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Estate, tempo di diete: che fare?

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Sedentarietà, pigrizia, prelibatezze consumate durante le festività... Risultato: chili di troppo e non sentirsi a proprio agio; in breve: 'non piacersi'. E la domanda sorge spontanea: che fare?

Ecco che, con lo sbocciar della primavera, spesso si riflette proprio sulla forma fisica molte volte con severità e improprio allarmismo: stati d’animo che ci portano inevitabilmente a fare passi falsi. Invero questo stato di 'agitazione' può indurre l’individuo a ricorrere a diete alimentari difficilmente sane e mirate, come quelle fornite da un esperto di settore; infatti non di rado si ricorre a rimedi 'fai da te' (come digiuni, assunzione di diete 'liquide' o, ad esempio, a base di latte e banane) oppure a regimi alimentari scovati in Internet, navigando tra informazioni serie e quelle c.d. 'spazzatura'.

In rete, difatti, se ne trovano di svariati tipi: dieta dimagrante a zone (come ad esempio la dieta 'pancia'), la 'veloce' o 'lampo', la tisanoreica (basata su pietanze pronte ed estratti d’erbe in tisana), la dieta 'cinque chili in sette giorni', la dieta dissociata; ed ancora la miracolosa che decanta: "una taglia in meno in quindici giorni".
 
Come spiega la presidente dell'Associazione nazionale dietisti (Andid), Giovanna Cecchetto: "Con l'avvicinarsi della bella stagione si affollano gli ambulatori. Un afflusso particolarmente intenso che si registra solo dopo le feste natalizie e a settembre, con il rientro dalle ferie". "Questo è il periodo in cui, più di ogni altro mese dell’anno, si cerca di perdere peso ricorrendo, in maniera sbagliata, alle diete del fai da te, a quelle lampo e quelle squilibrate".

Le diete diventano un fenomeno social

Significativa, al riguardo, la diffusione di ‘ricette miracolose’ contro i chili di troppo che impazzano sui social network tipo Facebook e Twitter. Due su tutte quelle più emblematiche: la dieta dei 17 giorni e quella del respiro.

Per capire la dimensione del fenomeno e l’elevato numero di persone che si lasciano coinvolgere, basti pensare che, ad esempio, la '17 day diet' del medico californiano Mike Moreno ha ‘conquistato’ su Facebook ben 16.856 Mi piace, mentre su YouTube si moltiplicano i video esplicativi, le interviste e le convincenti testimonianze di tutti coloro che l'hanno provata ottenendo, sembra, ottimi risultati.

Questo il metodo seguito: il programma di Moreno prevede quattro cicli da 17 giorni in cui variare la dieta. Nel primo ciclo si riducono i carboidrati e le calorie. Poi, in maniera progressiva, vengono moderatamente reintrodotti i cosiddetti ‘carboidrati buoni'. L’importante è che vengano mangiati solo entro una determinata ora.

Così facendo verrebbe stimolato il Metabolismo, favorendo una perdita di peso rapida e duratura. Uno degli ingredienti che dovrebbe essere sempre presente, secondo i consigli di Moreno, è lo yogurt greco. Al contrario il sale, gli zuccheri e gli alcolici devono essere drasticamente ridotti.

L’altra dieta che va per la maggiore in Rete è la Equilos, una tecnica di respirazione profonda con il diaframma, che "ossigena completamente il corpo, attiva il metabolismo, rafforza il sistema immunitario, stimola, modella e tonifica i muscoli eliminando centimetri di grasso superfluo e la cellulite". Si tratta di un sistema che punta a "equilibrare con l'ossigeno il peso, bruciando grasso in modo mirato e riducendo i centimetri di troppo".

Ad averlo elaborato è Nadiya Tymchyshyn, una naturopata nata in Ucraina. Come racconta lei stessa: "Negli anni '90, dopo aver accumulato 27 kg in gravidanza, ho appreso questa tecnica di respirazione nata in Usa negli anni '70. L'effetto degli esercizi mirati si vede subito proprio sul viso e sulla pancia".

L’esperta ha esportato il suo metodo anche in Italia, organizzando dei corsi specifici e scrivendo, addirittura, cinque libri sull’argomento. La dieta, che può essere praticata da chiunque, sia in sovrappeso che in sottopeso, si basa su dodici esercizi che, se eseguiti correttamente, contribuiscono ad ossigenare, tonificare e modellare il corpo. Due di questi risultano particolarmente importanti per il viso.

Gli effetti delle diete fai da te

Pietro Antonio Migliaccio, presidente della Società italiana di scienza dell'Alimentazione (Sisa ) non ha mezzi termini per definire il fenomeno di coloro che sono alla ricerca di ‘interventi miracolosi’: “Gli italiani a caccia di diete via web o sui giornali seguono il regime prescelto per meno di una settimana. Risultato? Abbiamo 20 milioni di connazionali in sovrappeso oppure obesi che avrebbero bisogno non tanto di INTERVENTI spot o detox, quanto piuttosto di cambiare radicalmente stile di vita. Senza interventi mirati si rischia di accumulare anche 3-4 kg l'anno, e non serve spaventarsi e cercare soluzioni rapide in vista della prova costume".

