Paralisi di Bell: sintomi, causa e cura della paresi facciale

paralisi di bell sintomi causa e cura della paresi facciale

Qualche tempo fa era credenza comune che fosse causata dal freddo; in realtà, non è solo il freddo che la provoca poiché la paresi di Bell, più comunemente chiamata paralisi facciale, può manifestarsi in qualsiasi momento dell'anno e colpire indifferentemente bambini, giovani, adulti e persone anziane.

Preferibilmente, però, donne. Una patologia che può far sorridere a causa della mimica grottesca che provoca nelle persone che colpisce, ma anche, per la stessa ragione, una malattia con risvolti psicologici antipatici e complicati da gestire.

La Paresi di Bell si manifesta tipicamente con la distorsione di metà della bocca, l'occhio spalancato, talvolta un Dolore dietro l'orecchio e l'alterazione del gusto. Chi ne viene colpito ha difficoltà nel parlare, nel sorridere, nel muovere l'occhio e nel lavarsi i denti. Il meccanismo per cui ciò accade è provocato da un edema che preme sul settimo nervo facciale. Purtroppo, il motivo profondo per cui si forma l'Edema non è conosciuto, per questo la paresi di Bell viene detta anche idiopatica, cioè con una causa sconosciuta.

A volte però può essere provocata da un virus della famiglia Herpes Virus; si riconosce questa forma quando, in associazione alla paresi, si presentano delle bollicine nel padiglione auricolare accompagnate da dolore molto intenso. Si tratta di un disturbo piuttosto raro conosciuto come sindrome di Ramsay-Hunt.

Anche in questo caso, il tutto si risolve con molta pazienza e con farmaci antivirali. Un'altra causa potrebbe essere un disturbo del microcircolo, soprattutto in pazienti con evidenti fattori di rischio cardiovascolare, quali diabete, fumo, ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, obesità, ecc.

Normalmente, la paresi di Bell è benigna e raramente recidiva; si risolve spontaneamente in un periodo tra 10 giorni fino a 2 mesi. La guarigione è completa, salvo in rari casi, in cui può essere risolta comunque con l'elettrostimolazione.

La cosa importante è recarsi comunque dal medico, innanzitutto perché i sintomi possono essere confusi con una nevralgia del trigemino oppure con un'otite, quindi è necessario porre una diagnosi differenziale.

In secondo luogo, sebbene normalmente si risolva spontaneamente, in alcuni casi potrebbe essere necessario effettuare un trattamento farmacologico a base di cortisone associato a vitamine B ed acido folico entro i primi 5 giorni dalla comparsa dei sintomi. Inoltre, è importante proteggere l'occhio colpito per evitare complicanze.

È bene, quindi, utilizzare lacrime artificiali per evitare la disidratazione della cornea ed indossare degli occhiali durante la giornata ed adoperare un bendaggio notturno.

01/04/2015
05/06/2013
TAG: Neurologia | Malattie neurologiche