26/09/2016

In Italia il traffico più rumoroso d'Europa: ecco le conseguenze per la salute

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È Palermo la città italiana con la maggiore intensità di rumore da traffico. Lo dice una ricerca condotta da Amplifon in 20 città d’Italia in occasione della XII edizione dell’European Mobility Week, la settimana dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini europei in tema di mobilità sostenibile, che si è svolta dal 16 al 22 settembre.
Nella città siciliana, infatti, nella fascia oraria 12 - 14, è stato registrato un rumore pari a 92 decibel, ovvero due punti in più della soglia indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come critica per evitare danni all’udito (mentre quella di guardia è di 85 dB).
Oltre Palermo, però, anche altre città hanno fatto segnare misurazioni preoccupanti, come Firenze (88,6 dB), Torino (86,8 dB), Milano (86,4 dB), Roma (86 dB), Bologna (85 dB) e Napoli (84,7 dB).
Le città più "silenziose", invece, sono tre e si trovano tutte al Sud: Catanzaro (75 dB), Bari (75,2 dB) e Potenza (75,6 dB).
 

Quali sono gli effetti del rumore da traffico?                       

Il problema rilevato durante la settimana europea della mobilità non è affatto di poco conto per la salute, perché il rumore del traffico può causare alle persone più esposte nervosismo, disturbi del sonno, mal di testa e soprattutto può mettere a rischio la funzione uditiva, provocando ronzii nelle orecchie. Inoltre, al superamento dei 60 dB si associa anche un incremento della mortalità del 4%, della probabilità di ictus del 5% e dell’obesità.
 
 
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Cosa fare per rendere le città più silenziose?

Amplifon, grazie alla consulenza del professore Guido Conti, Responsabile dell’Unità Operativa di Audiologia dell’Istituto di Clinica ORL, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, ha realizzato una lista di sette consigli per rendere le città a "misura d’orecchio":
  1. diffondere e favorire l’uso di veicoli elettrici, sia per il trasporto pubblico, sia per quello privato.
  2. Quando possibile, preferire le biciclette e il trasporto pubblico ai mezzi a motore a scoppio (non elettrici) di uso privato.
  3. Incentivare l’impiego di asfalto insonorizzante e favorire la diffusione di pneumatici realizzati con materiali a bassa emissione sonora.
  4. Individuare le zone urbane ad alto inquinamento acustico da traffico, così da adottare e far rispettare limiti di velocità adeguati. Dove possibile, installare sistemi di abbattimento del rumore, come ad esempio le barriere “frangi rumore” e i trattamenti acustici di aree/ambienti scolastici.
  5. Favorire la diffusione del “car sharing”: la condivisione dei mezzi di trasporto permetterebbe infatti di ridurre la densità del traffico e, quindi, l’entità del rumore urbano.
  6. Aumentare il “verde urbano”, soprattutto vicino alle aree più rumorose nelle vicinanze delle abitazioni e degli edifici pubblici, per sfruttarne la capacità fono-assorbente.
  7. Favorire la cultura del rispetto dell’ambiente, compreso quello sonoro, così da evitare di trasformare i suoni da elementi in grado di aumentare il benessere delle persone a possibili rischi per la salute.ù
Accorgimenti necessari in un Paese come il nostro dove un italiano su 2 (il 49,4%) è molto esporto al rumore del traffico: si tratta, infatti, del dato più alto in Europa, superiore alla media del 42,9% e al 33,7% dei Paesi Bassi.


Per approfondire guarda anche: “Esame uditivo“
TAG: Audiologia e foniatria | Otorinolaringoiatria
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