Migliaccio continua con un’ammonizione: "È necessario usare il web con moderazione e soprattutto non seguire le diete di amici e conoscenti, per il semplice fatto che, nel migliore dei casi, non sono personalizzate e possono innescare il temuto effetto yo-yo". E conclude: "Il fatto è che occorre finalmente educare gli italiani a una sana alimentazione, modificando le cattive abitudini e, magari, alzarsi dalla scrivania, camminare di più, smettere di saltare i pasti e ridurre le porzioni, privilegiando la qualità alla quantità dei cibi. Solo così si può avere un effetto duraturo sul peso e sulla salute generale".
 
Se seguite, tali diete possono compromettere anche seriamente la nostra salute. I sintomi della malnutrizione, a parte una perdita di peso deludente che porta ad un riacquisto dei chili nel giro di breve (poiché tale è il destino delle diete 'yo-yo', che hanno l’effetto di procurare all’organismo un forte stress psico-fisico che lo obbligherebbe a richiedere una maggiore e irrefrenabile richiesta di cibo) sono: stanchezza, gonfiore addominale, perdita di capelli e cessazione del ciclo mestruale; complicazioni alle gengive e comparsa di carie; ed ancora difficoltà nel curare lividi e ferite fino ad arrivare all’indebolimento del sistema immunitario.

Questo quadro già deteriorato, se trascurato, potrebbe portare all’aumento della probabilità di ammalarsi di cuore, di cancro, di diabete di tipo 2, di osteoporosi, di pressione alta e colesterolo, fino a causare problemi fisici che portano alla morte.

A corredo di un’alimentazione non adeguata ecco inoltre il dilagare, specialmente in questa stagione, della pubblicità e dell’uso di integratori antifame (agiscono direttamente sull'appetito, ma con pesanti effetti collaterali) che illudono di tenere a freno i morsi della fame, dovuti, oltrechè ad una dieta ferrea, anche alla seduzione delle molteplici leccornie di stagione (tra l’altro, come è noto, il nostro fisico si adatta ben presto alle nuove situazioni, come quello, appunto, dell’assunzione di integratori alimentari, vanificandone ben presto gli effetti sperati).

Ancor meno consigliati i farmaci antifame: considerati veri e propri anoressizzanti. A sostegno di false illusioni, arriva anche la c.d. Diet Industry: movimento commerciale comprendente quelle iniziative che propongono sistemi per perdere peso, con un giro astronomico d’affari – e con costose campagne pubblicitarie che gravano sui produttori e di conseguenza sulla merce medesima - che ha raggiunto il culmine nel 2002. Si ripropongono, oggi, con svariati spot pubblicitari, nuovi prodotti spesso illusori e, in questa sede, il ruolo dei mass media risulta essere fondamentale.

Contro la pubblicità ingannevole (quella che, per capirci, acclama la vendita di merci genuine lì dove risultano esserci, invece, conservanti o altri ingredienti simili) si può ricorrere - oltre che alle denunce presso le associazioni dei consumatori che sono diverse in questo campo - al sito dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), segnalando la potenziale pubblicità 'regresso' (piuttosto che 'progresso') presa in considerazione. Infatti si può ricorrere all’Autorità nel caso in cui un’impresa tende ad alterare il modo di agire del consumatore od omettendo informazioni o perfino ricorrendo a forme di indebito condizionamento.

Ricordiamo per di più che l’European Food Safety Authority (EFSA), Autorità europea istituita ufficialmente nel gennaio del 2002 e che si occupa della valutazione dei rischi relativi alla sicurezza di alimenti e mangimi, recentemente ha bocciato 442 pubblicità 'salutistiche' propagandate sulle etichette di diverse merci in commercio (su un campione di 2184 diciture, ripartite in sezioni, la maggioranza delle quali prive di supporto scientifico.

Inoltre, fra i prodotti dietetici 'bocciati' con parere sfavorevole, la motivazione prevalente è quella che guarda alla scarsa qualità delle informazioni fornite! Quindi attenzione (e un primo passo è quello di mantenerci informati) ai prodotti e agli integratori che il mondo del commercio ci propina come indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati: difatti indagini di settore dimostrano che 'light' non vuol dire necessariamente 'salutare' e pertanto, usare un po' di scetticismo - in questo settore - è tanto di guadagnato.

Ma che fare nel caso si è insoddisfatti della propria  forma fisica? Oltre che a rivolgersi ad uno specialista e all’uso del buon senso, è consigliabile non far abuso di cibi ipercalorici, abbinandoli magari a quelli ricchi di fibre (verdura e frutta di stagione). Inoltre da non trascurare lo sport associato ad un regime alimentare corretto: infatti, a prescindere dalle diete, ci fa vivere meglio poiché ci rende più attivi e rallenta il processo di invecchiamento.

Il fine ultimo di fare uso dello sport non dovrebbe essere limitato al dimagrimento o alla semplice socializzazione, bensì al benessere psicofisico di se stessi: un mezzo per volersi (un po’ più di) bene, una sorta di filosofia di vita facente parte della nostra quotidianità.

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TAG: Dieta | Estate | Nutrizione | Scienza dell'alimentazione
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