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Calendula: proprietà curative e benefiche

calendula proprieta curative e benefiche
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

La virtù fondamentale della Calendula – della quale si utilizzano soprattutto le sommità fiorite – è quella di riuscire a dare sollievo alla pelle, grazie alla sua decisa azione antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante. Il nome di questa pianta, conosciuta scientificamente come Calendula officinalis e appartenente alla famiglia delle composite, deriverebbe da “calendae” (il primo giorno del mese nel calendario romano), poiché fiorisce il primo giorno di ogni mese o perché i suoi fiori si aprono al mattino chiudendosi al tramonto. Si tratta di una pianta erbacea perenne originaria del nord Africa – allo stato selvatico si trova comunemente nell’area meridionale dell’Italia – ed oltre a contenere diverse sostanze benefiche per la salute dell’organismo è un vero piacere per gli occhi, considerando i suoi grandi fiori sgargianti di colore giallo arancio.

Principi attivi e formulazioni della Calendula

Della Calendula si utilizzano tutte le parti della pianta che sono ricche di principi attivi preziosi per la pelle: vitamina C, olio essenziale, flavonoidi (narcissina e rutina), resina, mucillagine, carotenoidi, triterpenoidi e saponine. La colorazione tipica del fiore è rappresentata da un pigmento che ha come componenti principali licopene, vilaxantina e betacarotene (che, insieme a luteina e zeaxantina, è un potente antiossidante).
La tintura madre di Calendula ha un elevato concentrato di vitamina A, mentre l’estratto di fiori di Calendula si contraddistingue per la presenza di ben 15 aminoacidi: alanina, arginina, acido aspartico e acido glutammico, asparagina, valina, istidina, leucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, metionina e fenilalanina.

Le applicazioni sulla pelle

Fiori e foglie di Calendula possono essere utilizzate sia fresche sia essiccate all’ombra per la preparazione di differenti formulazioni. L’utilizzo fitoterapico più comune di questa pianta è quello esterno, sotto forma di pomata, per velocizzare la cicatrizzazione e stimolare la granulazione del tessuto epidermico in caso di scottature, ustioni, piaghe, piccole ferite, abrasioni, geloni (il contenuto di carotenoidi contribuisce a incrementare la produzione di fibrina, agevolando la rigenerazione dei tessuti e dunque la chiusura delle ferite). E ancora, le proprietà della Calendula rappresentano un vero e proprio toccasana per eczemi, acne o dermatosi, pelle secca, screpolata e arrossata.

Uso interno della Calendula

Meno noto, ma non per questo meno rilevante, è l’uso interno della Calendula, sotto forma di soluzione idroalcolica da assumere diluita in acqua. In questo senso grazie al contenuto di mucillagini che le conferiscono proprietà antinfiammatorie, antisettiche e cicatrizzanti – rendendola efficace contro le irritazioni delle mucose – la Calendula è utile per proteggere e lenire varie tipologie di dolore. Per questo la Calendula – per il cui utilizzo o assunzione non sono note controindicazioni o effetti collaterali, considerando il ridotto rischio di allergia alla pianta – è indicata in caso di colite, gastrite ed ulcere e una delle sue applicazioni più note riguarda il ciclo e i dolori mestruali, i dolori addominali e le infiammazioni del tratto gastro-intestinale.

Per approfondire guarda anche: “Ustioni“

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TAG: Cosmesi | Dermatologia e venereologia | Farmacologia | Pelle
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