Fare una mammografia in Italia

fare una mammografia in italia

Una Scintigrafia o una mammografia? Meglio mettersi comodi perché i tempi di attesa sono davvero interminabili. È quanto emerge dall’analisi della Federazione Nazionale Pensionati della CISL, che ha preso in esame i tempi di attesa nei vari ospedali italiani.

Il problema riguarda tutta l’Italia anche se non mancano le contraddizioni e i falsi miti, come quello che vede le regioni settentrionali in pole position per rapidità ed efficienza: nella classifica dei ‘più lenti d’Italia’, infatti, la maglia nera la detengono il Friuli Venezia Giulia e la Puglia; a seguire, inaspettatamente, l’Emilia Romagna. Le ‘virtuose’ Liguria e Toscana fanno attendere al massimo dieci giorni per una mammografia, e un solo giorno per una visita neurologica. Nel Meridione i centri di eccellenza sono in Puglia per i controlli geriatrici e oncologici e in Sicilia per ecografie e visite urologiche.

Tempi e liste d’attesa dipendono, ovviamente, anche dal tipo di visita richiesta. Secondo l’analisi della Federazione sono mammografie, scintigrafie ossee e risonanze magnetiche a far attendere maggiormente i pazienti italiani. Fare una Mammografia sembra essere davvero una sfida impossibile: in Puglia possono volerci anche 540 giorni e in Basilicata 473. Le Marche e la Liguria scalano i vertici delle regioni più veloci ma anche lì non aspettiamoci di poter avere accesso a una Mammografia prima di 117 giorni.

Ma i problemi non si fermano qui: le apparecchiature per effettuare le mammografie sono per la maggior parte troppo ‘datate’. Secondo il censimento eseguito dalla Società Italiana di Radiologia Medica, solo il 35% degli apparecchi ha meno di cinque anni. Un dato davvero poco rassicurante dal momento che questi macchinari devono essere tenuti in condizioni ottimali, pena un controllo inattendibile e impreciso: gli apparecchi più datati rischiano, infatti, di non avere la sensibilità e la precisione che vengono, invece, garantite da macchine tecnologicamente più avanzate.

È necessario quindi, oltre che ridurre i tempi di attesa, anche rinnovare le attrezzature: strutture specializzate che si prefiggono di essere centri di eccellenza devono poter disporre come conditio sine qua non di macchinari adeguati.

Il punto di vista
Radiodiagnostica

Nelle donne ad alto rischio di sviluppare un tumore mammario, per storia familiare o predisposizione genetica, la sorveglianza secondo i canoni ‘tradizionali’ dello screening non è sufficiente per fare una adeguata prevenzione. In questi casi risulta molto più vantaggioso e preciso l’utilizzo di più sofisticati mezzi diagnostici.

25/11/2015
09/06/2008
TAG: Radiodiagnostica | Salute femminile | Tumori | Esami