Oggi, venerdì 13 settembre, è la Giornata Mondiale per la Lotta alla Sepsi: un evento giovane – soltanto all’ottava edizione – ma di grande importanza.

La sepsi infatti è ancora un’emergenza: ogni 4 secondi, in qualche parte del Pianeta, qualcuno muore a causa di questa gravissima malattia scatenata dalle infezioni. La sepsi è infatti l’ultimo stadio, mortale, di un processo innescato da molte malattie infettive.

Si presenta quando il nostro sistema immunitario, nel combattere un’infezione perde il controllo e inizia a danneggiare i tessuti e gli organi. Tutto questo può portare prima all’insufficienza degli organi e poi alla morte.

Molte infezioni possono generare la sepsi. Fra queste ci sono le infezioni comuni, come la polmonite, le infezioni urinarie (cistite, utretrite, pielonefrite, ecc.) , quelle addominali (appendicite, diverticolite, malattia di Crohn, pancreatite, peritonite, ecc.), le infezioni della cute (impetigine, cellulite, erispela, ecc.) o delle ferite, oppure la meningite, l’influenza stagionale, la malaria, la dengue, la febbre gialla e l’ebola.

Più dell’80% delle infezioni che portano alla sepsi sono contratte fuori dall’ospedale. La sepsi può colpire chiunque, ma le persone con un sistema immunitario debole sono più esposte delle altre. Anche gli anziani e i neonati hanno un rischio maggiore di contrarre la malattia, così come le persone con patologie croniche al polmone, al fegato o al cuore, i diabetici, i malati di AIDS o le persone senza la milza.

Prevenire la sepsi

La buona notizia è che la sepsi si può prevenire: il modo più semplice per farlo è prevenire le infezioni, con i vaccini e le misure igieniche di base. Se un’infezione ha scatenato una sepsi deve essere riconosciuta in fretta, e la fonte dell’infezione va trattata immediatamente con gli antibiotici.

Il trattamento precoce dell’infezione e il riconoscimento della sepsi salvano la vita. La sepsi, infatti, è davvero la causa di morte più prevenibile al mondo. La lotta a questa malattia letale rappresenta una sfida sanitaria globale: la malattia colpisce infatti 30 milioni di persone ogni anno e ne uccide fino a 9 milioni. Si tratta, come dimostrato, di decessi prevenibili nella maggior parte dei casi.

Giornata Mondiale della Lotta alla Sepsi: cosa succede in Italia

Il Centro gestione rischio clinico della Regione Basilicata (GRC) aderisce alla Giornata mondiale della Lotta alla sepsi mettendo a confronto le diverse esperienze delle aziende sanitarie regionali. “Le esperienze documentate – scrivono gli organizzatori - evidenziano la necessità di far crescere l’attenzione al tema anche al di fuori delle unità di terapia intensiva, attraverso il coinvolgimento del personale sanitario delle strutture di degenza ordinaria e del pronto soccorso, per assicurare la tempestiva identificazione dei pazienti a rischio di sviluppare sepsi e l’attivazione delle necessarie procedure diagnostiche e terapeutiche”. L’incontro si terrà nell’auditorium dell’ospedale San Carlo di Potenza dalle 9,00 alle 13,00 di oggi.

Spostandoci a Nord, la Giornata mondiale della Lotta alla sepsi sarà al centro di una call to action a Siena, in programma oggi, all’interno del Centro Congressi Italo Calvino del complesso museale del Santa Maria della Scala: l’evento è promosso dal Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana e dall’Agenzia regionale di sanità della Regione Toscana in collaborazione con l’Università di Siena.