Mercoledì 31 luglio si festeggia la Giornata Mondiale dell’Orgasmo, una celebrazione annuale che passa piuttosto in sordina: di orgasmo poco si sa, molto si parla, ma senza riflettori accesi nel modo giusto.

L’orgasmo, una delle parole più cercate sul web a livello mondiale, resta infatti ancora un grande sconosciuto e, nonostante questo o proprio grazie a questo, è allo stesso tempo fonte di ansia da prestazione e di insicurezze.

Giornata Mondiale dell’Orgasmo, un evento da piazze soltanto virtuali

Anche nel 2019, la Giornata Mondiale dell’Orgasmo, mutuata dal National Orgasm Day australiano, statunitense e inglese, sarà celebrata soprattutto con il tam tam spontaneo sui social. Purtroppo, si potrebbe aggiungere.

Perché l’argomento interessa e tanto, ma è circondato ancora da un velo di tabù che non fa diffondere correttamente le informazioni sul suo conto in eventi ad hoc. Non è così nella comunità scientifica, che di studi sul tema ne produce a iosa. Uno abbastanza corposo è stato pubblicato qualche mese fa sul Journal Sexual Medicine ed è stato condotto su 1.683 coppie eterosessuali, per indagare in che modo l’esperienza del piacere influenza la soddisfazione sessuale e la relazione fra i partner.

Ebbene i risultati hanno evidenziato che l’87% degli uomini e il 49% delle donne raggiungono l’orgasmo, ma il 43% degli uomini non si accorge della frequenza con cui la partner raggiunge il proprio piacere. Sull’argomento “orgasmo femminile”, dunque c’è ancora parecchia confusione.

Giornata Mondiale dell’Orgasmo, un tabù da eliminare in ottica benessere

A volte è difficile per le stesse donne conoscere tutte le angolazioni del proprio piacere, e quindi comunicare bene i propri desideri e bisogni al partner. Che cosa si può fare dunque? Forse lavorare di più sulla comunicazione sessuale tra partner aiuterebbe entrambe le parti a vivere meglio il rapporto - come tra l'altro evidenzia lo studio sopra citato.

Non è mai troppo scontato ricordare che la sessualità non si può decifrare in un solo modo per uomini e donne e che le aspettative del raggiungimento del piacere centrato sul rapporto coitale sono culturalmente e socialmente condizionate ma non corrispondono alla realtà delle cose.

Sebbene tutto giri intorno al momento della penetrazione, esso non basta a rappresentare le infinite sfumature in cui si articola la sessualità, soprattutto femminile. Il piacere ha a che fare quasi sempre con altro: è una condizione prima di tutto psicofisica, che richiede gioco, spensieratezza, scoperta di se stessi e dell’altro.