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L'alimentazione influenza sonno e veglia

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Il cibo è uno dei regolatori dei nostri ritmi biologici insieme alla luce, che è il sincronizzatore principale.

A confermare questo ruolo è ora un nuovo studio pubblicato su Cell Report, secondo cui tutto dipenderebbe dalla secrezione di insulina indotta dai diversi alimenti.

Il motivo? Il nostro orologio biologico principale è nell’ipotalamo e risponde soprattutto alla luce, ma esistono orologi 'periferici' in vari organi e tessuti, che possono essere significativamente influenzati dall’alimentazione. Dunque l’orario e la composizione dei pasti sono collegati ai ritmi fisiologici e comportamentali e il valore 'premiante' del cibo è anche in grado di influenzare l’orologio biologico principale nel cervello.

Gli autori di quest’ultimo studio hanno dimostrato sugli animali che l’Insulina - prodotta dal pancreas in quantità e tempi diversi a seconda di ciò che si mangia - può interferire con i ritmi del fegato e di altri tessuti connessi con l’alimentazione.

Si è arrivati quindi alla conclusione che la regolazione del ritmo circadiano mediata dall’insulina è importante soprattutto per l’apparato gastrointestinale. Consente infatti la sincronizzazione fra il pasto e la funzione degli organi che devono garantire la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

Del resto anche nel tessuto adiposo esistono geni che si esprimono 'ritmicamente': la lipoproteinlipasi (enzima che favorisce l’accumulo dei grassi alimentari nell’adipe) ha un picco dopo pranzo e se l’assunzione dei cibi grassi non coincide con questo pasto, l’organismo accumula grasso in altri organi come il fegato, con il rischio di sviluppare patologie come la steatosi.

Questo vuol dire che il nostro regime alimentare è anche un buon mezzo per contrastare un’eventuale sfasatura del ritmo circadiano, come quella indotta dal jet lag. Certo il fastidio da jet lag dipende anche da altri fattori: la direzione del viaggio (verso Est il recupero del ritmo è più lento), il cronotipo individuale, le abitudini di vita più o meno regolari. Ma se si torna in Europa dopo un viaggio negli Usa a bordo è meglio consumare un pasto leggero con frutta, verdura, spremute e qualche biscotto integrale; poi dormire e svegliarsi all’ora europea di colazione, consumando proteine come uova o formaggio. E alla sera, una cena a base di carboidrati.

A completamento di questo studio, anche una ricerca pubblicata su Diabetes che raccomanda, ad esempio, ai lavoratori su turni di evitare cibi molto ricchi di ferro alla sera. Perché questo minerale è un 'sincronizzatore' dell’orologio biologico epatico e influenza il controllo della glicemia, ma se il ferro viene introdotto in un momento sbagliato, questo meccanismo di controllo salta e si rischia di più di ammalarsi di sindrome metabolica.


Per approfondire guarda anche: “Il diabete e la Sindrome metabolica“

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TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione | Disturbi del sonno | SLEEP - Disturbi del sonno
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