Piano Nazionale Vaccini: cosa prevede?

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Medicina generale

Attualmente in Italia sono solamente 4 le vaccinazioni obbligatorie, che vengono somministrate secondo il seguente calendario, secondo il Piano Nazionale Vaccini 2017-2019:

Vaccino

Età

nascita

3° mese

5° mese

11° mese

6° anno

Difterite - Tetano

 

X

X

X

X

Poliomielite

 

X

X

X

X

Epatite B

X

X

X

X

 

 
Se si vuole invece uno schema completo, comprensivo delle vaccinazioni disponibili e raccomandate, il Ministero della Salute ha emesso il seguente calendario. Il documento, oltre alle vaccinazioni tradizionali, introduce le vaccinazioni anti-meningococco B, anti-rotavirus e antivaricella nei nuovi nati, estende la vaccinazione anti-HPV ai maschi undicenni, introduce la vaccinazione antimeningococcica tetravalente e il richiamo anti-polio negli adolescenti; prevede le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Zoster nei soggetti di oltre 65 anni.

Il Piano è nazionale, per cui è valido per ogni Regione italiana, sempre mantenendo la facoltà alle singole Regioni di emanare leggi particolari a riguardo delle singole vaccinazioni, anche in relazione alle disponibilità economiche assegnate al comparto Sanità.

tabella vaccini

L'importanza delle vaccinazioni

Nel 2015 è stata pubblicata la nuova mozione del CNB (Comitato Nazionale per la Bioetica), dal titolo “L’importanza delle vaccinazioni”, in cui si rimarca l’aumento mondiale di casi di morbillo, causato dal calo delle coperture, che in Italia ha fatto ammalare circa 1700 persone nel 2014. Vengono ricordati anche i casi italiani di meningite, alcuni purtroppo mortali, e viene espressa una “viva preoccupazione per la tendenza sempre più diffusa in Italia a dilazionare o addirittura rifiutare la somministrazione delle vaccinazioni raccomandate dalle Autorità Sanitarie e universalmente riconosciute come efficaci”.

Viene ribadito che “i vaccini costituiscono una delle misure preventive più efficaci, con un rapporto rischi/benefici particolarmente positivo e con un valore non solo sanitario, ma etico intrinseco assai rilevante”.

Sulla base di questi presupposti, viene invocata l’assunzione di responsabilità sia personale sia sociale, invitando la promozione di tutte le attività che possano informare ed educare i cittadini, allontanando le falsità ed i pregiudizi ingiustificati, primo fra tutti il presunto collegamento tra vaccinazioni ed autismo.

Nel documento si sottolinea anche un fondamentale principio etico: i bambini, cui sono destinate le vaccinazioni, sono una categoria di cittadini particolarmente vulnerabili, che devono essere protetti in tutti i modi, e tale protezione spetta in primo luogo ai genitori. La protezione del figlio non significa però libertà di scelta da parte dei genitori ma rispetto da parte loro del diritto del bambino ad essere difeso efficacemente contro malattie che possono addirittura mettere in pericolo la sua vita. Rifiutare di vaccinare il proprio figlio significa esporlo al rischio di contrarre malattie potenzialmente gravi, negandogli un mezzo di difesa, quale i vaccini, in cui il rapporto beneficio/danno è altissimo (cioè i benefici della vaccinazione sono enormemente superiori ai rari danni provocati).

La mozione rammenta, infine, che la sola applicazione di norme igieniche non è sufficiente ad impedire il diffondersi di malattie contagiose, come è stato dimostrato dall’aumento delle infezioni in quei paesi dove la vaccinazione ha subito un calo.

In conclusione, i genitori che non sottopongono i figli alle vaccinazioni consigliate si assumono la responsabilità di questo gesto e ne rispondono davanti ai propri figli ed alla propria coscienza, augurando loro di non doverne mai rispondere anche in sede penale.

Guarda anche: “Efficacia del vaccino contro l'Epatite“

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