Intestino pigro: cosa fare in caso di stipsi

intestino pigro cosa fare in caso di stipsi
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La stipsi, più comunemente conosciuta come stitichezza, è un problema comune, soprattutto nelle donne, ed è ravvisabile nella riduzione e nella difficoltà di evacuazione delle feci.

Le cause più frequenti di Stipsi sono di solito i cambiamenti delle abitudini giornaliere (viaggi, sedentarietà temporanea, pasti troppo abbondanti), l'assunzione di alcuni farmaci (per esempio gli antiacidi o i sedativi) oppure la presenza di alcune patologie quali il diabete, i tumori, il colon irritabile, la sclerosi a placche, la diverticolosi, ecc.; la stipsi è molto comune anche durante una gravidanza.

La presenza di stipsi può provocare altre patologie molto fastidiose come le ragadi anali, l'ulcera solitaria del Retto e, più comunemente, le emorroidi, instaurando così un circolo vizioso che peggiora sempre più la situazione: le feci rese dure provocano ragadi ed emorroidi ed il paziente che ne è affetto, per evitare evacuazioni dolorose, cerca di rimandare le evacuazioni successive, rendendo così le feci ancora più dure.

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L'ispezione delle feci si rivela molto utile per la diagnosi di alcune malattie. La presenza di sangue, ad esempio, è sintomo di allarme.

La Stitichezza può inoltre influire sullo stato di benessere generale dell'organismo: mal di testa, insonnia, alitosi, difficoltà digestive e diminuzione dell'appetito possono comparire in presenza di stipsi. Frequenti sono anche le orticarie, l'acne o l'eczema possibili effetti di un processo di autointossicazione.
 

La stipsi in gravidanza

Le donne, lo ribadiamo, sono i soggetti più esposti alla stipsi, non soltanto per una questione ormonale durante la pubertà e in menopausa, ma anche in gravidanza, a causa del peso che il feto esercita sullo stomaco e sull'intestino. Non solo; l'iperemesi gravidica e l'aumento del bisogno di liquidi aggrava la situazione di stitichezza che in generale colpisce la donna incinta.

Prevenire la stipsi, quindi, diventa di primaria importanza durante il periodo gestazionale, anche per le conseguenze che questa può avere (emorroidi, ragadi anali, infezioni intestinali dovute al ristagno di feci) per la madre e per il feto.

Innanzitutto, va curata molto la dieta, che, in generale, deve essere ricca di fibre e di acqua; in associazione, quando serve e sotto stretto controllo medico, si può fare uso di fibre solubili, che, assorbendo molta acqua, formano una sorta di gel che rende le feci soffici e l'evacuazione meno difficoltosa.
 

L'importanza di una dieta corretta

Una dieta equilibrata e sana è fondamentale per combattere e prevenire la stipsi. Qualsiasi dieta volta a curare o prevenire la stitichezza si fonda su due elementi principali: le fibre e l'acqua.
 

Le fibre

Sono sostanze che fanno parte della famiglia dei carboidrati e si trovano in moltissimi alimenti: legumi, verdura, frutta, cereali, pane, riso e pasta integrale. Aiutano a mantenere morbide le feci perché trattengono acqua, migliorano il tono muscolare della parete intestinale, favoriscono la progressione delle feci nell'intestino fino al retto e all'ano. Per sperimentare gli effetti benefici contro la stipsi, ne bastano circa 30 grammi al giorno.
 

L'acqua

Attenzione, però. Assumere fibre senza aumentare l'apporto idrico può peggiorare la situazione. Quindi, il secondo consiglio dietetico è bere circa 2 litri di acqua al giorno. L'acqua infatti viene assorbita maggiormente dal colon; quella che si trova nelle feci è soltanto una piccola parte.

Per aumentare l'acqua nelle feci, e quindi renderle più soffici e più facili da espellere, bisogna aumentare anche la quantità di acqua ingerita. Un'azione congiunta di fibre ed acqua migliora di molto la progressione delle feci verso l'ano e rende meno difficoltosa e dolorosa la loro espulsione.
 

Moto, lassativi, etc.

Anche chi conduce una vita sedentaria è esposto al rischio stipsi. Sarebbe bene, quindi, che i sedentari, per forza o per scelta, cerchino di 'approfittare' di quelle occasioni particolari per fare un po' di moto anche senza dover per forza andare in palestra o dedicarsi a qualche sport.

Queste particolari occasioni sono, ad esempio, fare le scale invece di utilizzare l'ascensore, fare qualche passo a piedi per raggiungere il posto di lavoro oppure per andare a scuola, utilizzare la bicicletta appena possibile per godersi le belle giornate, scendere a fare la spesa senza l'auto.

È anche d'aiuto abituare l'intestino ad orari precisi per le evacuazioni: di mattina appena alzati, dopo la colazione, dopo pranzo, la sera prima di andare a letto; l'importante è avere dei ritmi stabili e rispettarli, soprattutto non rimandando o reprimendo lo stimolo della defecazione se non in situazioni particolari.

Soltanto in caso di estrema necessità, è possibile ricorrere a lassativi, ma senza abusarne e sempre sotto consiglio medico. Questi farmaci, infatti, potrebbero, a lungo andare e se mal utilizzati o abusati, provocare irritazioni all'intestino o stimolare una sorta di dipendenza, per cui potrebbe rivelarsi molto difficile evacuare senza il loro supporto. Utilizzateli, invece, come rimedio per risolvere una situazione difficile e cercate dopo di stimolare il vostro intestino perché evacui naturalmente.

07/01/2017
01/02/2012
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