per diagnosticare la fibromialgia, poiché questa patologia non dà luogo ad alterazioni visibili del sistema muscolo-scheletrico.

Gli esami di laboratorio sono utili per escludere la presenza di altre patologie, come l’ipotiroidismo che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia. Riconoscere questa patologia non è semplice nemmeno per i medici più esperti, ed è pertanto utile consultare, in caso di sintomatologia complessa, uno specialista in Reumatologia.

Terapie farmacologiche

Innanzitutto è bene fare una precisazione. Esistono delle terapie per l'alterazione dei neurotrasmettitori, ma il primo passo deve venire dalla famiglia. Dimostrare sostegno e comprensione nei confronti di chi viene affetto da fibriomialgia è certamente importante, se non fondamentale. Fino a 10 anni fa la malattia non veniva diagnosticata perché era considerata una patologia di tipo psicogeno. Da qualche anno, però, le cose sono cambiate e la patologia si può curare con un certo successo. In genere si utilizzano farmaci in grado di correggere i deficit di serotonina e l'iperattività neurovegetativa presente nella FM. Si va ad agire modificando la soglia del dolore. Tra i tanti miorilassanti esistenti, quelli che hanno dimostrato azione più specifica nella FM, sono la ciclobenzaprina e la tizanidina.

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Terapie non farmacologiche

Spesso vengono consigliate delle terapie fisiche come TENS, ionoforesi e termoterapia. Tuttavia, a eccezione della TENS che risulta efficace nel 70 per cento dei casi, le altre non avrebbero effetti superiori al placebo. Alcuni studi hanno inoltre sottolineato l'efficacia del biofeedback elettromiografico e del omeopatico "Rhus Tox". Dalla fitoterapia una risposta potrebbe venire anche da tisane a base di Panax quinquefolium, Astragalus mongolicus, Angelica sinensis, Ginko biloba, Cimicifuga racemosa, Passiflora incarnata , Betonica officinalis, Matricaria chamomilae e Zizyphus sativa. Si consiglia l'assunzione due volte al giorno lontano dai pasti alla dose di un cucchiaino da tè.

Attività fisica e dieta

Sono, inoltre, diversi gli studi che testimoniano l'importanza dell'attività sportiva per la terapia della FM. Se è vero che alcuni pazienti hanno avvertito un'eccessiva stanchezza durante le attività e hanno dovuto sospendere il tutto, allo stesso tempo l'immobilità provoca un aumento della rigidità muscolare. Il consiglio è certamente, se possibile, di fare un'attività motoria in acqua termale, ottima per rilassare i muscoli. Passando, infine, all'argomento 'alimentazione', diversi pazienti hanno riferito un miglioramento dei sintomi con delle diete a basso contenuto di grassi. Il consiglio, a tal proposito, è quello di ridurre il più possibile lo zucchero, soprattutto se bianco e raffinato, i dolci, impiegando dove possibile lo zucchero di canna. È preferibile, inoltre, una dieta vegetariana o comunque a basso consumo di carne rossa, ottima per il drenaggio delle tossine. Tra gli alimenti di origine animale invece sono da preferire pesce, pollame, uova e latticini. Bene infine l'impiego di cereali integrali. Un aiuto viene soprattutto dalla frutta e verdura di stagione, ancor meglio se proveniente da agricoltura biologica. Essa, infatti, grazie alla sua azione antiossidante è perfetta per i malati di fibromialgia, che possono drenare senza però rinunciare al giusto apporto di sali minerali.

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06/06/2017
12/05/2016
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere