Mal di testa? Ce ne sono di tre tipi: ecco come riconoscerli

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gosalute walter gianno avatarWalter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere

Ognuno di noi ha fatto i conti con il mal di testa, un disturbo che colpisce alcune persone più di altre e che può avere cause molto diverse.

La testa è una delle parti del corpo più soggette al dolore e che può essere colpita in qualsiasi sua ‘zona’ (su uno o entrambi i lati, in una certa posizione, da un punto a un altro). Nella maggioranza dei casi i mal di testa non sono gravi e, per fortuna, sono temporanei; in altri, però, sono sintomi di malattie anche gravi. Ecco perché è giusto e importante riconoscerli.

I tipi di mal di testa 

Esistono tre tipi di mal di testa, così classificati nel 2005 dall’International Headache Society:

  • Primari: cefalee che includono l’emicrania, la cefalea a grappolo e il mal di testa da tensione;
  • Secondari: cefalee che sono conseguenza di un infortunio o di una malattia;
  • Nevralgie craniche e dolori facciali.

Il mal di testa primario più comune è quello da tensione, che colpisce maggiormente le donne che gli uomini. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona su venti nel mondo sviluppato patisce ogni giorno i dolori provocati dalla cefalea da tensione.
L’emicrania, poi, è il secondo tipo più frequente di cefalea primaria e nuoce sia i bambini che gli adulti. Prima della pubertà, i ragazzi e le ragazze soffrono allo stesso modo di emicranie; ma dopo la pubertà a patire maggiormente sono le ragazze.
La cefalea a grappolo, invece, è un tipo raro di cefalea primaria e colpisce più frequentemente gli uomini intorno ai 20 anni (anche donne e bambini, però, possono soffrirne).

Le cefalee primarie - anche se non pericolose - possono influire sulla qualità della vita: alcune persone, le più fortunate, hanno mal di testa occasionali che si risolvono velocemente, mentre per altre la situazione può essere più grave e debilitante.
Le cefalee secondarie, invece, sono quelle che derivano da un problema strutturale che riguarda la testa o il collo, provocato da varie patologie, quali il mal di denti, il dolore causato da un seno infetto, il sanguinamento nel cervello, l’encefalite e la meningite.
Rientrano in questa categoria, poi, i mal di testa traumatici, tra cui la commozione cerebrale.
Per quanto riguarda il terzo gruppo di mal di testa, per nevralgia si intende il dolore neuropatico: l’infezione di uno dei dodici nervi cranici presenti nel cervello che controllano i muscoli e trasportano segnali sensoriali (come il dolore) da e verso la testa e il collo. Un esempio comune è la nevralgia del trigemino, che colpisce il nervo cranico V (nervo trigemino), cioè quello sensoriale che attraversa il volto e può causare, di conseguenza, dolore intenso sulla faccia.
 

Mal di testa da tensione: cause, sintomi e cure

La causa del mal di testa tensione non è nota (ci sono poche ricerche a riguardo): la più probabile è la contrazione dei muscoli che coprono il cranio. Quest’ultimi, quando sono stressati, possono infiammarsi, generare spasmi e, pertanto, provocare dolore.
Per quanto riguarda i sintomi, il dolore che inizia nella parte posteriore della testa e del collo superiore è descritto come una sorta di pressione e si può diffondere fino a circondare il cranio. Il dolore più intenso si avverte spesso sulle tempie o sopra le sopracciglia, dove si trovano i muscoli frontali e temporali.
L’intensità del dolore - che, di solito, colpisce entrambi i lati della testa - può variare ma, di solito, non è invalidante, il che significa che si può continuare a svolgere le attività di ogni giorno. Il dolore, poi, non è associato a nausea, vomito e alla sensibilità alla luce e al suono; si verifica sporadicamente e senza un motivo o, in alcuni casi, frequentemente o persino ogni giorno in alcune persone.
Anche se, come scritto, non è pericoloso per la vita, il mal di testa da tensione può rendere difficile la pratica delle attività quotidiane, da qui la necessità di assumere farmaci, come l’aspirina, l’ibuprofene, l’acetaminofene e il naproxene. Se queste medicine, però, non dovessero portare a nulla, sarebbe opportuno sottoporsi a massaggi.
 

