Febbre tifoide

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Che cos'è la febbre tifoide

La febbre tifoide (o tifo) è una grave Patologia infettiva acuta, ancora molto diffusa in Africa, Medio Oriente, Asia e America Latina.
Il tifo è causato dal batterio Salmonella typhi ed insorge dopo un'incubazione che, a seconda dalla quantità di batteri ingeriti, può variare da una a tre settimane.

Come avviene il contagio

Il tifo si può trasmettere per via oro-fecale, attraverso contatto diretto o, più comunemente, tramite l'ingestione di cibi e bevande contaminati dalle feci di un malato di tifo o di un portatore del batterio. È possibile anche il contagio interumano attraverso pratiche sessuali oro-genitali o portando alla bocca mani sporche.

Come si manifesta

Febbre, cefalea, inappetenza, addominalgie, alvo alterno sono alcuni dei sintomi più frequenti della malattia. Sintomi caratteristici, anche se non sempre presenti, sono quelli relativi al coinvolgimento cerebrale, ovvero delirio, stato ottundimento psichico, che può passare fino a coma profondo.

Come si previene

l rispetto delle comuni norme igieniche è fondamentale, necessaria la corretta igiene personale dopo la defecazione.

Evitare l'ingestione di cibi potenzialmente infetti:

  • carne e derivati della carne, pollame e derivati del pollame crudi o cotti in modo inadeguato;
  • uova crude (guscio compreso) e preparati a base di uova (es. dolci alla crema, maionese e gelati);
  • pesce e frutti di mare crudi o non completamente cotti.

Diagnosi e terapia

La febbre tifoide può essere diagnosticata tramite la ricerca e l'isolamento di ceppi batterici nel sangue, nelle feci e nelle urine, ma soprattutto tramite la “reazione di Widal-Wright” (la tecnica usata per evidenziare la presenza di anticorpi della Salmonella typhi).

La Terapia è per lo più basata sulla somministrazione di antibiotici: un intervento tempestivo riduce significativamente il tasso di mortalità della patologia. Sono anche disponibili diversi tipi di vaccini.

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20/01/2017
06/02/2007
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