Le onde del mare, il ticchettio della pioggia, lo scorrere di un fiume o il fruscio di una brezza estiva tra le fronde degli alberi. Sono tutti esempi di cosiddetto “rumore bianco”, spesso utilizzato per favorire il sonno dei neonati, ma indicato per migliorare anche il riposo degli adulti.

Di cosa parliamo? Dell’insieme di tutti quei suoni costanti che con il loro flusso sonoro e a basso volume riescono a nascondere tutti gli altri suoni disturbanti provenienti dall’ambiente circostante e a cullarci con un delicato e rilassante tappeto acustico. Si tratta per la maggior parte dei casi di suoni provenienti dalla natura, ma anche il rumore prodotto da un elettrodomestico acceso (un asciugacapelli, un ventilatore o una lavastoviglie in funzione) può essere considerato un rumore bianco (white noise), generatore di relax per diverse persone.

Rumore bianco, cos’è e come funziona

Il rumore bianco è una sorta di scudo invisibile: una barriera per gli altri suoni provenienti dall’ambiente che restano così camuffati dalla ripetitività e monotonia di un unico suono (fruscio, soffio, ticchettio) caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze. Il neuroscienziato Seth Horowitz ha ammesso che “il rumore bianco è un muro di energia sonora, senza schemi”.

È chiamato bianco per analogia con il fatto che una radiazione elettromagnetica di simile spettro all’interno della banda della luce visibile apparirebbe all’occhio umano come luce bianca. In ingegneria il rumore bianco è usato per verificare la risposta in frequenza di sistemi acustici ed elettronici.

Il rumore bianco è considerato distensivo. Al punto che esistono in commercio apparecchi generatori di rumore bianco acustico, impiegati per coprire il rumore di fondo in ambienti interni degli uffici o dei ristoranti, per esempio, e per favorire il rilassamento. Uno studio del 2015, portato avanti dai ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute (nello stato di New York) dimostrò che ascoltare il vento che accarezza le foglie di un sottobosco autunnale, o l’ipnotico rumore di una leggera cascata potrebbe migliorare di molto la vita in ufficio.

Il rumore bianco coprirebbe occasionali manifestazioni acustiche disturbanti come il telefono che squilla, i clic dei mouse e delle tastiera dei colleghi, orologi che scandiscono il tempo dalle pareti, sedie che si spostano, fotocopiatrici che stampano e così via. È la scienza del sound masking, basata sul coprire i suoni tipici di un posto di lavoro con altri suoni regolari per evitare distrazioni nei dipendenti.

Ultimamente però questo metodo è stato esteso anche alla vita domestica e in particolare al riposo notturno. Il web pullula di video che riproducono il suono di cascate, onde marine, erba accarezzata dal vento. Sono pensati soprattutto per far addormentare i neonati ma costituiscono una buona tecnica di rilassamento per tutti. E l’idea che aiuti a dormire si è diffusa talmente tanto che esistono già applicazioni tecnologiche per riprodurlo.

Rumore bianco, perché aiuta a dormire meglio

Il rumore bianco, si è detto, riesce a mascherare gli altri rumori dell’ambiente. In questo modo agisce come una specie di ninna nanna per il cervello che si concentra così soltanto sui suoni piacevoli e rassicuranti: chi ha il sonno leggero o la tendenza a svegliarsi spesso durante la notte, magari per un rumore improvviso come l’abbaiare di un cane, in questo modo non sarà disturbato. Ascoltare suoni della natura, inoltre, è un’attività rilassante di per sé, soprattutto per chi vive immerso tutto il giorno nel caos di una grande città. Con la sua ripetitività il rumore bianco concilia il sonno, attenua le ansie e il rimuginio, rilassa i muscoli e fa tornare tutti un po’ bambini.

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