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Trattamento dell'asma e scarsa aderenza terapeutica

Trattamento dell'asma e scarsa aderenza terapeutica

Migliorare la vita del paziente asmatico è possibile ma è necessario il mantenimento di una buona aderenza alla prescrizione.
In questo articolo:

L'asma è una patologia che impatta negativamente sulla qualità di vita dei pazienti. Come reagiscono i pazienti alla cura della patologia?

L’asma è una malattia cronica e, come tutte le malattie croniche, influenza la vita del paziente. Ovviamente questi deve sapere di soffrirne, cioè deve ricevere una diagnosi corretta per collaborare con il proprio medico alla pianificazione del trattamento più adeguato.

Oggi siamo in grado di controllare efficacemente la malattia: ciò significa che, se pure non riusciamo a guarirla, siamo tuttavia in grado di controllare i sintomi e evitare o ridurre il numero di riacutizzazioni. Ma, trattandosi di una malattia cronica e variabile nel tempo, è necessario che il paziente sia adeguatamente informato e che l'approccio alla terapia nasca da una vera integrazione medico-paziente.

Ci conferma che un paziente su tre con asma non aderisce alla prescrizione del suo medico curante? Quali sono le principali conseguenze?

Poiché l'asma è una malattia infiammatoria cronica, è necessario ricorrere a farmaci con effetto antinfiammatorio sui bronchi. Un effetto che, ovviamente, può non essere percepito direttamente dal paziente, il quale, non appena migliora e si sente bene, tende ad abbandonare il trattamento.

Il livello di non aderenza si aggira intorno al 50-70%. Il risultato è che, inevitabilmente, i sintomi si ripresentano: si verificano crisi diurne, notturne e sotto sforzo, costringendo il paziente a ricorrere al farmaco broncodilatatore al bisogno. In definitiva, con i farmaci che abbiamo oggi a disposizione, siamo in grado di controllare bene la patologia, ma è essenziale che il paziente ne sia conscio e assuma quei farmaci in modo regolare.

Tra le principali conseguenze si può annoverare anche la comparsa di riacutizzazioni?

Il presentarsi dei sintomi è dovuto essenzialmente a due fenomeni: il peggioramento del quadro infiammatorio a carico dei bronchi e l’incontro con una causa scatenante spesso rappresentato dall’allergene (asma allergica) o da fattori specifici come il fumo di sigaretta, l’inquinamento o uno sforzo eccessivo.

Il mancato trattamento continuo, quindi, espone a continue riacutizzazioni: l’obiettivo fondamentale della terapia è di non dover ricorrere a terapie al bisogno in caso di emergenze.

Le due parole chiave per un'efficace controllo dell'asma sono: compliance e qualità della vita. In tal senso un trattamento personalizzato, che agisca sui sintomi ma anche sull'infiammazione, rappresenta la chiave di volta per la cura dell'asma?

Assolutamente si. In Medicina, considerare la qualità di vita di un paziente significa tener conto dell'impatto della malattia e del suo trattamento dal suo punto di vista. Quindi, sulla base dei dati scientifici, dobbiamo studiare il trattamento più adeguato per ogni paziente da quel punto di vista. Oggi abbiamo questa possibilità, grazie a farmaci utilizzati in combinazione in modo da poter avere una terapia continua, con un unico prodotto da utilizzare sia come trattamento antinfiammatorio sia al bisogno.

Ciò favorisce senza dubbio la sua qualità della vita e, quindi, il mantenimento di una buona aderenza del paziente alla prescrizione, perché egli ha la certezza di poter contare su un approccio terapeutico che, in caso di necessità, alleggerisce il "peso" dei suoi sintomi.

Quali sono le raccomandazioni e i consigli per chi soffre d'asma? È possibile migliorare la qualità di vita del paziente e se si in che modo?

Innanzitutto, il paziente deve sapere di avere l’asma e, di conseguenza, di non dover trascurare i sintomi: la tosse, il respiro sibilante, la comparsa di affanno durante la notte o sotto sforzo.

Occorre una diagnosi che non può essere solo una diagnosi clinica ma anche una funzionale: il paziente deve essere sottoposto a esami spirometrici su prescrizione medica. Inoltre, il paziente deve sapere da che cosa è causata la sua malattia. Se ne conosce le cause scatenanti, infatti, il paziente può prevedere quali saranno i periodi dell’anno maggiormente a rischio di crisi asmatiche e, quindi, adottare anche delle misure preventive. Per il paziente, conoscere la propria patologia è essenziale, perché oggi può curarla efficacemente. Egli deve sapere che può condurre una vita assolutamente normale senza privarsi di nulla.

Migliorare la vita del paziente è possibile: ormai da qualche anno, le autorità regolatorie autorizzano l’immissione in commercio di un farmaco non più solo sulla base della sua efficacia clinica o sulla sua tollerabilità, ma anche sul miglioramento che quel farmaco è in grado di indurre sulla qualità della vita del paziente.

Ma il miglioramento può essere ottenuto a patto che il paziente assuma il farmaco nel modo corretto. E la pianificazione del trattamento è uno degli strumenti fondamentali in questo tipo di patologie.

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Ultimo aggiornamento: 03 Maggio 2018
5 minuti di lettura

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