Il raggiungimento del piacere dovrebbe essere un’esperienza accessibile a tutti gli individui, mentre purtroppo, per svariate cause, così non è.

L’elemento fisiologico più significativo dell’orgasmo è la sensazione dei movimenti involontari a cui si associa il tipico vissuto di abbandono, ciò che viene chiamata anche “piccola morte”, una sorta di allontanamento momentaneo dalla propria coscienza ed individualità.

Che cosa si intende per anorgasmia?

L’anorgasmia è un disturbo sessuale che fa parte dei disturbi relativi al piacere e indica la condizione in cui è impossibile raggiungere l’apice del piacere sessuale, sia nell’attività sessuale con l’altro sia nell’autoerotismo.

Questo sintomo può colpire sia uomini che donne, malgrado sia un fenomeno più frequente nel sesso femminile. Le statistiche più recenti dicono che circa il 19% delle donne con una vita sessuale regolare non abbia mai provato un orgasmo di qualsiasi natura (una donna può ottenere vari tipi di orgasmo). Tra gli uomini invece l’anorgasmia è probabilmente sottostimata, intorno al 4%.

La maggior parte delle persone anorgasmiche si definisce insoddisfatta dalla propria vita sessuale, anche se non lamenta la mancanza di piacere avvertito sia in fase di eccitazione che durante i rapporti sessuali penetrativi. Infatti, piacere ed orgasmo non sono sinonimi.

Un rapporto sessuale può essere considerato piacevole a prescindere dal raggiungimento dell’orgasmo, in quanto si privilegia la fase eccitatoria e/o si è soddisfatte/i di aver appagato il/la partner.

Nell’anorgasmia, l’insoddisfazione è indipendente dal tipo di stimolazione e viene descritta come una sensazione di tensione o di nervosismo, addirittura come il “non sentire niente” o la conseguente reazione psicologica di frustrazione o scontentezza.

Come si classifica l'anorgasmia

L’anorgasmia può essere totale quando non si ottengono le contrazioni involontarie che permettono di vivere la percezione di piacere come abbandono o come un rilassamento, mentre si dice parziale quando l’acme sessuale si realizza con una certa sensazione piacevole che però non arriva al vissuto di abbandono e all’irradiarsi del piacere a tutto il corpo.

Può essere inoltre permanente o primaria, quindi presente fin dall’inizio della propria attività sessuale, o acquisita e secondaria nel caso in cui il sintomo compaia dopo aver avuto esperienze di soddisfazione sessuale o sia conseguente ad un altro disturbo.

Infine si definisce anorgasmia situazionale quando si manifesta solo in certe circostanze, che possono differenziarsi per qualità o per le caratteristiche della stimolazione, o per il tipo di partner o della situazione relazionale.

Quando è utile parlarne?

È importante centrare il problema sulla persona, magari con l’aiuto di una specialista sessuologa, indagando gli aspetti biologici, psicologici e culturali legati alla sessualità della paziente.

Ognuna di queste aree infatti può rappresentare, da sola o in combinazione con le altre, l’elemento che determina (o fa persistere) la comparsa di un disturbo sessuale come l'anorgasmia. Rivolgersi all’esperto è un passo importante per ritrovare il piacere perché indica innanzitutto la presa di coscienza del problema, senza nasconderlo a se stessi e senza sminuirlo.

Se pensi di soffrire di anorgasmia e vuoi saperne di più, puoi contattare QUI la Dr.ssa Ligeia Zauli per una consulenza online e avviare subito una chat privata