Cefalea a grappolo: cause, sintomi e cure

Le cefalee a grappolo sono così chiamate perché tendono a verificarsi ogni giorno per un periodo di una settimana o più, seguiti da mesi e anche anni senza mal di testa.La causa della cefalea a grappolo è incerta ma può essere dovuta a un improvviso rilascio di istamina e serotonina nel cervello. L’ipotalamo, che si trova alla base del cervello, responsabile dell’orologio biologico del corpo, può essere la fonte di questo tipo di cefalea.
La cefalea a grappolo, inoltre, può essere di derivazione genetica, innescato da cambiamenti nel sonno o da farmaci. Per di più, possono giocare un ruolo determinante anche il fumo, l’alcool e alcuni alimenti, come il cioccolato e il cibo ad alto contenuto di nitriti (ad esempio, le carni affumicate).
Durante il periodo in cui si è colpiti dalla cefalea a grappolo, il dolore si verifica, in genere, una o due volte al giorno, ma alcuni pazienti possono provare dolore anche in più momenti della giornata. Ogni episodio di dolore dura dai 30 ai 90 minuti e tende a verificarsi all’incirca alla stessa ora del giorno, spesso svegliando dal sonno. Il dolore è lancinante e si trova intorno o dietro a un occhio (che, in questo caso, può diventare rosso e infiammato).
Tra le cure da seguire in caso di cefalea a grappolo c’è l’inalazione di elevate concentrazioni di ossigeno, l’iniezione di farmaci come il sumatriptan, il zolmitriptan e il rizatriptan; l’iniezione di lidocaina, un anestetico locale, nella narice; la caffeina.
 

Cefalea secondaria: ecco le cause

Come scritto, la cefalea può essere associata a molte malattie, soprattutto quella secondaria. A tal proposito, la già citata International Headache Society ha individuato otto categorie di cefalea secondaria.

  • Traumi al collo e alla testa: edema o gonfiore all’interno del cervello, non associata al sanguinamento; commozioni cerebrali, in cui la lesione alla testa avviene senza sanguinamento; colpo di frusta e lesioni al collo;
  • Problemi ai vasi sanguigni nella testa e nel collo: ictus o attacco ischemico transitorio; malformazioni arterovenose; aneurisma cerebrale o emorragia subaracnoidea; infiammazione della carotide; arterite temporale;
  • Problemi ai vasi non sanguigni del cervello: tumori cerebrali; convulsioni; ipertensione endocranica;
  • Farmaci e droghe;
  • Infezioni (come la meningite, l’encefalite, l’HIV/AIDS, la polmonite o l’influenza);
  • Cambiamenti nell’ambiente del corpo (ipertensione, disidratazione, ipotiroidismo, dialisi renale);
  • Problemi a occhi, orecchie, naso, gola, denti, seni e al collo;
  • Disordini mentali.

 

Quando andare al pronto soccorso per il mal di testa

Come visto, un mal di testa può essere sintomo di una malattia grave, come ictus, meningite o encefalite. Nel caso in cui si stia patendo una cefalea fortissima, il consiglio è recarsi al pronto soccorso più vicino o, in caso di impossibilità a farlo, meglio chiamare il 118. Per di più se, oltre al mal di testa, si avvertono questi altri sintomi:

  • Stato confusionale;
  • Difficoltà nella comunicazione;
  • Svenimenti;
  • Febbre alta (sopra i 39°);
  • Intorpidimento, debolezza o paralisi di un lato del corpo;
  • Torcicollo;
  • Difficoltà a vedere e/o a parlare;
  • Problemi ai piedi;
  • Nausea o vomito.

Il medico, invece, va consultato se i mal di testa si verificano più spesso del solito, peggiorano o non migliorano con l’uso dei farmaci ad hoc, rendono impossibile lo svolgimento delle attività quotidiane, come il lavorare e il dormire, causando angoscia.
 

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Il mal di testa da weekend o da vacanza è piuttosto normale. Stress, clima e persino alcuni alimenti sono le cause più frequenti.

 


Per approfondire guarda anche: “Emicrania“

 

30/12/2016
09/06/2016