12/01/2017

Cannabis terapeutica in vendita in Italia

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Da poche settimane si può acquistare in alcune farmacie la cannabis terapeutica prodotta in Italia, precisamente presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.
La cannabis può essere acquistata solo previa prescrizione medica - che può essere a pagamento - e il prezzo, per grammo, è di circa 15 euro, mentre varia dai 25 ai 30 euro se si opta per quella prodotta in Olanda dalla Bedrocan.

In alcune Regioni d’Italia, inoltre, è previsto il rimborso dell’intero costo, in presenza di determinate indicazioni terapeutiche, come Toscana, Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. In altre, invece, o si ha diritto alla restituzione di parte della somma spesa o l’acquisto è a carico integralmente del paziente.

La prima confezione in vendita a Firenze

La prima confezione - come si legge in un articolo pubblicato su Il Tirreno - era pronta per essere acquistata il 5 gennaio scorso, presso la farmacia del Madonnone. Il titolare, Pierluigi Davolio, ha spiegato che la cannabis made in Italy “permette di risparmiare il 30% rispetto a quella di importazione ma il punto non è questo: per la prima volta abbiamo una cannabis di produzione italiana di qualità farmaceutica, rispetta standard rigorosi nel progetto di realizzazione, può vantare un range di sicurezza altissimo. Non è un prodotto fitoterapia, è un vero farmaco”.

L'Associazione Coscioni: "Ancora troppi ostacoli"

Secondo Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, si tratta di “una svolta storica che, però, deve prevedere futuri miglioramenti”. Per Cappato, infatti, ci sono ancora tanti ostacoli che impediscono ai pazienti di accedere al prodotto, ovvero “costi, ostacoli burocratici, ma soprattutto resistenze ideologiche. Limiti che potrebbero tuttora tradursi in un permanente ostruzionismo nelle prescrizioni”.

L’associazione Coscioni ha anche elencato i vantaggi e gli svantaggi della novità italiana. In primis, la qualità della cannabis “è in generale migliore, perché segue i protocolli europei per i farmaci” e il prezzo è, come già visto, inferiore rispetto a quello importo in Olanda, “ma sempre più alto dei prezzi dello spaccio, cosa che favorirebbe ancora l’acquisto illegale”.

La vendita in farmacia, poi, permette al paziente di accedere velocemente alla cannabis, senza attendere che arrivi dall’estero. Secondo l’Associazione Coscioni, però, ci sono due limiti: poca quantità prodotta e la mancata prescrizione da parte dei medici. Su quest’ultimo aspetto, il tesoriere ha spiegato che “anche se la cannabis terapeutica sarà più accessibile, il problema rimane la mediazione dei medici, che non sono formati o non vogliono formarsi sulla tematica e, quindi, non prescrivono il medicinale e anzi talvolta colpevolizzano i pazienti che ne fanno richiesta”.

Inoltre, “non tutte le regioni sono allineate relativamente alle leggi regionali sull’erogazione di cannabis terapeutica”. Di conseguenza, si va “a creare un gap tra eccellenze regionali che da anni hanno implementato il processo di erogazione e regioni dove ancora non c’è nemmeno una legge regionale”.

La cannabis terapeutica

Dopo la doverosa cronaca della novità, giusto ricordare che la cannabis terapeutica prodotta in Italia ha per sigla FM2, ovvero farmaceutico militare con due principi cannabinoidi: il THC e il CBD.

Il primo - il tetraidrocannabinolo - ha effetti antidolorifici, antinausea, antiemetici, anticinetosici, stimolanti l’appetito e ipotensivi sulla pressione endooculare, come riportato dal documento del Ministero della Salute.

Il secondo - il cannabidiolo - ha, invece, un effetto “antinfiammatorio, analgesico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, antiischemico, ansiolitico e antiepilettico”. Nello specifico, la cannabis prodotta in Toscana dovrebbe contenere tra il 5 e l’8 percento di THC e tra il 7,5 e il 12 percento di CBD.

Per quanto riguarda gli usi, secondo il decreto del Ministero, la cannabis terapeutica può essere prescritta per:

  • dolore (neuropatico, oncologico);
  • spasticità da Sclerosi Multipla;
  • nausea e vomito in chemioterapia;
  • stimolazione dell'appetito nell’AIDS o cancro o anoressia nervosa;
  • sindrome di Tourette;
  • glaucoma resistente.

Due, infine, i modi di utilizzo della cannabis: per via orale (tisana, decotto, capsule, olio e resina) o mediante inalazione (vaporizzazione, sigaretta elettronica).

Per approfondire guarda anche: “Sclerosi multipla“

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