21/10/2016

Mamme in Italia: sette su dieci sono straniere

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Un parto su cinque in Italia è di donne straniere. Di queste, sette su dieci sono originarie di Paesi al di fuori dell’Unione Europea e il 13% di loro ha difficoltà nello svolgere pratiche burocratiche e amministrative per accedere alle prestazioni sanitarie. Questi sono solo alcuni dati emersi durante il 91° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) dal titolo La salute al femminile tra sostenibilità e società multietnica, che si è svolto a Roma dal 16 al 19 ottobre e a cui hanno partecipato oltre 2.500 specialisti provenienti da tutta Italia.

Durante il Congresso la SIGO ha lanciato un appello alle Istituzioni, in riferimento alle oltre 15mila donne che hanno attraversato il Mediterraneo e sono sbarcate sulle coste italiane, alcune delle quali in gravidanza: “È fondamentale - ha affermato la SIGO - che a tutte queste donne sia garantita la migliore assistenza sanitaria, soprattutto nel momento del parto ma anche in tutte le altre fasi della vita”.
 

Il focus del Congresso: la salute dei migranti

La SIGO si è focalizzata, durante il Congresso, sulla salute e il benessere degli oltre 5 milioni di migranti residenti in Italia che, ormai, rappresentano l’8% della popolazione.
A tal proposito, il prof. Paolo Scollo, presidente nazionale SIGO, ha dichiarato che “l’80% delle adolescenti d’origine straniera non è mai andata dal ginecologo. Mentre solo il 30% delle loro coetanee italiane hanno fatto altrettanto".

"Comportamenti sessuali - ha aggiunto Scollo - e mancato utilizzo di contraccettivi sono due fenomeni molto diffusi che devono essere al più presto contrastati. Infatti, nel nostro Paese un’interruzione volontaria di gravidanza su tre è praticata da una straniera. La prevenzione deve cominciare dalle scuole attraverso una maggiore informazione su tutti i ragazzi. Possiamo dare il nostro contributo, per esempio formando gli operatori e gli insegnanti che dovranno tenere agli studenti lezioni di educazione alla sessualità e all’affettività”.
 

La salute delle donne straniere: i dati

Durante il Congresso sono stati forniti i numeri sullo stato di salute delle donne d’origine straniera:
  • l’86% delle cittadine straniere residenti in Italia esprime una valutazione positiva del proprio stato di salute (contro l’81,8% delle italiane).
  • Il 15,4% delle straniere fuma regolarmente (27,9% tra quelle che provengono da Paesi dell’UE e 8,9% tra quelli Paesi non UE). Tra le extra-comunitarie ben l’83,3% afferma di non avere mai acceso una sigaretta.
  • Il peso corporeo è adeguato per la maggior parte della popolazione straniera di 18 anni e più (il 57,8% è normopeso), soprattutto tra le donne (62,9%).
  • Le straniere fanno un uso maggiore di medicinali (il 23,7% contro il 17,1% degli uomini).
 

L’accesso ai servizi sanitari italiani: quali sono le difficoltà?

Le difficoltà legate alla lingua possono compromettere l’accesso ai servizi sanitari italiani. Tra gli stranieri con più di 14 anni, il 13,8% dichiara di avere difficoltà nello spiegare in italiano al medico i disturbi o i sintomi di cui soffre. Il 14,9% afferma di avere difficoltà a comprendere quello che il medico dice. Questo problema è più accentuato tra le donne (il 15,6% ha difficoltà ad esprimersi e il 16,3% a comprendere) rispetto agli uomini (l’11,9% ha difficoltà ad esprimersi e il 13,4% a comprendere). Il 13% degli stranieri ha, infine, difficoltà a svolgere le pratiche burocratiche per l’accesso ai servizi.


Per approfondire guarda anche: “Gravidanza: quali sono le malattie infettive pericolose?“
 
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La prima visita dal ginecologo andrebbe effettuata alla comparsa delle mestruazioni ma diventa necessaria dopo il primo rapporto sessuale.
TAG: Ginecologia e ostetricia | Salute femminile | Gravidanza | Igiene e medicina preventiva
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