Spirale contraccettiva: cos'è e come funziona

spirale contraccettiva cos e e come funziona

La spirale, spesso indicata anche con l’abbreviazione inglese di dispositivo intrauterino (IUD), è tra i metodi contraccettivi di più elevata efficacia e affidabilità. Esistono diversi tipi di spirale: almeno una di queste, lo IUD a rilascio ormonale, ha un’efficacia preventiva delle gravidanze indesiderate (indice di Pearl) pari a quella dei metodi in assoluto più sicuri, i contraccettivi ormonali, di cui abbiamo già parlato.
 

Cos'è e come funziona la spirale o IUD?

La spirale non è altro che un dispositivo di materiale anallergico di forma variabile, inserito dal ginecologo direttamente nell’utero e lasciato in sede anche per molti anni. Il dispositivo agisce rilasciando direttamente in Utero minime quantità di alcuni metalli, soprattutto rame, oppure di ormoni ad attività contraccettiva. In quest’ultima versione, l’Ormone rilasciato dallo IUD è un progestinico, il levonorgestrel (il progesterone è l’ormone principale della seconda parte del ciclo femminile dopo l’ovulazione: il levonorgestrel ha gli stessi effetti ormonali del progesterone).
 

La chiave di tutto è la reazione dell’ Endometrio al prolungato contatto con il corpo estraneo (lo IUD). L’endometrio è il rivestimento interno dell’utero, che s’ispessisce durante il ciclo sotto l’azione degli  ormoni femminili per prepararsi ad accogliere l’eventuale uovo fecondato, e che periodicamente si sfalda al momento della mestruazione se l’uovo non è stato fecondato. La presenza della spirale e la conseguente, lieve e innocua irritazione dell’endometrio al contatto con il dispositivo ostacola l’impianto dell’eventuale uovo fecondato. Ricordiamo che la fecondazione non avviene nell’utero, ma nelle tube, durante il viaggio dell’uovo tra l’ovaio e l’utero dopo l’ovulazione.
 

La spirale induce un aborto?

È un’accusa che è spesso rivolta alla spirale/IUD, ma è vero esattamente il contrario! L’aborto, anche spontaneo, implica il distacco dell’uovo fecondato già impiantato nell’endometrio, o addirittura della placenta e del feto già in avanzato stato di sviluppo. La spirale non causa il distacco dell’uovo fecondato dall’utero, ma ne impedisce l’impianto: lo IUD è una tecnica contraccettiva, non una tecnica abortiva!

D’altra parte, è inutile negarlo, anche se la spirale non è sinonimo di aborto può porre qualche problema etico in più rispetto alla 'pillola' e ai contraccettivi ormonali, che agiscono impedendo l’ovulazione e, di conseguenza, la produzione di un uovo fecondabile. In effetti, l’effetto contraccettivo della spirale si realizza dopo la fusione dell’uovo femminile col seme maschile, quando ormai esiste la piena potenzialità di sviluppo di un nuovo individuo e l’uovo fecondato si è già diviso alcune volte formando una 'blastocisti', la fase più primordiale di evoluzione del feto composta di poche cellule.
 

Il fondamentale meccanismo d’azione contraccettivo della spirale è quello descritto: il metallo lentamente rilasciato dal supporto rafforza l’azione contraccettiva principale. Il rame, il metallo di solito liberato dal supporto, interferisce direttamente con l’impianto dell’uovo fecondato nell’endometrio e con la composizione del muco prodotto nel collo dell’utero.

Il rame interferisce anche con la mobilità degli spermatozoi del seme maschile, che diventano meno vivaci; si riducono anche i movimenti spontanei delle tube che spingono l’uovo nel suo viaggio verso l’utero dopo l’ovulazione. In pratica, la spirale è un metodo contraccettivo con diversi meccanismi d’azione che si potenziano a vicenda.
 

La spirale è affidabile come contraccettivo?

Il tasso d’insuccesso della spirale con rame è modesto, ma non è trascurabile: l’indice di Pearl (1-5) indica che ogni 100 donne che usano la spirale per un anno, da 1 a 5 andranno ugualmente incontro a una gravidanza. Di conseguenza, la spirale non è un metodo contraccettivo adatto ad ogni donna: soprattutto se giovane e con una situazione familiare ancora instabile oppure se decisa a non avere bambini.

