La bolletta della luce si fa più leggera, ma il cambio dall’ora solare a quella legale, previsto per domenica 31 marzo 2019, per molti si traduce in stanchezza e malessere. Gli effetti dell’ora legale sulla salute si fanno sentire e, come in tutte le situazioni che prevedono una forma di adattamento, il corpo deve riprogrammarsi per ritrovare il proprio equilibrio.

L’ora legale, un passaggio non senza conseguenze

L’ora legale fu adottata in Italia nel 1966 ma aveva un precedente: durante la prima e la seconda guerra mondiale, la misura era stata introdotta per consentire il risparmio energetico. La pratica di spostare le lancette in avanti di un’ora durante il periodo che va da marzo a ottobre è stata adottata per la prima volta in Gran Bretagna all’inizio del secolo scorso, e attualmente è in uso in circa 70 paesi del mondo.

Le ragioni principali per la sua adozione sono ancora oggi di natura economica, legate cioè alla possibilità di ottenere un risparmio in termini di spesa energetica. Recentemente, la questione “ora legale” è finita anche sui banchi dell’Europarlamento, dopo che alcuni gruppi di deputati avevano chiesto alla commissione di valutare l’ipotesi di utilizzare in Europa soltanto l’ora solare. Il motivo?

Turbare due volte l’anno l’orologio interno delle persone porterebbe danni alla salute. Una diceria che, del resto, non è del tutto infondata. Quando le lancette dell’orologio si spostano di un’ora il fisico ne risente. La prossima settimana dormiremo un’ora in meno, in compenso godremo di giornate più “lunghe”. Leggeri disturbi sono in agguato, i soggetti più sensibili al cambio d’ora avvertiranno emicrania, insonnia o disturbi d’appetito. Le persone che tendono a essere più attive nelle ore della sera rispetto a quelle diurne avranno qualche difficoltà di adattamento. Di solito, si tratta di sintomi passeggeri che scompaiono nel giro di qualche giorno.

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Gli effetti sulla salute più diffusi legati all’arrivo dell’ora legale

  1. Sonno disturbato

Per qualche giorno ci porteremo addosso un piccolo “debito di sonno”. Nel periodo di transizione si dorme meno, il sonno è più disturbato, frammentato e leggero, con conseguenze sul rendimento diurno al lavoro o a scuola. Il ritmo circadiano, l’orologio interno al nostro organismo, deve riadattarsi. Alcune persone impiegano anche alcune settimane per ritrovare un equilibrio  sonno-veglia. Ad altre basta il primo giorno.

  1. Concentrazione ko

Meno ore di riposo si traducono in scarsa concentrazione nelle attività da compiere durante la giornata. Con il cambio di ora ci si distrae più facilmente e si tende a temporeggiare senza dedicare la giusta attenzione agli impegni e agli obiettivi. Un effetto che passa, ma per i primi giorni è molto frequente.

  1. Stanchezza sempre in agguato

Saranno gli effetti del sonno più leggero, o del fatto che con il sole che tramonta più tardi si fanno più cose durante la giornata, ma con l’arrivo dell’ora legale (e della primavera) è facile sentirsi sempre stanchi. Una reazione diffusa che si può superare con una buona dose di vitamine e, perché no, un po’ di esercizio fisico per ricaricare le batterie.

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