Classificare i funghi

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I funghi, dal latino fungus, o, se si preferisce miceti, con terminologia di origine greca, in una prima classificazione operata da Linneo nel 1753 furono accorpati alle piante e solo successivamente, nel 1817 da Nees promossi al rango di Regno a sé stante, per essere infine classificati da Wittaker nel 1968 con criteri scientifici più moderni, comprendono più di 100.000 varietà, di cui molte sono piccolissime, osservabili solo al microscopio, altre invece raggiungono dimensioni maggiori e sono quelle che per tradizione popolare vengono comunemente dette funghi.

Tutte però sono connotate da alcune caratteristiche fondamentali quali:

  • l’alimentazione eterotrofa
  • l’assenza di tessuti differenziati e di elementi conduttori
  • il sistema riproduttivo attraverso le spore.

Gli studi tuttavia sono ancora in atto ed in conseguenza degli stessi si sono evoluti nuovi metodi di classificazione indotti anche dagli studi molecolari intesi a dare un ordinamento basato sulla filogenesi.

La classificazione scientifica pertanto al 1973, secondo Ainswort et al., divideva il Regno dei Funghi in due divisioni, Myxomycota ed Eumycota, suddividendo quest’ultima in cinque sottodivisioni: Mastigomycota, Zigomycota, Ascomycota Basidiomycotina e Deuteromycotina.

Nel 1995, in quella che al momento sembra essere l’ultima classificazione scientifica, Hawkswort et al. rivedevano le conclusioni alle quali in precedenza si era giunti ordinando il Regno dei Funghi sulla base di sole quattro divisioni, Ascomycota, Basidiomycota, Chytriomycota e Zigomycota, tutte appresso elencate per classi, sottoclassi ed ordini:

  • Divisione Ascomycota

Classe Ascomycetes

Ordine Elaphomycetales, Helotiales, Pezizales, Sphaeriales, Tuberales

Classe Dothiomycetes

Classe Pneumocystidomycetes

Classe Saccharomycetes

Classe Schizosaccharomycetes

Classe Taphiromycetes

  • Divisione Basidiomycota

Classe Basidiomycetes

Sottoclasse Aphyllophoromycetidae

Ordine Cantharellales, Clavariales, Corticiales, Ganodermatales

Ordine Hericiales, Hymenochaetales, Polyporales, Thelephorales

Sottoclasse Gasteromycetidae

Ordine Lycoperdales, Sclerodermatales, Nidulariales, Phallales

Sottoclasse Hymenomycetidae

Ordine Agaricales, Amanitales, Boletales, Cortinariales

Ordine Entolomatales, Pluteales, Russulales, Tricholomatales

Sottoclasse Pharagmomycetidae

Ordine Calocera

  • Divisione Chitridioycota
  • Divisione Zigomycota

In una classificazione empirica, più pratica e di lettura più rapida, i funghi si possono dividere in:

  • Micromiceti, sovente purtroppo agenti patogeni di micosi o di altre patologie;
  • macromiceti, i 'funghi di bosco' comunemente intesi, i quali possono essere:

epigei, se il corpo fruttifero si sviluppa sopra il terreno,

ipogei, se il corpo fruttifero si sviluppa sotto il terreno.

I funghi dunque sono organismi appartenenti al regno vegetale, che non sono in grado di sintetizzare autonomamente il loro nutrimento e per tal motivo essi non possono vivere in modo autonomo; la loro esistenza pertanto è subordinata alla convivenza con altre piante o organismi da cui, traendo sostentamento, svolgono un ruolo in natura importantissimo poiché, assorbendo le sostanze nutritive attraverso le loro pareti, decompongono il materiale organico presente nel terreno.

Essi rappresentano dunque quell’anello dell’ecosistema che permette la chiusura del ciclo della materia, rendendo la stessa di nuovo disponibile all’organicazione da parte delle piante verdi. In base alle loro esigenze nutritive i funghi si dividono in Saprofiti, Parassiti e Simbionti o Mutualistici.

I Saprofiti sono una serie di funghi in grado di scomporre in composti meno complessi le sostanze non viventi di origine animale o vegetale; in tale ottica è bene precisare che, laddove un solo anello della catena di tali funghi viene meno, si arrestano sia tutto il processo metabolico sia gli organismi dipendenti dai precedenti.

Grazie a questo tipo di funghi, la lignina e la cellulosa, per puro esempio, vengono ridotte a sostanze più semplici, fino ad ottenere un residuo minerale assimilabile dal fungo, mentre l’Hemodendron Resinae è capace di metabolizzare finanche il cherosene.

