Smettere di fumare per respirare meglio

smettere di fumare per respirare meglio
Igiene e medicina preventiva

Abbiamo diritto a respirare aria buona, la migliore possibile. Vale anche per l’acqua e il cibo. Questo diritto è sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana. Si chiama Diritto alla Salute. Eppure è stato ignorato e persino violato per decenni. Strano paese il nostro, dove i non fumatori sono etichettati “rompiscatole”. Ed è opinione diffusa che un fumatore che smette diventi una persona insopportabile e antipatica. Un po’ come si definiscono in termini sprezzanti i “salutisti”.

La divisione fra fumatori (felicemente viziosi) e non fumatori (noiosamente virtuosi), fomenta intolleranza. Lo Stato vuole forse gestire la vita privata dei cittadini? Qualcuno ha persino parlato di un presunto “diritto” a fumare. Le carrozze ferroviarie per fumatori sono un retaggio della cultura dell'ignoranza. Perché oggi, volenti o nolenti, quelli che un tempo chiamavamo “fumatori” oggi si chiamano tabagisti.

La società cambia, talvolta in meglio. Nel novembre del 1975, i cinema e i mezzi di trasporto italiani vennero in un batter d’occhio ripuliti dal fumo di tabacco con una legge, la 584. Poi toccò anche agli aerei e infine ai treni.

Un merito nelle politiche della salute e del controllo del tabagismo spetta alla ricerca. Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) emanazione dell'OMS, ha da anni inserito il Fumo Passivo tra le 88 sostanze sicuramente cancerogene. Fa aumentare il rischio di cancro nei non fumatori del 20 - 30%. E c'è di più. Il fumo di tabacco è stato inserito tra i Carcinogeni di Classe 1, come l’Amianto, ovvero un cancerogeno di cui non è possibile stabilire la dose minima di sicurezza. Anche una esposizione minima può indurre l’oncogenesi.

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L’istituto Tumori di Milano, il CNR, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Tabaccologia, come anche l’istituto di ricerca Mario Negri e il Regina Elena, le società scientifiche di area pneumologica, hanno prodotto una rilevante documentazione scientifica che conferma queste conclusioni. L’aria degli ambienti in cui si fuma si riempie di micropolveri, detto anche microparticolato, per decine di volte maggiore rispetto al peggiore inquinamento delle grandi città: 50 mcg per metro cubo di PM-10 è la soglia oltre la quale i centri cittadini vengono chiusi al traffico veicolare. La quantità di PM-10 che si può rilevare in un ambiente chiuso dove si fuma può raggiungere i 5.000 (cinquemila) mcg per metro cubo. Motivo per cui la bonifica degli ambienti confinati prevede che non contengano le esalazioni venefiche del fumo bronchiale espirato dei fumatori, che nello specifico andrebbero definiti “affumicatori”. Vale anche per le aziende adottare politicy smoke-free e creazione di servizi ai propri dipendenti fumatori.

Per questo motivo affermiamo il Diritto sacrosanto dei cittadini a non essere “affumicati” e a respirare aria pulita. È proprio questa la ratio della nascita nel mondo dei movimenti dei Nonsmoker’s Rights, (Nonsmokers in un’unica parola) dei diritti dei non-fumatori a cui si ispira la Giornata nazionale per i diritti dei non fumatori. Quella che si celebra il 10 gennaio di ogni anno in Italia nasce nell’anno 2000, in seno alla International Coalition Against Tobacco (ICAT), riconosciuta dalla International Non-Governmental Coalition Against Tobacco, organizzazione non governativa accreditata presso l'OMS. Precede di alcuni mesi la Giornata Mondiale senza Tabacco indetta dall'OMS il 31 maggio.

Ciò permette di avviare programmi di prevenzione nelle scuole con inizio a gennaio e conclusione al 31 maggio di ogni anno. Perché, i primi Nonfumatori (unica parola con la N maiuscola) da tutelare sono i bambini. La prima promozione del Tabagismo avviene proprio tra le mura domestiche e i genitori che fumano, ma vale per tutte le figure parentali, più o meno consapevolmente, offrono un 30% in più di probabilità ai loro figli di diventare dipendenti dal tabacco a loro volta. Una storia infinita che si perpetua.
La difesa dei diritti dei Nonfumatori si ascrive nel principio costituzionale del Diritto alla salute. E che la Scuola sia garante di questo Diritto. Dal 2015 vige il divieto di fumare in tutte le aree di pertinenza scolastiche, anche all’aperto. Si faccia rispettare.

 

Il Dr. Giacomo Mangiaracina si occupa di dipendenze da droghe legali (Tabacco e Alcol) dalla ricerca al trattamento. Ha curato più di trentamila tabagisti, ed è il fondatore della Società Italiana di Tabaccologia, è docente presso la facoltà di Medicina e Psicologia dell'Unità di Tabaccologia alla Sapienza di Roma dove tiene lezioni sulla Medicina della Complessità e Medicina delle Dipendenze. Gestisce il servizio info-mail: terapia@tabagismo.it.

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12/04/2017
16/01/2017