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Dal virus dell'HIV alla malattia. Trasmissione e prevenzione dell'AIDS
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Dal virus dell'HIV alla malattia. Trasmissione e prevenzione dell'AIDS

La forza del virus HIV e dell'AIDS sta nell'ignoranza delle persone contagiate. Ecco perché è fondamentale sapere come si trasmette.
In questo articolo:

Un famoso slogan degli anni 80, periodo in cui l’AIDS era un problema sanitario di vaste proporzioni in tutto il mondo, diceva: “Se lo conosci, lo eviti; se non lo conosci, ti uccide”. Sì, perché la forza del Virus HIV e dell’AIDS sta proprio nell’ignoranza delle persone contagiate.

Ecco perché conoscere la malattia e i modi in cui si trasmette è la prima forma di prevenzione possibile, anzi quella più importante.

Virus HIV e AIDS: cosa sono?

Innanzitutto, bisogna subito rimarcare il fatto che, una volta contagiati dal virus, non si può guarire dall’infezione da HIV (non esiste una cura o un vaccino) ma può essere curata per evitare il manifestarsi dell’AIDS.

Innanzitutto, per AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) s’intente la conseguenza di un’infezione con il virus HIV (virus dell’immunodeficienza umana) che colpisce la capacità di resistenza del corpo agli agenti patogeni, causando malattie gravi che possono portare anche alla morte.

Come scritto, quindi, per evitare guai peggiori, una volta che è stata diagnosticata l’infezione da HIV (per cui si è definiti ‘sieropositivi’), occorre essere trattati con farmaci ad hoc, gli antiretrovirali (ARV), che vanno assunti quotidianamente e per tutta la vita. Se l’infezione non è trattata, l’infezione da HIV può degenerare in AIDS (anche nel giro di 10 - 15 anni), attraversando tre fasi.

Le fasi del contagio e i sintomi dell'HIV

La prima fase riguarda l’inizio del contagio ed è quella in cui il virus ha un alto potenziale di replicarsi, trasmettendosi così facilmente al proprio partner sessuale. Tra i sintomi di questa fase più frequenti febbre, eruzioni cutanee, stanchezza, mal di testa e di gola, i quali vanno segnalati al proprio medico, benché spesso non sono collegati a un’infezione da HIV.
Inoltre, sempre nella fase uno, può accadere, anche se più di rado, di avvertire dolori ai muscoli e alle articolazioni; scariche di diarrea, nausea e vomito; disturbi alle mucose orali e vaginali.

Nella seconda fase, invece, il virus comincia a indebolire il sistema immunitario che così non può più difendere l’organismo dalle malattie, causando segni quali il gonfiore persistente dei linfonodi e la sudorazione notturna.

Nella terza fase, infine, il sistema immunitario è così danneggiato da non riuscire più a respingere e soprattutto a evitare gravi malattie (come la polmonite e la tubercolosi), anche quelle mortali. In questo caso, la speranza di vita varia da pochi mesi a tre anni.

Come si trasmette il Virus dell'HIV

Esistono due tipi principali del virus:

  • HIV-1: il tipo più comune trovato in tutto il mondo;
  • HIV-2: si trova principalmente in Africa occidentale e, più sporadicamente, in India e in Europa.

L’HIV si trasmette attraverso lo scambio di fluidi corporei infetti, in qualsiasi stadio della malattia. Ovvero, il contagio può avvenire tramite lo scambio di sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte materno; mentre non può avvenire tramite la saliva (sfatando così il mito che l’HIV possa veicolarsi tramite un semplice bacio), il sudore e l’urina.
Da quanto appena scritto, è evidente che il contagio può avvenire soprattutto per via sessuale, da qui l’importanza di un rapporto protetto (con preservativo o senza penetrazione), fondamentale in particolare per le ragazze più giovani, in quanto particolarmente esposte al virus, perché un apparato genitale immaturo è fisiologicamente più soggetto a ferite e infezioni.

Inoltre, è altrettanto chiaro che il contagio coinvolga maggiormente coloro che assumono droghe per iniezione, dal momento che si scambiano siringhe e aghi infetti.

Per sapere se si è stati contagiati dal virus HIV basta sottoporsi al test specifico che ha l’obiettivo di ricercare gli anticorpi anti-HIV e si effettua tramite un normale prelievo di sangue. Il virus HIV, inoltre, può colpire anche un bambino appena nato (trasmesso dalla madre durante la gravidanza) e, come spiegato dall’UNICEF, “se non riceve farmaci antiretrovirali (ARV), ha mediamente un terzo delle probabilità di morire prima di compiere un anno, e il 50% di probabilità di morire entro i 2 anni. Se, però, la diagnosi è tempestiva e la terapia ARV è seguita con scrupolosità, un soggetto sieropositivo può avere una speranza di vita indefinita, pur rimanendo sempre portatore del virus”.

Infine, qualche numero che sottolinea che il problema del virus HIV/AIDS è ancora attuale. Stando, infatti, ai dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riferiti all’anno 2014, sono 36,9 milioni le persone contagiate nel mondo, mentre i morti hanno raggiunto la terribile cifra di 1,2 milioni. Numeri che dimostrano come l’emergenza non sia affatto finita, anche se se ne parla di meno.

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