I Parassiti invece sono funghi che si nutrono di organismi viventi, portandoli a morte: un esempio è l’Armillaria Mellea che, dopo un iniziale comportatamento di simbiosi, diventa parassita portando alla morte la pianta ospite, della quale continua a cibarsi anche dopo: tali appunto sono i parassiti definiti facoltativi, ben distinti dai parassiti obbligati, i quali muoiono alla morte della pianta ospite. L’uomo trae profitto dalla proprietà dei funghi parassiti anche nella lotta biologica integrata contro la zanzara anofele, portatrice di malaria.

I Simbionti o Mutualistici infine sono quei funghi che traggono vantaggio dalla pianta ospite, alla quale arrecano altresì vantaggio in un mutualistico scambio: traggono infatti Zuccheri dalla radice della pianta, alla quale cedono sali minerali, azoto, potassio e fosforo. Altro caso di simbiosi avviene per la bella Orchidea, ove il fungo cede zuccheri alla piantina in crescita, almeno fin quando essa non sia in grado di sviluppare il processo di fotosintesi clorofilliana: ed in questo caso la simbiosi è essenziale dal momento che il seme della pianta non contiene carboidrati: aiuto e vantaggi sono reciproci.

E dopo aver tracciato, sia pur 'currenti calamo' queste quattro brevi note di definizione dell’oggetto del nostro discorso, andiamo ora a guardare quelle varietà di funghi che possono causare patologie all’uomo, agli animali o alle piante.

Fra i patogeni per l’uomo, per non accennare se non ai più importanti, in primis troviamo:

  • Candida, in grado di causare infezioni potenzialmente anche gravi in soggetti immunocompressi, quali trapiantati, affetti da AIDS, malati di cancro; frequenza e diffusione del genoma della Candida albicans e di varie altre ancora ha spinto verso un’analisi genomica comparativa e funzionale: tali studi sono oggi alla base dello sviluppo delle nuove strategie diagnostiche e conseguenti terapie nuove.
  • Aspergillus, alle cui spore siamo sempre esposti, essendo esse diffuse dappertutto, ma normalmente senza conseguenze negative, può essere tuttavia causa di malattie manifestantesi in tre modi diversi: per produzione di tossine, per induzione di risposte allergiche, per infezioni localizzate o sistematiche. Con tali ultime due categorie è fondamentale lo stato immunitario dell’interessato: asma o stati allergici possono configurarsi come la risposta attiva dell’organismo alla presenza di spore fungine o ife, mentre in presenza di aspergillosi invasiva è proprio lo stato immunitario ad essere in crisi con conseguente inefficacia delle difese.
  • Cryptococcus, che vive per la maggior parte delle sue specie nel terreno senza causare malattie negli esseri umani; il Cryptococcus neoformans tuttavia è un importante germe patogeno umano e animale in grado di causare gravi forme di meningite e meningo encefalite in persone affette da HIV e AIDS; il Cryptococcus laurentii nonché il Cryptococcus albidus possono causare patologie medio-gravi in persone con sistema immunitario compromesso; il Cryptococcus gattii è endemico nelle zone tropicali dell’Africa e dell’Australia ed in grado di causare patologie anche in soggetti non immunocompromessi.
  • Histoplasma capsulatum è un fungo diffuso in America, India e sud-est asiatico; per inalazione di aria contaminata è in grado di causare, negli esseri umani, nei cani e nei gatti l’istoplasmosi, endemica peraltro in alcune zone degli Stati Uniti.
  • Pneumocystis jirovecii o pneumocystis carinii è in grado di causare una forma di polmonite in persone, dal sistema immunitario debole, quali i prematuri, gli anziani e le persone affette da AIDS.
  • Stachybotrys chartarum, altrimenti detta 'muffa nera' è localizzata per lo più in abitazioni che sorgono in regioni perennemente umide: è in grado di provocare danni respiratori e mal di testa notevoli.

Alcuni funghi microscopici del tipo Tricophyton o Microsporum canis possono causare all’uomo o agli animali micosi del tipo 'piede d’atleta' o la 'tigna'. Le piante invece possono essere attaccate alle radici dalla già citata Armillaria o dalla Rosellinia, al colletto dalla Phytophthora o Pytium, alle foglie dall’oidio, ai rami con disseccamento degli stessi dal Fusarium o Verticillum, per non parlare della Peronospora, che tanti danni ha comportato e che ormai non viene più classificata nel Regno dei Funghi.

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TAG: Infezioni | Nutrizione | Scienza dell'alimentazione
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