27/11/2015

La solitudine altera il funzionamento del sistema immunitario

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La solitudine compromette il sistema immunitario

Vivere soli potrebbe compromettere il corretto funzionamento del sistema immunitario, agendo direttamente sui geni delle cellule che hanno il compito di difendere l'organismo dalle infezioni. Lo suggerisce un recente studio condotto dall'Università di Chicago e apparso sulle pagine di Proceedings of the National Academy of Sciences.

Lo studio contribuisce ad alimentare il dibattito circa gli effetti che la solitudine ha sulla salute mentale e fisica. Gli studiosi, guidati da John Cacioppo, hanno analizzato la funzionalità dei leucociti, le cellule immunitarie, in 141 anziani che vivevano soli e hanno scoperto che si osservava che i geni che favoriscono le infiammazioni risultavano maggiormente attivi rispetto a quelli che combattono le infezioni e proteggono l'organismo.
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La solitudine cronica è vera patologia. Talvolta accompagnata ad ansia e depressione, ha un forte impatto su corpo e mente.
Lo psicologo statunitense non è nuovo a questo tipo di studi, da anni si occupa di analizzare quali siano gli effetti della solitudine sulla salute umana. Stavolta ha concluso che nell'organismo delle persone che vivono sole i leucociti mostravano una minore attività dei geni coinvolti nella risposta immunitaria rispetto a quelle presente nei geni che favoriscono l'infiammazione.

Ma lo studio è andato oltre e ha stabilito l'esistenza di una sorta di circolo vizioso per il quale più si è soli, più si è deboli dal punto di vista immunitario e più si rischia di vivere la solitudine nel futuro.

In pratica, le persone che all'inizio dello studio erano sole avevano un'elevata probabilità di avere questa espressione genica pro-infiammatoria a distanza di un anno, e le persone che presentavano questa stessa espressione genica all'inizio dello studio avevano maggiori probabilità di essere ancora sole un anno dopo. Un meccanismo che non è riconducibile ad altri fattori come depressione o stress.
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