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MET DIET 4.0: il nuovo modello di dieta mediterranea

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Una nuova piramide alimentare che focalizzi l'attenzione non solo sulla catena alimentare dell'uomo e sui suoi fabbisogni psicofisici, ma anche sui benefici per il pianeta e tutte le sue popolazioni.
È la proposta lanciata da IFMeD durante la conferenza mondiale sulla dieta mediterranea che si è tenuta dal 6 all'8 luglio presso Palazzo Lombardia a Milano.
Obiettivo: bilanciare la dieta con l'aumento delle preoccupazioni di carattere ambientale, di anno in anno sempre più intense.

Milano, un anno dopo l'Expo, è tornata così a essere capitale mondiale dell’alimentazione sana e sostenibile. Per l'occasione, è stata proposta questa revisione della famosa piramide alimentare, alla cui base si può rintracciare un consenso scientifico tra esperti ed evidenze scientifiche nel campo di nutrizione e salute.
 

Nuove valenze della dieta mediterranea

La MED DIET 4.0, il nuovo modello di dieta mediterranea che ha dato vita alla piramide, si basa su 4 dimensioni: alla valenza nutrizionale si integrano gli aspetti culturali, ambientali ed economici. Questo perché la dieta in quanto tale non può essere considerata solo “regola alimentare”, ma “regola di vita’’ che impatta sulla salute, sull’ambiente e sulla società.

“La Campagna Europea di Promozione della Dieta Mediterranea, lanciata da IFMeD per prima in Italia per promuovere questo modello - spiega Emmanuel Pauze, Direttore Esecutivo IFMeD - mira ad attivare una strategia consensuale e coordinata a livello sovranazionale, con il coinvolgimento di attori pubblici e privati, per promuovere e consolidare i valori e i benefici della dieta mediterranea”.
 

Il ruolo di legumi, carne e pesce

In primis, riacquistano un ruolo primario i legumi. Secondo le stime e i dati della piramide, troppo poco spazio a livello globale sarebbe dato al pesce, motivo per cui nella revisione quest'ultimo ritrova una buona posizione. Secondi gli esperti, infatti, in Italia il consumo di proteine di pesce si attesterebbe su 40 g a settimana rispetto ai 60 g settimanali raccomandati. Nel resto d'Europa e negli Stati Uniti sarebbero addirittura di molto inferiori.

Per quanto riguarda la carne, “non dimentichiamo che l’uomo è onnivoro da 10.000 anni e la carne, nelle giuste quantità, fa parte della dieta mediterranea – ha spiegato la Dottoressa Elisabetta Bernardi, Nutrizionista dell’Università di Bari -. Ricca di nutrienti importanti e componenti bioattivi, è particolarmente importante in alcune fasi della vita: durante la gravidanza e l’infanzia ad esempio, per garantire lo sviluppo cognitivo e la crescita del bambino. Ma è anche preziosa per chi pratica sport o è in età avanzata: è infatti una eccezionale fonte di proteine utili per lo sviluppo e per preservare i muscoli”.
 

Perché assumere frutta e verdura?

Non vanno assolutamente tralasciate, anzi, particolare rilevanza va data a frutta e verdura. A tal riguardo, Carlo La Vecchia, professore dell'Università di Milano, spiega che "la dieta mediterranea, con un ruolo importante di frutta e verdura e l’olio d’oliva come condimento principe, protegge dal rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e tumori".
 

Le raccomandazioni da tenere a mente

Tutto ciò che è contenuto all'interno della nuova piramide, però, non va considerata una regola generale e un modello immutabile e perfetto che vada bene per tutti. Ogni Paese, infatti, deve seguire le fondamentali raccomandazioni della Nuova Piramide come guida generale, adattandole ai propri contesti e alla propria cucina tradizionale.


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TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione | Dieta
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