Sigaretta elettronica, quali sono i rischi per la salute

Sigaretta elettronica, quali sono i rischi per la salute

Nonostante non produca combustione, la sigaretta elettronica non è totalmente innocua. Alcune sostanze contenute possono essere nocive per la salute.
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Fanno male e sono davvero rischiose per la salute? Quali sono gli effetti del cosiddetto “vapore passivo”? Sono interrogativi che abbiamo ascoltato e continuiamo ad ascoltare quando si parla di sigarette elettroniche, una soluzione per la quale spesso si opta. In molti, infatti, considerano fumare la sigaretta elettronica “il male minore”, ritenendo insostenibile l’idea di dove addio all’abitudine di tenere la sigaretta in bocca. Fermo restando che i danni provocati dal fumo, attivo e passivo, sono sotto gli occhi di tutti, quali sono i rischi per la salute provocati dalla sigaretta elettronica?

Il quesito non è banale, considerando che attualmente circa due milioni di italiani fanno un uso regolare oppure occasionale di sigarette elettroniche. Prima di rispondere a questa domanda facciamo un passo indietro.

Che cos’è la sigaretta elettronica

Messa a punto per la prima volta in Cina, la sigaretta elettronica è un dispositivo che consente di inalare vapore, solitamente aromatizzato, contenente una quantità variabile di nicotina in grado di raggiungere l’apparato respiratorio senza che si verifichi la combustione del tabacco (e, di conseguenza, gli inevitabili danni a essa correlati).

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto (“svapare”), che ha in tutto e per tutto la forma di sigaretta, fornisce sia la nicotina di cui necessita l’organismo che ha sviluppato dipendenza (la quantità di nicotina è variabile, all’interno di un mix composto da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze) sia l’esperienza tattile, gustativa e olfattiva che richiama quella della sigaretta tradizionale. Alcuni modelli di sigaretta elettronica non contengono nicotina, ma esclusivamente vapore aromatizzato.

Le sigarette elettroniche sono pericolose?

Precisiamo che i dubbi riguardano, prima di tutto, la loro efficacia come strumento di supporto per chi vuole smettere di fumare e la concreta innocuità delle sostanze che le miscele vaporizzate contengono. A poco più di dieci anni dall’introduzione della sigaretta elettronica – la cui prima diffusione importante, anche in Occidente, risale al 2006 – si può ammettere l’utilità della sigaretta elettronica nel controllare la dipendenza da nicotina dei fumatori. Consente, infatti, di evitare il catrame e i numerosi gas tossici contenuti non solo nel fumo di sigaretta, ma anche in quello di pipa e sigaro. Detto ciò, non è ancora chiaro se la sigaretta elettronica sia uno strumento funzionale per smettere di fumare.

E ancora, molti studi hanno indicato nel vapore prodotto dalle sigarette elettroniche la presenza di sostanze che possono essere potenzialmente nocive. Un esempio in particolare? Il glicole propilenico è utilizzato da tempo all’interno dei fumogeni impiegati nell’industria del cinema e durante i concerti ed è considerato generalmente sicuro, seppur alcuni studi suggeriscono che l’inalazione prolungata può sfociare in irritazione delle vie aeree, tosse e (in casi meno frequenti) riniti, ovvero l’irritazione e l’infiammazione della mucosa nasale, e l’asma.

I non fumatori dovrebbero evitare le sigarette elettroniche? La risposta è affermativa, poiché la nicotina agevola diabete e ipertensione. Allo stesso tempo, le sostanze aromatizzate sono sospettate di esporre l’uomo a rischi per la salute. Dunque, pur non sembrando emergere effetti analoghi a quelli del fumo passivo, il suggerimento è quello di preservarsi: le sigarette elettroniche sono meno dannose di sigarette e simili, ma non totalmente innocue. Non si tratta, insomma, di dispositivi da utilizzare con leggerezza.

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