Soprattutto nei primi tre mesi può anche accadere che la spirale sia espulsa spontaneamente senza che la donna se ne accorga. La spirale richiede quindi che la donna sia molto attenta a se stessa e si controlli regolarmente: non tutte hanno l’attenzione, il tempo e la solerzia necessaria.

Un po’ diverso è il caso della spirale con rilascio di ormoni: a parte il problema della possibile espulsione spontanea, è efficacissima (indice di Pearl'La spirale col progestinico ha indicazioni particolari?').
 

Vantaggi della spirale rispetto agli altri metodi contraccettivi?

 

Lo IUD è il metodo contraccettivo di scelta nelle donne che hanno già avuto un bambino. I suoi notevoli vantaggi sono la lunga durata d’azione (da 3-5 anni fino 10), i costi che diventano trascurabili su tempi così lunghi, la ridotta necessità di controlli (è sufficiente un po’ d’attenzione della donna a se stessa), l’effetto solo locale sull’utero (la spirale non ha effetti, nemmeno effetti indesiderati, sull’intero organismo) e la rapida ripresa della fertilità dopo la rimozione. Soprattutto, la spirale può essere utilizzata senza problemi durante l’ allattamento, dopo i 40 anni e in premenopausa.
 

La spirale: indicazioni, rischi e controindicazioni

 

Questo tipo di spirale, indicata dai ginecologi anche con la sigla IUD-LNG (LNG sta per levonorgestrel), offre un beneficio collaterale che non è di tipo contraccettivo, ma che è spesso molto utile: la riduzione della perdita mestruale, sia in termini di quantità totale di sangue, sia di durata del flusso.

A differenza di quanto avviene con la 'pillola' e i contraccettivi ormonali, nel caso della spirale la mestruazione è una vera mestruazione e non una semplice emorragia artificiale che simula una piccola mestruazione: la ridotta perdita mestruale indotta dal progestinico fa dello IUD-LNG una valida alternativa ai trattamenti ormonali o di altro tipo delle emorragie mestruali eccessive.
 

Non vi sono rischi nell'uso della spirale grazie all’azione locale sull’utero non esistono rischi particolari legati all’impiego della spirale: sia di quella associata al rame, sia di quella col progestinico. Al massimo si può parlare di qualche effetto indesiderato: il più fastidioso, ma raro e innocuo, è il senso di mancamento, fino allo svenimento, al momento dell’inserimento da parte del ginecologo ('reazione vagale').

Nei primi mesi sono anche possibili sanguinamenti irregolari e aumento della quantità del flusso mestruale; con lo IUD-LNG può invece verificarsi qualche irregolarità mestruale e una riduzione eccessiva, fino alla scomparsa, del flusso. Nelle prime due o tre settimane dopo l’inserzione è anche possibile qualche caso d’infiammazione locale, ma nell’insieme la spirale ha un eccellente profilo di tollerabilità. Oltre una normale visita ginecologica, non sono necessarie particolari indagini prima della prescrizione.
 

Infine esistono controindicazioni assolute all’utilizzo della spirale, ma sono poche e rare. Non si può usare la spirale se c’è una gravidanza o se il parto è avvenuto da poche settimane. Lo stesso accade se c’è un fibroma che modifica l’interno della cavità uterina o si osservano sanguinamenti uterini senza averne riconosciuta la causa, oppure se la donna è colpita o è andata di recente incontro ad infezioni ginecologiche come la frequente malattia infiammatoria pelvica.
 

In che periodo del ciclo mestruale bisognerebbe inserire la spirale? Di solito il ginecologo sceglie d’inserire la spirale negli ultimi giorni del flusso mestruale perché in quei giorni il collo dell’utero è relativamente dilatato, ma l’inserimento è possibile in ogni momento del ciclo, purché non vi siano gravidanze in corso. È previsto un controllo dopo la prima mestruazione successiva all’introduzione; in seguito è sufficiente un controllo all’anno. Il filo di nylon dello IUD, lasciato sporgere di 2-3 cm dal canale cervicale, facilita il controllo della corretta posizione della spirale.

21/01/2016
19/08/2011
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