Tristezza e depressione: le differenze

tristezza e depressione le differenze
Scritto da:
Dr.ssa Simona D'Arcangeli
Specialista in Psicologia e Psicoterapia

Depressione: un disturbo dell'umore

Nelle classificazioni internazionali la Depressione rientra nei disturbi dell’umore. Per capire cosa s’intenda per 'umore' possiamo immaginarlo con le stesse funzioni che hanno gli ammortizzatori nelle automobili.

Come gli ammortizzatori anche l’umore infatti oscilla continuamente tra stati diversi: durante l’arco della giornata possiamo provare sentimenti di gioia, tristezza, insicurezza.

L’umore ha una funzione adattiva fondamentale perché grazie ad esso non perdiamo aderenza alla strada e restiamo in sintonia con gli accadimenti che si susseguono nell’arco della nostra vita.

Così come per gli ammortizzatori però, può accadere che il tono dell’umore si 'allenti' cioè si allontani dai fatti della vita e inizi ad essere dissonante da essi. Che il movimento continuo di adattamento rallenti e si faccia difficoltoso sino a fermarsi del tutto.

In che cosa consiste la depressione?

Gli stati depressivi si caratterizzano per:

  • la perdita della gioia di vivere;
  • la scomparsa dello slancio vitale, dell’energia e del piacere di partecipare;
  • l’assenza di desideri o sentimenti di soddisfazione;
  • un forte sentimento di solitudine (anche in presenza di altri);
  • il persistere di un penoso senso di vuoto, con incapacità di provare affetto e di amare;
  • un pensiero lento e ripetitivo;
  • una percezione del proprio corpo come pesante, immobile, fermo, alla quale talvolta si accompagna la sensazione di estraneità rispetto ad esso;
  • la perdita di appetito e quindi di peso o al contrario di un'eccessiva Alimentazione compulsiva;
  • i disturbi del sonno: risvegli notturni o precoci. E in altre situazioni i casi di Sonno aumentano rispetto al fabbisogno fisiologico;
  • un senso di colpevolezza, difficoltà nel concentrarsi e prendere decisioni, incapacità di progettare il futuro;
  • la presenza di pensieri ricorrenti di morte e di suicidio.

Differenza tra depressione e tristezza

La tristezza è il "colore emotivo" delle nostre azioni. Al pari delle altre emozioni la tristezza è qualcosa d’intrinseco alla natura stessa umana. Quindi più che evitarla dobbiamo ri-conoscerla e imparare ad accoglierla: essa rappresenta un forza evolutiva propulsiva importante, in grado di promuovere la nostra salute e il nostro benessere.

Siamo tristi quando commettiamo degli errori, ma per questo motivo più portati a ridefinire in modo critico quanto accaduto. Grazie alla tristezza possiamo rielaborare le nostre esperienze e trarne benefici in termini di sviluppo personale. Inoltre, sempre grazie alla tristezza, siamo in grado di modulare situazioni altrimenti eccessive.

Pensiamo per esempio all’euforia primaverile che, insieme ai sani benefici, ci espone in alcuni casi non controllati ad acquisti smodati, relazioni amorose rischiose etc... Se la tristezza è causata da frustrazioni o da insuccessi diventa essa stessa motivo di ricerca di nuove soluzioni (problem solving) e azioni (decision making).

I segnali di tristezza che lanciamo quando siamo tristi hanno la funzione di suscitare negli altri comportamenti di aiuto e di cura. Si pensi alla relazione madre- bambino o alla coppia. Infine, la tristezza ci viene in aiuto in caso di separazioni (divorzi, lutti..) perché ci aiuta a elaborare l’irrevocabilità del percepirsi separati dall’altro.

Leggi anche:
Che cos'è la depressione, quali sono i sintomi e i trattamenti più efficaci. Diagnosi e terapie per curare la depressione.
06/04/2017
18/04/2013
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Dr.ssa Simona D'Arcangeli
Specialista in Psicologia e Psicoterapia