19-01-2006

Gentilissimi medici, premetto che sono molto

Gentilissimi MEDICI, premetto che sono molto preoccupato per il mio stato cardiaco. In merito ho alcune domande da farVi, e Vi sarei molto grato se mi potete dare una risposta al più presto. Ho 23 anni, sono affetto da Valvulopatia aortica e prolasso mitralico. So che servono ulteriori dati per dire se è grave o meno, ma ho molta paura di fare altri controlli; ho paura che mi trovino aggravato! Lo so che è da stupidi, ma in via generale: allo stato attuale che rischi corro? legame tra valvulopatia aortica/prolasso mitralico morte improvvisa? dopo un eventuale intervento chirurgico le condizioni sono uguali a quelle di uno senza problemi? qual è la percentuale di buona riuscita in un intervento chirurgico per la correzione dei problemi di cui sono affetto?per poter svolgere una vita senza restrizioni mi devo operare per forza? quanto dura l'operazione? non voglio avere un infarto, un Ictus o un Arresto cardiaco, come evito e quali precauzioni? Alla mia età i ragazzi vanno in palestra e molto altro, io mi sento limitato! Vi sono molto grato per le risposte. Se non riuscite a rispondere a tutto almeno ditemi qualcosa. Grazie tante! Daniele.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
La diagnosi di valvulopatia aortica e di prolasso mitralico Le è stata posta certamente dopo un esame ecocardiografico. Come Lei riconosce i dati sono insufficienti, ma non tanto per la mancanza di ulteriori esami, quanto per non avere riportato precisamente quanto emerge dall’ecocardiogramma. Ad esempio una cosa è la stenosi aortica (cioè il restringimento della valvola), un’altra è l’insufficienza (cioè lo sfiatamento della stessa); una cosa è il prolasso con insufficienza mitralica, una cosa il prolasso senza; infine le stenosi e le insufficienze possono essere minime, lievi, moderate e severe. Da questi dati dipendono le risposte che richiede. Pertanto se vuole sapere se è necessario un intervento, le possibilità di riuscita, il rischio aritmico (di morte improvvisa) o la possibilità di svolgere attività sportiva è indispensabile farci sapere i dati esatti dell’ecocardiogramma già eseguito o, se ha fatto l’esame molto tempo fa, di un nuovo controllo ecocardiografico. Non abbia paura a fare i controlli, perché non si risolve nulla a mettere la testa sottoterra come gli struzzi.