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Controindicazioni della pillola anticoncezionale

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La 'pillola' non gode spesso di buona stampa ed è un errore perché per poche altre classi di farmaci è così ben nota la sicurezza d’impiego. Una sterminata esperienza pluridecennale dimostra che, soprattutto per una donna ancora lontana dalla menopausa, la 'pillola' e i contraccettivi ormonali in genere sono la scelta senz’altro più efficace per prevenire le gravidanze indesiderate, ma anche la più maneggevole e sicura.

Esistono donne per le quali la 'pillola' e le associazioni estro-progestiniche in genere sono assolutamente controindicate?

Il fumo è un fattore di rischio importante per i problemi di trombosi (l’unico vero, modesto rischio della 'pillola'): oltre 15 sigarette al giorno sono una controindicazione assoluta all’utilizzo dei contraccettivi ormonali. Lo stesso si può dire per l’età superiore a 35 anni, l’obesità elevata (non qualche chilo di troppo, ma una vera obesità!), il diabete di lunga durata, l’emicrania e i disturbi epatici importanti. È anche prudente evitare la 'pillola' se ci sono stati problemi al seno.

Esistono sul serio i famosi rischi tumorali della 'pillola'?

È stato dimostrato un piccolo aumento del rischio di tumori maligni del collo dell’utero, ma solo se l’assunzione dei contraccettivi ormonali si prolunga per più di 10 anni (in ogni caso, il Pap Test regolare riduce moltissimo ogni rischio). Ammesso che esista, anche il rischio d’aumento di tumori mammari è molto piccolo. Ripetiamo, ammesso che questo aumento di rischio esista effettivamente: è difficile dimostrarlo proprio perché è senz’altro molto modesto. In compenso, è dimostrato che i contraccettivi ormonali riducono quasi della metà il rischio dei tumori dell’ovaio e dell’Endometrio (la parte interna dell’utero che prolifera durante il ciclo femminile e si sfalda al momento della mestruazione). Sono tumori frequenti, di difficile diagnosi precoce e, di conseguenza, di elevata mortalità: la loro riduzione d’incidenza sarebbe già un motivo sufficiente per orientarsi, nella pianificazione familiare, verso la contraccezione ormonale.

Quali sono gli altri effetti indesiderati dei contraccettivi ormonali?

Smentiamo subito una leggenda metropolitana che va avanti da anni: i contraccettivi ormonali non fanno aumentare di peso. L’aumento di rischio d’infarto e (forse) di ictus esiste, ma è piccolo ed è presente soltanto per le donne fumatrici: le non fumatrici o le fumatrici sporadiche non devono temere nulla. Non a caso, l’elevato consumo di sigarette controindica la scelta della contraccezione ormonale. Altri EFFETTI COLLATERALI come la nausea e la dolenzia mammaria, non pericolosi ma senz’altro fastidiosi, sono oggi molto più rari con le moderne pillole a basso dosaggio.

Come deve iniziare l’assunzione dei contraccettivi ormonali?

Non esistono veri obblighi sul giorno d’assunzione della prima 'pillola', ma di solito s’inizia il primo giorno della mestruazione, prelevando dal blister la pillola contrassegnata dal corrispondente giorno della settimana. Nei mesi successivi, il contraccettivo dovrebbe essere assunto ogni giorno sempre alla stessa ora: l’assunzione può continuare per anni, a meno di (improbabili) gravi effetti collaterali. È possibile iniziare anche tra il secondo e il giorno del ciclo mestruale, ma in questo caso è opportuno usare contemporaneamente anche un metodo contraccettivo non ormonale (condom maschile, diaframma, ecc.) durante i primi sette giorni di assunzione del contraccettivo ormonale.

Come deve iniziare, invece, l’applicazione dei cerotti o dell’anello vaginale?

Il cerotto contraccettivo deve essere applicato tre volte al mese per tre settimane consecutive: sul tronco (parte più bassa dell’addome o torace esclusa la regione del seno) oppure sui glutei. Se la sostituzione del secondo o del terzo cerotto ritarda più di 48 ore rispetto al momento previsto, per sicurezza è opportuno utilizzare, insieme al nuovo cerotto, un metodo contraccettivo non ormonale. L’anello vaginale si applica una volta al mese, lasciandolo in sede per tre settimane.

A proposito della 'pillola', perché alcune preparazioni devono essere assunte per 28 giorni e altre no?

In realtà, l’assunzione dell’associazione ormonale dura sempre tre settimane: nella quarta settimana, con le diverse preparazioni o la donna non assume nulla oppure assume per una settimana un placebo, una compressa indistinguibile dalle compresse contenenti gli ormoni dei giorni precedenti, ma priva di effetti farmacologici. In ambedue i casi, durante la quarta settimana si osserva una piccola emorragia: la cosiddetta 'emorragia da sospensione', che è in sostanza una piccola mestruazione artificiale. Molte donne trovano psicologicamente rassicurante questa piccola Emorragia simile a una piccola mestruazione. Anche il cerotto contraccettivo deve essere applicato solo per tre settimane: l’emorragia da sospensione si osserva durante la quarta settimana di mancata applicazione. Il nuovo blister di 'pillole' dovrà essere iniziato dopo sette giorni d’intervallo, anche se l’emorragia da sospensione non è ancora terminata. Lo stesso vale per il primo della successiva serie di tre cerotti contraccettivi.

Ho dimenticato di prendere la 'pillola': e ora cosa faccio?

Se il ritardo dall’ora ideale costante di assunzione è inferiore alle 12 ore non c’è da preoccuparsi: la protezione contraccettiva non è compromessa. Diverso è il caso se il ritardo supera le 12 ore: non è certo che la protezione sia caduta, ma non si può nemmeno escluderlo. Come rimediare? Semplicemente riprendendo ad assumere la 'pillola' sempre alla solita ora come se nulla fosse accaduto, ma proteggendosi anche con un metodo contraccettivo non ormonale, per esempio di barriera, per i 7 giorni successivi. Nel caso di blister da 28 compresse, si deve iniziare subito un’altra confezione disinteressandosi delle quattro compresse placebo non utilizzate. Nel caso di preparazioni che richiedono la sospensione per una settimana, è possibile che i 7 giorni di sospensione vadano oltre l’esaurimento della confezione utilizzata in quel momento: in questo caso, si deve iniziare il blister successivo subito dopo la fine di quello in uso senza pause di sospensione, rimandando al ciclo seguente la piccola mestruazione artificiale. Se poi, il mese successivo, non ci sarà ancora l’emorragia, speriamo che il test di gravidanza non ci regali brutte notizie…

L’anello vaginale è stato espulso; il cerotto si è staccato spontaneamente…

È come per la soglia delle 12 ore per la 'pillola': se l’anello vaginale è rimasto in posizione per almeno 3 ore prima di essere espulso, la protezione contraccettiva è assicurata: ma solo dopo la prima settimana di applicazione. Non c’è motivo di preoccuparsi, ma l’anello va reinserito al massimo entro le successive 3 ore; se invece l’espulsione dell’anello avviene durante la prima settimana di applicazione, non può essere escluso il rischio di una gravidanza. Quanto al distacco spontaneo del cerotto contraccettivo, sotto le 24 ore di mancata applicazione persiste la protezione contraccettiva; se il distacco è durato più di 24 ore, insieme al nuovo cerotto è opportuno utilizzare per sicurezza un metodo contraccettivo non ormonale.

09/11/2017
14/03/2011
TAG: Ginecologia e ostetricia | Salute femminile | Organi Sessuali
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