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Passiflora, il fiore della passione

passiflora il fiore della passione
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

Addio ansia, stress e dolori mestruali con la passiflora: il fiore della passione dalle proprietà calmanti e benefiche. La passiflora (Passiflora incarnata) è una pianta appartenente alla famiglia delle Passifloracee e originario dell’America centromeridionale. Si tratta di un genere di che comprende circa 465 specie di piante erbacee perenni e annuali. Il nome così evocativo non ha in realtà a che fare con un riferimento erotico, ma le fu attribuito dal gesuita Emmanuel de Villegas nel 1610 grazie alla somiglianza di alcune parti della pianta con i simboli religiosi della passione di Cristo: la corona di filamenti colorati che circonda l’ovario ricordavano la corona di spine, mentre i cinque stami facevano pensare alle cinque ferite di Gesù; i tre stigmi rappresentavano invece i tre chiodi alle mani e ai piedi. Al di là della simbologia cristiana, questo fiore era molto conosciuto anche dagli indigeni che lo chiamavano “granadilla”. Gli Aztechi ne sfruttavano le proprietà rilassanti.

Passiflora, le proprietà calmanti

Le specie utilizzate a scopi medicinali sono la P. caerulea, la P. incarnata e la P. edulis. La passiflora è nota per le sue proprietà calmanti, sedative e ansiolitiche. Le foglie e le parti aeree della pianta contengono, fra i molti componenti, alcaloidi, flavonoidi, fitosteroli. I flavonoidi svolgono un’azione sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona del midollo spinale, adibito al controllo dei movimenti e dei centri del sonno. Per questo, la passiflora è spesso utilizzata per combattere l’insonnia senza creare l’assuefazione e gli effetti di intorpidimento mattutino prodotti da alcuni sonniferi di origine chimica.

In caso di nervosismo, irritabilità, depressione, tachicardia, dispnea, vampate di calore, la pianta è una buona amica dell’organismo. Le proprietà calmanti ne fanno anche un buon rimedio in caso di dolori mestruali: gli alcaloidi in essa contenuti hanno infatti un’azione antispasmodica e rilassano il tessuto muscolare dell’utero. Ma anche quello dell’apparato gastrointestinale e bronchiale, per questo la passiflora si può assumere anche in caso di crampi causati dalla sindrome dell’intestino irritabile, tosse, e in tutte le forme di dolore caratterizzato da spasmi. E se si è sotto stress, si soffre di attacchi di ansia o si avverte spesso un senso di oppressione e angoscia, la pianta può essere un buon rimedio per ritrovare la tranquillità.

Passiflora, come assumerla. Gli effetti collaterali

Come assumerla? In infusione, quando necessario. La passiflora si trova in erboristeria anche sotto forma di tintura madre di cui vanno diluite alcune gocce in un bicchiere d’acqua (per le dosi chiedere all’omeopata o all’erborista di fiducia) da bere alcune volte al giorno e, se si soffre di insonnia, certamente prima di coricarsi. Attenzione però agli effetti collaterali.

La passiflora non è immune da controindicazioni. A causa della presenza degli alcaloidi armalinici, la pianta può stimolare l’eccitamento uterino e per questo non è idonea alle donne in gravidanza. Sconsigliato l’utilizzo complementare della Passiflora con quello dei sedativi tradizionali dei quali la pianta è in grado di potenziare gli effetti indesiderati. Evitare anche l’interazione con alcool o benzodiazepine per scongiurare un probabile potenziamento della sedazione.

Per approfondire guarda anche: “Insonnia”

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