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Sedentarietà: uccide una persona su 5

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I cardiologi argentini sono in allarme. Stando ai dati più recenti sembra che un decesso Cardiovascolare su cinque sia provocato dalla sedentarietà. Un dato che conferma drammaticamente quanto emerso da numerosi studi recenti che hanno indagato sugli effetti nefasti dell’attuale stile di vita sulla salute dell’uomo.

Uno studio canadese pubblicato qualche mese fa negli Annals of Internal Medicine, ad esempio, ha analizzato 47 studi sull’argomento e ha concluso che la sedentarietà è strettamente legata ad un maggiore rischio cardiovascolare e di tumore, così come di diabete di tipo 2

Che la sedentarietà sia uno dei nemici da combattere vigorosamente lo ha ribadito anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha reso noto che l’inattività fisica è la quarta causa di morte al mondo. 
 
Tornando ai cardiologi argentini, ecco cosa hanno denunciato.
“L’Argentina ha un tasso di inattività fisica estremamente elevato, la maggior parte delle persone dichiara di non avere abbastanza tempo libero da dedicare all’attività fisica ma è anche vero che i medici non promuovono abbastanza il movimento”, ha dichiarato il vicepresidente della Fondazione Argentina di Cardiologia Roberto Pedro nel corso del recente congresso della Società di Cardiologia Argentina che si è tenuto a Buenos Aires. 

E a conferma dell’allarme i cardiologi argentini hanno dibattuto sui risultati di uno studio condotto su persone over 30. I ricercatori hanno misurato la quantità di lavoro fisico svolto utilizzando l’equivalente metabolico come unità di misura del dispendio energetico (MET) e l’hanno rapportata alla mortalità per Cardiopatia ischemica e per stroke e alla mortalità generale per malattie cardiovascolari. 

I ricercatori hanno concluso che fare attività fisica che prevedeva meno di 600 MET settimanali (equivalenti a due ore e mezzo di camminata a ritmo sostenuto a settimana, quanto raccomandato come limite minimo di attività fisica dall’OMS) era responsabile del 17% dei decessi cardiovascolari registrati in Argentina nel 2010, del 20% dei decessi per cardiopatia ischemica e del 13% delle morti per stroke.

Concludendo. Fare una camminata a passo veloce di almeno mezzora per 5 giorni alla settimana ridurrebbe la mortalità cardiovascolare a qualsiasi età, soprattutto nelle donne (che generalmente svolgono meno attività fisica degli uomini) e negli anziani. 
Il punto di vista
Medicina dello sport
Sicuramente la sedentarietà è una delle prime cause di patologia cardiovascolare, respiratoria e metabolica. Non si devono però dimenticare le abitudini alimentari non corrette quali cause importanti di patologie.
Le due situazioni insieme (sedentarietà e cattiva alimentazione) diventano poi una vera "bomba a orologeria" che mina alla base la salute.
Si deve ricordare che basta un minimo di attività fisica a diminuire significativamente l’incidenza di patologie e di morte improvvisa.
Ma anche svolgere attività fisica senza controllo medico e in modalità non ottimale può essere estremamente pericoloso, soprattutto in presenza di alterazioni cliniche (ipertensione, eccesso di peso o obesità, osteoartrosi …).
Una camminata tranquilla non crea particolari problemi, ma se l’impegno cresce è sicuramente consigliabile un controllo medico, ancor più necessario se l’età è superiore ai 40 anni.
22/10/2015
21/10/2015
TAG: Medicina dello sport | Sport e Fitness | Cuore