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Alpinismo in sicurezza

alpinismo in sicurezza

Non è necessario raggiungere l'Everest per provare l'ebbrezza delle scalate ad alta quota: anche in Italia è possibile trovare molte cime (in particolare quelle alpine) dalle altezze vertiginose.

Ma l'alpinismo non è uno sport che si può improvvisare: è necessario tanto allenamento e la giusta attrezzatura. Per molte persone, infatti, basta anche solo salire oltre 2000 metri di altezza per iniziare ad avvertire i primi sintomi di quel malessere chiamato 'mal di montagna'.

A quell'altezza, infatti, l'ossigeno comincia a rarefarsi, la pressione sanguigna cala e l'Organismo reagisce, causando un superlavoro per l'apparato cardiorespiratorio.

A parte la tachicardia, conseguenza immediata di questo affaticamento, è possibile notare anche altri sintomi: affanno, stanchezza, mal di testa e disturbi del sonno.

Per la Cefalea è utile un'aspirina, ma se il disturbo persiste ciò vuol dire che sta per sopraggiungere il mal di montagna, asssociato ad un pericolo ben più temibile, l'edema. L'Edema è la diretta conseguenza della mancanza di ossigeno in circolo, che a sua volta provoca aumento ed addensamento di globuli rossi, perdita di potassio ed innalzamento dei valori di sodio nelle cellule.

L'edema polmonare si presenta con tosse persistente (a volte con perdita di sangue), disturbi della coordinazione, mancanza di equilibrio e debolezza; l'edema cerebrale, invece, implica cefalea ed allucinazioni.

Come per le immersioni subacquee, anche per scalare le vette bisogna essere allenati o, comunque, seguire regole ben precise di compressione e decompressione. Non è possibile, infatti, arrivare immediatamente a 2000-3000 metri: l'organismo deve avere il tempo di abituarsi alle nuove condizioni climatiche. Così può essere opportuno sostare a 1000-1200 metri per 2-3 giorni prima di cominciare a salire ad altitudini più elevate.

Non ci si può improvvisare 'alpini' e percorrere i sentieri montani soltanto perché si è affascinati dalla natura incontaminata e dal silenzio: è necessaria una adeguata preparazione fisica svolta ad un'altitudine solita, evitando di chiedere all'organismo degli sforzi ancora più insostenibili perché si trova in un ambiente sfavorevole.

Un'ultima precauzione riguarda bambini ed anziani; se nella 'spedizione' in alta montagna sono presenti anche questi soggetti delicati bisogna prevedere delle accortenze particolari. La montagna, soprattutto in alta quota, può rivelarsi un ambiente pericoloso se non ci si attrezza per facilitare la gita anche per le persone con qualche difficoltà di movimento.

Quando si decide per una gita che potrebbe rivelarsi impegnativa è bene affidarsi alle cure e ai consigli una guida specializzata, in grado di giudicare la fattibilità dei passaggi in base alla composizione della squadra che li dovrà affrontare.

Se sono già presenti patologie cardiovascolari, compresa l'ipertensione, alcune malattie tiroidee oppure cefalea persistente, è invece meglio lasciar perdere e dedicarsi ad un tipo di gita montana leggera, a bassa quota e più consona alle proprie possibilità.

 

08/04/2015
17/10/2012
TAG: Medicina dello sport | Sport e Fitness