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29/02/2016

Poco sale nella dieta non apporterebbe benefici alla salute delle ossa dopo la menopausa

Health & News
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Limitare il consumo di sale dopo la menopausa non avrebbe alcun effetto sulla salute delle ossa. Lo suggerisce uno studio condotto presso la Augusta University negli States che ha esaminato i dati relativi a circa settantamila donne seguite per undici anni nell'ambito di un ampio studio di salute pubblica chiamato Women's Health Initiative.

L'idea di partenza era che una dieta a basso apporto di sodio potesse essere vantaggiosa per le ossa, questo perché sodio e calcio sono entrambi immagazzinati nell'osso e una bassa concentrazione di calcio unita ad un'elevata presenza di sodio è associata ad una bassa densità minerale ossea. E infatti la National Osteoporosis Foundation statunitense raccomanda una dieta a basso contenuto di sale.
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Ma i risultati di questa ricerca, pubblicata sulle pagine del Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, sono sorprendenti: come spiega la coordinatrice, Laura Carbone, “non sembra che una dieta a basso contenuto di sodio sia vantaggiosa per la salute delle ossa, ma non vogliamo nemmeno dire che assumere una maggiore quantità di sodio faccia bene alle ossa”. In particolare dopo aver preso in considerazione fattori come indice di massa corporea e quantità del grasso (fattore che influenza la resistenza ossea) gli studiosi hanno concluso che non è evidente alcuna associazione tra assunzione di sodio e densità minerale ossea o tasso di fratture. È necessario, dunque, partire da questi dati per portare avanti un ampio studio prospettico che analizzi realmente se l'assunzione di sale sia positiva o negativa per le ossa delle donne.

 

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TAG: Dieta | Nutrizione | Scienza dell'alimentazione
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