Domenica prossima, 20 ottobre, sarà la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, una ricorrenza promossa ogni anno dalla International Osteoporosis Foundation per accendere i riflettori sull’osteoporosi, la patologia cronica caratterizzata da una perdita della massa e della qualità delle ossa che le rende di conseguenza più fragili aumentando il rischio di fratture.

“L’osteoporosi rappresenta un’importante causa di disabilità, tanto diffusa quanto sottovalutata, specie tra le persone anziane”, scrive la Fondazione Onda, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. A causa del progressivo e costante invecchiamento della popolazione l’osteoporosi è una patologia in crescita in tutti i Paesi a economia avanzata. Rappresenta un importante problema di sanità pubblica che colpisce 200 milioni di persone in tutto il mondo e, seppur destinata a un rapido incremento, non desta l’interesse e la preoccupazione generale che meriterebbe.

Per questo si celebra in tutti i continenti il World Osteoporosis Day, con tanti eventi e iniziative di informazione e prevenzione. In Italia, le attività legate alla Giornata mondiale dell’Osteoporosi si sono aperte lo scorso martedì 15 con un incontro tra esperti e istituzioni all’Istituto superiore di Sanità sul tema della fragilità ossea.

Giornata Mondiale dell’Osteoporosi: i numeri in Italia

L’osteoporosi non è, come spesso viene considerata, una patologia prettamente della terza età o che colpisce soltanto le donne, sebbene queste siano la maggioranza: solo in Italia infatti si stima che circa 4 milioni di persone ne siano colpite, di cui 3,2 milioni di donne e 800mila uomini con età superiore ai 50 anni. “I pazienti maschi di solito vengono all’osservazione quando hanno già più di una frattura perché non pensano di soffrire di fragilità ossea” spiega, intervistata da Unomattina, Maria Luisa Brandi, presidente di Firmo, la Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso, e docente di Endocrinologia all’Università di Firenze. “Infatti l’agenzia italiana del farmaco è molto attenta a questo aspetto e ora noi possiamo offrire terapie di supporto a pazienti che sono per esempio affetti da tumore della prostata”.

L’Italia, spiega la docente, non è messa bene a livello di gestione dell’osteoporosi. Si stima infatti che nei prossimi dieci anni ci sarà un aumento del 25% di fratture da fragilità ossea, con costi sanitari che non sono al momento sostenibili per il nostro Paese.

Giornata Mondiale dell'Osteoporosi: da novembre la campagna al fianco delle donne

La Fondazione Firmo è in prima linea per promuovere l’informazione sull’osteoporosi e per far conoscere le iniziative legate alla Giornata Mondiale dedicata a questa patologia. Sul sito della Fondazione verranno nei prossimi giorni pubblicati tutti gli eventi per celebrare la giornata che ricorda a tutti l’importanza di avere uno scheletro sano per trascorrere la terza età in salute e autonomia.

L’altro giorno, intanto, all’Istituto superiore di Sanità, gli esperti hanno presentato i traguardi raggiunti dalla coalizione di associazioni FRAME(R), impegnata da un anno per la lotta alle fratture da fragilità nel nostro Paese. Con l’occasione è stata anche lanciata la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione “Ora pOSSO, la forza delle donne contro la fragilità ossea”. In Italia sono 58.000 le donne colpite ogni anno da tumore al seno, più del 75% delle quali assume terapie anti-ormonali che causano fragilità ossea, esponendole a un crescente rischio di fratture. Le donne spesso non hanno coscienza che il percorso di cura dovrebbe comprendere anche la gestione di questo aspetto.

Dal 1° novembre, data di inizio della campagna, quante più donne possibili verranno perciò raggiunte attraverso i canali social da informazioni, servizi, consigli esperti, per essere aiutate a prendere coscienza del problema e capire che questo si può evitare e curare.