C’è stato un tempo in cui i disturbi dell’orgasmo, soprattutto l’anorgasmia femminile, erano sottovalutati, taciuti, declassati a problemi secondari per il raggiungimento del benessere e della felicità di una persona. Fino agli anni Settanta, l’argomento “orgasmo” era un tabù. Tutt’oggi, in Italia più che in altri paesi, è ancora difficilissimo parlare di orgasmo, e anche gli eventi internazionali dedicati al piacere (come la Giornata dell’Orgasmo femminile, celebrata l’8 agosto) non vengono valorizzati. Così, disturbi comunissimi e diffusi, come l’anorgasmia, restano sotto traccia.

L’anorgasmia è l’assenza di orgasmo, anche in presenza di eccitazione sessuale. Colpisce le donne più degli uomini, e può dipendere da innumerevoli ragioni. Ci sono donne che affermano di non aver mai avuto un orgasmo, né attraverso esperienze sessuali di coppia né attraverso la masturbazione: si parla in questi casi di anorgasmia primaria. Ci sono altre donne, invece, che hanno raggiunto l’orgasmo in alcuni periodi ma, in altri momenti della loro vita, non ci riescono (anorgasmia secondaria).

Anorgasmia, come ritrovare il piacere femminile

Come ritrovare dunque il piacere? La riposta a questa domanda non può e non deve essere univoca. È importante centrare il problema sulla persona, magari con l’aiuto di una specialista sessuologa, indagando gli aspetti biologici, psicologici e culturali legati alla sessualità della paziente.

Ognuna di queste aree infatti può rappresentare da sola o in combinazione con le altre l’elemento che determina (o fa persistere) la comparsa di un disturbo sessuale. Rivolgersi all’esperto è un passo importante per ritrovare il piacere perché indica anzitutto la presa di coscienza del problema, senza nasconderlo a se stesse e senza sminuirlo. Il primo passo dunque per prendersi cura di sé e del proprio benessere a 360 gradi, senza se e senza ma.

È importante trovare la persona “giusta” con cui parlare, non prima però di essere sicure di avere una buona relazione con il proprio corpo. Per ritrovare il piacere, bisogna conoscersi: quello che dà piacere a una donna può risultare fastidioso o indifferente a un’altra. Non esiste, insomma, una “ricetta” per l’orgasmo. La masturbazione è il primo modo per prendere confidenza con la propria sessualità e conoscere le risposte del proprio corpo alla stimolazione, trovandosi faccia a faccia con se stesse e senza le inibizioni di tipo psicologico che, a volte, può generare la relazione con uno/una partner, soprattutto all’inizio di un rapporto di coppia. Ascoltare il proprio corpo vuol dire anche imparare a riconoscere eventuali tensioni, rigidità, elementi di distrazione e di sofferenza.

Va sottolineato anche che, soprattutto tra le ragazze più giovani, la pressione esercitata da una certa cultura che sbandiera il sesso sui cartelloni pubblicitari, in tv, sui social media e attraverso dei video porno accessibili sempre e da tutti, ma pensati per una utenza prettamente maschile (sebbene i dati delle principali piattaforme pornografiche rivelino che le donne che guardano video porno sono tante quanto gli uomini), questa pressione, si diceva, crea spesso l’esigenza dell’ “orgasmo a tutti i costi”, generando un’ansia da prestazione che è essa stessa fonte di blocco e inibizione. Viversi il piacere con serenità, senza pregiudizi e tabù, è invece l’elemento più importante per concedersi la possibilità del piacere, a tutte le età.